GESÙ PERMETTEREBBE IL CONDOM

di

Roberto Vecchioni si confessa a gay.it in esclusiva. La sua adesione alla campagna del Kiss2Pacs, la lotta all’Aids, le critiche al governo Berlusconi. Imminente un tour nei teatri.

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


MILANO – Cantautore, scrittore ed insegnante, da sempre vicino alle battaglie del movimento omosessuale, ha appena pubblicato un bellissimo album, “The Rotary Club of Malindi”, ispirato da un recente viaggio in Africa.
Ciao Roberto, il titolo del tuo nuovo disco suona come una critica alla società occidentale, non è cosi?
Sì, purtroppo non abbiamo troppe armi per difenderci oltre all’ironia ed al sarcasmo. È evidentemente così, sono i neri che aiutano i bianchi a curarsi dallo stress. Il momento cruciale del disco mi è nato nel vedere dal vero quella fermata di pulmini, fotografata sulla copertina, che è proprio così, con tanta povera gente sotto e sopra quella scritta pubblicitaria “Rotary Club of Malindi”, una stridente contraddizione.
Qual è la cosa più importante che ti ha dato questo viaggio in Africa?

Sono 35 anni che scrivo canzoni ed è una ricerca affannosa, uno scavo continuo per capire qual è la cosa che mi potrebbe rendere sereno. Forse cercavo dentro di me non tanto la serenità ma qualcosa che mi facesse sentire vivo o comunque comunicativo. Questo è difficile perché abbiamo una barriera tra natura e cultura spaventosa, ormai viviamo in un mondo artefatto al massimo, di relazioni, di rapporti finti, talvolta ipocriti e non riusciamo più a far combaciare il mondo che abbiamo dentro con quello che avviene fuori, questo è il dramma. Il mondo che ho conosciuto in questo viaggio era molto più simile a quello naturale che avevo dentro. Finalmente, mi sono detto, c’è ancora qualche parte dell’universo in cui l’uomo è ancora uomo, in cui sente i sospiri, pensa e sa che lo spirito è più forte della materia e che le cose spirituali sono più forti delle sovrastrutture culturali tipo guadagno e potere.
Parte dei diritti del disco andranno in beneficenza.
Sì, per la lotta all’Aids. La maggior parte dei bambini kenioti come quelli del Sudafrica nascono con l’Aids che prendono direttamente dalle madri. Tutti sanno che Berlusconi dà del ladro ai politici italiani, ma nessuno sa che muoiono decine di migliaia di bambini in Africa per questo.
Qual è il tuo pensiero sulla demonizzazione della chiesa sull’uso del profilattico?
Credo che un’idea del genere sia un suicidio per il genere umano, ed anche un suicidio spirituale. Adesso dirò una bestemmia, ma se ci fosse Gesù stesso a capo della Chiesa in questo momento permetterebbe il profilattico, ne sono sicurissimo.
Il tuo nome è fra i sostenitori della campagna del Kiss2Pacs. Vuoi dirmi il tuo pensiero riguardo al riconoscimento delle coppie di fatto?

Nella mia produzione ci sono moltissime canzoni a tematica omosessuale, ho cantato il rapporto tra Rimbaud e Verlaine, quello tra Van Gogh e Gaugain, in un’altra canzone, “1099”, racconto l’amore tra due crociati. Tante volte ho scritto cose di questo genere perché nell’amore non riesco a vedere nessuna differenza di sessi, di colore. L’amore è una cosa che va così oltre la concezione umana della diversità dei sessi; è eretico chi pensa di poterlo fermare, in qualsiasi modo avvenga.
Non so se hai notato lo scarso interesse dei telegiornali, della stampa e dei media in genere riguardo all’evento.
Sì, l’ho notato benissimo. Questo fa parte dello storpiamento dell’informazione che esiste oggi per quasi tutto. C’è una linea profondamente perbenista e conservatrice, una linea reazionaria che si è propagata a macchia d’olio in tutti i centri dell’informazione. Dobbiamo batterci come dei pazzi perché ci sia una pluralità d’informazione e di giudizio nelle cose. D’altronde finché avremo questo governo, non possiamo sperare di avere informazioni sul mondo gay, non è proprio possibile. Penso che con un nuovo governo di centro sinistra le cose possano cambiare molto. Le coppie di fatto sono riconosciute in moltissime nazioni del mondo, solo l’Italia e pochi altri posti continuano ad avere una specie di tabù rispetto a situazioni del genere. Non è possibile che se molte persone vivono, agiscono e amano onestamente, non possano essere riconosciute, questo è ridicolo!
Quindi pensi che con un nuovo governo di sinistra le cose andrebbero meglio? Che la lezione sia servita?

