‘HO LA TESTA… NELLA MUSICA!’

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La Jena intervista Meneguzzi, nei negozi con l'album 'Lei è'. 'Sono un sognatore, credo in questo lavoro, e vorrei portarlo in tournée'. Paolo, ti ricordi al Friendly Versilia…?

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ROMA – Devo confessare che mi è molto difficile scrivere un articolo per l’uscita del nuovo cd di Paolo Meneguzzi dal titolo LEI E’. Sì, perché è un amico e quindi mi è difficile mantenere il giusto distacco che deve avere il cronista perfetto. A me verrebbe da gridare “comprate tutti il suo nuovo cd”!! Ma non si può, non è serio e quindi rimarrò il più possibile distaccato, professionale.
Dunque la storia di Paolo Meneguzzi è a grandi linee così. 26 anni, figlio unico, nato e cresciuto a Lugano. Un’adolescenza con una serie di interessi assolutamente in linea con quelli di tanti altri ragazzi: la prima band, il calcio praticato a buoni livelli, le ragazze. Paolo in seguito alla vittoria a Vina del Mar in Cile (un Festival importante come il nostro San Remo) si è ritrovato ad essere una star consacrata in tutto il Sud America. Ne è seguita una fase in cui si sentiva un po’ come quei calciatori che fanno la differenza nel campionato argentino, ma che avrebbero una voglia irresistibile di misurarsi nel “campionatopiubellodelmondo”. E così si pensa al mercato italiano.
Subito due singoli. Il primo, In nome dell’amore, che ha incuriosito gli addetti ai lavori grazie alla forte ed immediata programmazione radiofonica ed ha fatto registrare anche un riscontro commerciale con alcuni mesi di presenza nella classifica dei singoli più venduti. Il secondo, Verofalso, uno dei tormentoni dell’estate 2003 che gli ha permesso di entrare a fare parte dell’ambito club del “quando alzo la radio ti sento, quando accendo la tv ti vedo”, situazione alla quale Paolo ha reagito come il semplice amico della porta accanto che suona al tuo campanello per chiederti (solo!) il latte. Massima tranquillità e umiltà. Per questo il parallelismo con Tiziano Ferro non lo hanno né gasato né depresso.

Paolo non ha fatto altro che imbracciare la sua inseparabile chitarra e scrivere le cose che lo rappresentano nella vita di tutti i giorni. Questo album, LEI E’, è il frutto di un lavoro febbrile, maniacale nelle sue sfumature, concepito e realizzato tra Londra, Milano e Bologna e disegnato con la passione con la quale qualsiasi pittore butta tutto se stesso sulla tela. Ecco l’intervista fatta per gay.it.
Ti dovessi presentare da solo, cosa diresti di te, chi sei? da dove vieni? dove vai?…
Vivo tra Milano e Lugano, città nella quale sono nato. Mi considero un ragazzo semplice che insegue la sua passione da quando è nato: “la musica”. Cerco di vivere sempre al 100% e di vivere continuamente nuove emozioni perché l’abitudine mi annoia. Spesso sembro assente e annoiato ma in realtà è perché ho sempre la testa sulle nuvole e viaggio nei miei sogni.
Perché hai iniziato la tua carriera in Sud America?
Mi è capitata l’occasione giusta e al momento giusto. Non me la sono fatta scappare. Tramite un demo mi hanno preso a rappresentare l’Italia al Festival di Vina del mar in Cile e da lì è partita la rincorsa al mio sogno “portare la mia musica a più gente possibile”.
C’è un cantante od una cantante italiana che stimi particolarmente?

Io stimo tutte le persone che fanno questo lavoro con passione. E li stimo tutti allo stesso modo anche se ovviamente certe cose mi piacciono di più e altre meno. Anzi forse i cantanti che ammiro di più sono quelli che scrivono e cantano per se stessi e non per entrare nel business della musica quelli per me sono i veri artisti della musica.
Avessi a disposizione la lampada magica di Aladino, quali sono i tuoi tre desideri?
La salute per tutta la vita, la pace nel mondo e vincere un premio ai Grammy Awards della musica.
Farai una tournèe questo inverno?
C’e’ ancora tanto da fare prima di arrivare ad un live. Devo promuovere LEI E’ il mio album che è nei negozi da venerdì scorso e poi pensero’ alla tournée. Forse per l’estate prossima ma molto dipenderà dalle vendite di questo disco. Un mio difetto è forse quello di pensare sempre troppo in grande, ma sono un tipo positivo e credo molto in questo progetto. Non vedo l’ora di arrivare ad un live tutto mio in Italia anche perché realizzerei un altro mio grande sogno.

Per il secondo anno hai partecipato al Friendly Versilia nella serata in collaborazione con GAY.TV. Raccontaci questa esperienza.
Una esperienza che mi ha portato fortuna con In nome dell’amore e che spero me ne porti con LEI E’. Ho conosciuto tante brave persone e mi sono divertito un casino. Tra l’altro ho ricevuto tante email e tanti complimenti per la mia musica dopo quella serata.
Per chiudere ti faccio una domanda alla Marzullo: Paolo Meneguzzi si faccia una domanda si dia una risposta.
Sono veramente felice? Non lo so, la vera felicità credo sia nelle cose piccole, e purtroppo sono le cose che in questo momento mi mancano di più come la partita di calcio con gli amici o un buon piatto di pasta cucinato da mia madre o di avere un punto di riferimento come una ragazza che in questo momento mi manca. Ma qualcosa o qualcuno mi dice che questa è la mia strada e che io sono stato messo al mondo per fare musica e so già che nel bene e nel male lo farò per tutta la vita.
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di Fabio Canino

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