Fabrizio Moro: “Non mi vergognerò mai del mio passato!”

di

Il tour, il nuovo disco, le paure, Amici, Sanremo, le canzoni regalate e le avances ricevute da certi uomini. Fermi tutti: parla Fabrizio Moro!

CONDIVIDI
312 Condivisioni Facebook 312 Twitter Google WhatsApp
143065 1

Quando hai a che fare con Fabrizio Moro, la prima cosa che ti colpisce, dopo una bellezza da romanzo criminale e una simpatia senza precedenti, è l’umiltà. Questo è un momento d’oro per il cantautore romano che, da domani, sarà in tutti i negozi di dischi con Pace, il nono disco di una carriera iniziata ormai diciassette anni fa. Tra una domanda e l’altra Fabrizio parla senza freni inibitori del suo passato borderline fatto di droghe e alcol, ma anche del nuovo disco, del successo del tour, della delusione sanremese e di tutte quelle avances ricevute dal sesso forte.

All’ultimo Festival di Sanremo, in molti, ti davano per vincitore. Rimasto male del risultato finale?

No, ma direi che in quegli attimi si prova solo un po’ d’amarezza. Tutto lì. Carlo Conti è stato bravissimo a non far trapelare mai nulla. Rispetto ad altre edizioni, anche noi, abbiamo scoperto  tutto in diretta. La classifica, poi, lascia sempre il tempo che trova. Tolto il vincitore, chi si ricorda mai di tutti gli altri?

Intanto Portami Via ha raggiunto il disco d’oro..

Infatti è questa la mia più grande vittoria. Portami via, in sole due settimane, ha raggiunto il disco d’oro e non è una cosa da poco in questo periodo storico. Pace, invece, sarà un disco diverso da tutti gli altri. Mai come questa volta parlerò di me, delle mie emozioni e della mia intimità. È un disco terapeutico. 

Pace, il tuo nuovo album, uscirà il 10 marzo a distanza di un mese esatto dalla tua partecipazione alla kermesse. Strana come cosa, non trovi?

(Ride, ndr) Questa è una scelta di marketing dove io, davvero, non c’entro proprio nulla. È la Sony che decide ed avrà avuto, sicuramente, i suoi buoni motivi. 

Perché hai scelto di chiamarlo Pace?

Non è così semplice da far capire il perché. Avevo paura della normalità ed è la cosa che più cerco assieme alla pace. Il grido di apertura dell’album è “Cerco solo di trovare la Pace che non ho!” Una necessità urlata.

E l’hai trovata?

Magari (ride, ndr)! A dire il vero, non credo che la troverò mai, ma nel frattempo me la sono tatuata sulla mano. Tatuaggi a parte, ho capito che posso trovarla nelle piccole cose, anche in quelle che rientrano nell’ordinario. Spesso ci perdiamo dietro a cose futili e abbiamo paura della normalità. Che strana la vita.

L’idea che i dischi non si vendano più ti spaventa, o non ti sconvolge più di tanto?

Non mi spaventa affatto. Oggi ci sono anche altri parametri per misurare il successo di un’artista. 

Tipo?

I concerti e la partecipazione del mio pubblico, può andar bene come risposta? 

Non a caso, a breve, partirà anche il tuo tour. Cosa dovranno aspettarsi i tuoi fan, questa volta?

Due ore e mezza di musica, intanto. Porterò tutto l’album nuovo e tutte quelle canzoni che mi hanno dato tanta fortuna. A Roma, notizia di pochi giorni fa, raddoppio. Dopo il successo, in termini di vendite, della data del 26 maggio, farò un altro live il 27 sempre al Palalottomatica. Sono al settimo cielo.

Sei uno che scrive e parla con disinvoltura, eppure sui social sembri molto posato. Posso chiederti come mai?

Leggi   oniPo irelaV: "Valerio Pino è morto!"

Trovi? Mi dispiace di questa cosa. Cerco di esserci il più possibile e di farlo sempre nel modo più sincero, ma talvolta ho bisogno di una mano. Ci sono dei professionisti che curano la parte relativa alla comunicazione e magari loro son più formali, ecco. 

Negli anni hai scritto anche canzoni meravigliose per Noemi, per Valerio Scanu ed Elodie. Te ne sei mai pentito, visto il successo che hanno ottenuto?

No, anzi. Sono pezzi che molto probabilmente io non avrei mai cantato. 

E perché mai?

Perché io pubblico, normalmente, un disco ogni due, tre anni. Se oggi scrivessi un pezzo, racconterebbe un qualcosa che, tra due anni, non farebbe più parte del progetto che sto portando avanti. Che poi, se vogliamo, le canzoni scritte per gli artisti sopra citati, sono stati dei regali veri e propri. Ho scritto solo due canzoni per un’altra persona.

Di chi stai parlando?

Della grandissima Fiorella Mannoia! Nel suo ultimo album ho scritto: I pensieri di Zo e I miei passi. 

Prosegue, invece, il tuo lavoro come insegnante ad Amici. Non hai paura che questa tua esposizione televisiva danneggi la tua immagine da cantautore?

All’inizio temevo che la tv potesse essere pericolosa per uno come me. Invece, Amici, è più che terapeutico. Sono un ragazzo di quarantuno anni molto chiuso e per certi versi anche molto timido e, attraverso lo show di Maria, sto acquisendo quella sicurezza che prima non avevo. 

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...