Certo! Penso che la lezione sia servita e molto, la sinistra tornando al governo non commetterà gli stessi errori, ne farà altri probabilmente. Soprattutto non darà credito ad alleanze presunte o sottobanco come aveva fatto nell’altro quinquennio.
Nella tua esperienza di insegnante ti sei trovato di fronte ad episodi di discriminazione nei confronti di ragazzi o ragazze omosessuali?
Solo molto tempo fa, ma raramente. Quasi nessuno che aveva questo tipo di inclinazione amorosa si faceva notare, quindi non ho mai visto un caso diventare ufficiale e nemmeno niente di scandalistico da questo punto di vista.
Il tuo pensiero riguardo all’uso delle sostanze stupefacenti ed alle proposte di leggi proibizioniste?
Io non amo gli stupefacenti, nemmeno la Marijuana e l’Hashish, ma non si può impedire ciò che è dilagante, ciò che è una delle poche consolazioni rispetto alla mancanza assoluta di stimoli e di valori che c’è nella società. Capisco che molti ragazzi per noia o per provare un’altra cosa diversa dal fastidio di vivere che c’è oggi nelle città facciano anche questo. Non vorrei apparire bacchettone, ma è veramente scendere lentamente una scala: provi un gradino, provi due, poi dieci alla volta. E’ veramente così, l’ho visto in molti ragazzi ed anche molto vicini a me, cosa che mi ha fatto anche male perché a un certo punto non c’è quasi modo di tornare indietro.
Stai per partire con un tour teatrale…
Sì farò un tour nei teatri, parto da Vercelli il 9 di marzo e lavorerò fino a maggio. Nel frattempo uscirà anche un mio romanzo per Einaudi, “Il libraio di Selinunte”, dove narro di una discriminazione culturale, una cosa fantascientifica, la fine della cultura, la fine dei libri e soprattutto la fine delle parole.
Cosa vedremo in teatro, vuoi anticiparci qualcosa?
È uno spettacolo fatto di pezzi nuovi e vecchi, riarrangiati in versione acustica. Nella scenografia abbiamo riprodotto la fermata dei pulmini in cui farò vedere alcune foto dell’Africa ed altre immagini, poi ci saranno dei nastri elettronici che faranno scorrere alcune parole del disco oppure frasi che a me piacciono molto di scrittori e personaggi famosi.
Vuoi aggiungere qualcosa per i lettori di gay.it?
Vorrei che sapeste che vi voglio molto bene a tutti, questo sì, sicuramente. Non abbattetevi e non arrendetevi mai, questa è una battaglia che è annunciata come vincente, nell’ordine delle cose e del destino è una battaglia che non sarà più una battaglia fra qualche anno.

CALENDARIO TOUR ROBERTO VECCHIONI
^SMARZO^s
09 VERCELLI T. CIVICO
11 PIACENZA T. POLITEAMA
13 BRESCIA T. S. FILIPPO
15 TORINO T. COLOSSEO
16 BOLOGNA T. MEDICA
19 BASSANO DEL GRAPPA T. ASTRA
21 MILANO T. SMERALDO
21 MILANO T. SMERALDO
23 FIRENZE T. VERDI
25 PIOMBINO T. METROPOLITAN
28 ROMA AUDITORIUM
29 PESCARA T. MASSIMO

^SAPRILE^s
04 TRENTO AUDITORIUM
05 TRIESTE T. ROSSETTI
07 UDINE T. GIOVANNI DA UDINE
15 CATANIA T. METROPOLITAN
16 PALERMO T. GOLDEN
18 BARI T. TEAM
19 AVELLINO T. POLITEAMA
26 GENOVA POLITEAMA GENOVESE
27 BERGAMO T. DONIZETTI
28
29 SANREMO T. ARISTON
30 CREMONA T. PONCHIELLI
^SMAGGIO^s
03 VERONA T. FILARMONICO
04 CESENA T. CARISPORT
06 CIVITANOVA MARCHE T. ROSSINI
07 PERUGIA T. TURRENO

di Francesco Belais

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...