“I CRETINI NON CAMBIANO MAI”

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Lui è passato dalle filastrocche ai grandi testi, composti anche per Mina e la Vanoni. Focoso e controcorrente, il bel Samuele Bersani ci racconta il suo prossimo tour...

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MILANO – «È un po’ da cretini non cambiare mai; certo, cambiare come hanno fatto Liguori o Fede è schifoso, però a non farlo diventi una specie di mummia che riproduce se stesso. La musica io la faccio soprattutto per me e quando parto devo stupire e commuovere me stesso e quando ci riesco sono felice». Samuele Bersani parte in quarta per affermare la sua originalità nel panorama musicale italiano. Ora che il suo ultimo album “Che vita! Il meglio di Samuele Bersani” ha ottenuto un sorprendente successo, riscotendo persino un disco di platino, l’autore di “Giudizi Universali” parte per il suo primo importante tour teatrale che, come l’album, celebrerà dieci anni di successi con nuove versioni dei brani che lo hanno reso famoso e con gli inediti contenuti in “Che vita!“.

Come mai un tour nei teatri?

Secondo me è giusto fare concerti nei posti giusti con la gente che può ascoltare bene le canzoni. Nei club, c’è un rapporto di non rispetto nei miei confronti e da parte mia nei confronti della gente, e c’è il dj che non vede l’ora che finisci. In teatro invece hai la possibilità di raccontarti.

Come mai sei poco in televisione?

La televisione per me è una scatola vuota, ed è inutile esserci se non hai delle cose da raccontare, andare a rispondere a delle domande se non hai delle risposte. Piuttosto è meglio una conversazione in treno con uno che non sa chi sei e che parlando con te poi magari decide di venire a un tuo spettacolo, cosa che mi è capitata.

Che cosa proporrai in questo spettacolo?

Quando facevo il primo tour, tutti venivano ad ascoltare “Chicco e spillo” e basta, quindi dovevo farla in piedi, in ginocchio, seduto, con le dita nel naso, con aria intelligente. E lo spettacolo finiva per essere monocorde. Adesso per fortuna ho più canzoni, più repertorio, ho scritto un disco, “L’oroscopo speciale”, che mi ha aperto le simpatie anche della critica che di solito tende a tagliarti con le forbici la faccia e quindi da lì forse mi sono liberato e tolto un peso. Una volta forse volevo piacere a tutti oltre che a me stesso, adesso so che l’importante è che piaccio a me stesso.

Tra le cose belle di questa antologia è che tu hai inserito una nuova versione de “Il mostro”, che è appunto una canzone scritta senza partita iva, proprio la tua prima canzone. Un po’ forse per chiudere un cerchio e cantarla come la senti oggi. E forse anche perché quella canzone non è mai passata di attualità…

Oltre a non essere mai passata di attualità non è mai passata neanche in radio, l’unica volta che l’hanno passata, ero io che avevo telefonato ad una radio di Pesaro dicendo: “Ciao, sono paolo di Pesaro, mi metti su una canzone di Bersani?” e poi i miei amici al bar che mi avevano riconosciuto, da quel giorno mi hanno chiamato Paolo da Pesaro per tutta l’estate! Praticamente è una canzone per me molto importante, al di là del fatto che mi ha fatto realizzare il mio sogno, per quello che racconta, dove un diverso diventa il bersaglio della gente, il capro espiatorio.

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“Che vita” sta passando molto in radio. Dicono in giro: “escono tutti con pezzi lenti, meno male che c’è Bersani!” Sei stato un autore di ballate, ma anche di pezzi molto ironici e seri. Quanto questa cosa in alcuni momenti della tua carriera poteva essere quasi di limite, ovvero che tutti da te si aspettavano una nuova “Chicco e Spillo”…

Io, infatti, ho sempre detto che mi sono bloccato creativamente dopo “Giudizi universali”, nel senso che per me era diventata una palla di essere conosciuto per le filastrocche e difatti ho smesso. Non so se è stata una forma di reazione però l’idea di ripetersi è una palla. Io dico sempre questo, quando tu scopri quello che sei è meglio che smetti. Anche nella musica vedo che c’è gente che è uguale a se stessa da anni. Il mio gusto è quello di sorprendermi.

“L’oroscopo speciale” ha segnato un po’ il tuo passaggio a una nuova dimensione, cos’è cambiato mentre scrivevi quel disco rispetto ai precedenti?

È un disco che ho fatto sotto terra: sono stato in quello studio interrato per circa otto mesi; forse per questo francamente un po’ cupo il disco lo era! In più mi ero rotto una gamba, quindi tutto il periodo dei testi lo ho vissuto così davanti alla televisione a vedere Cucuzza! Era cupo anche per questo se vuoi! Un po’ come la sindrome della finestra sul cortile, di chi immagina la vita guardando il palazzo di fronte. Poi i testi mi sono venuti molto spontaneamente forse perché stavo raccontando proprio quello che stavo provando. La canzone “l’oroscopo speciale” infatti nei concerti non la faccio spesso, proprio perché mi provoca un magone, mi ricorda il momento dell’ospedale, mi provoca la sindrome Bosè allora è meglio che non la faccia. Mi immalinconisco al punto che mi commuovo!

SAMUELE BERSANI – CHE VITA! TOUR 2003 (OSPITE: PACIFICO)

CALENDARIO DATE AGGIORNATO AL 24 GENNAIO

3 FEBBRAIO FABRIANO (AN) TEATRO GENTILE DA FABRIANO
5 FEBBRAIO RENDE (CS) TEATRO GARDEN
6 FEBBRAIO PALERMO TEATRO GOLDEN
7 FEBBRAIO CATANIA TEATRO METROPOLITAN
9 FEBBRAIO ANDRIA (BA) PALASPORT
10 FEBBRAIO MARTINA FRANCA (TA) TEATRO NUOVO
12 FEBBRAIO CIVITAVECCHIA (ROMA) TEATRO TRAIANO
13 FEBBRAIO TERNI TEATRO POLITEAMA
15 FEBBRAIO VARESE TEATRO DI VARESE
19 FEBBRAIO BOLOGNA TEATRO DELLE CELEBRAZIONI
20 FEBBRAIO FIRENZE SASCHALL
22 FEBBRAIO VERONA TENDA ESTRAVAGARIO
24 FEBBRAIO TORINO TEATRO COLOSSEO
28 FEBBRAIO MILANO TEATRO SMERALDO

2 MARZO GENOVA POLITEAMA GENOVESE
10 MARZO FAENZA (RA) TEATRO MASINI
15 MARZO PORTO S.ELPIDIO (AP) PALAZZETTO
22 MARZO BRESCIA PALASPORT S.FILIPPO
26 MARZO TERAMO TEATRO COMUNALE
30 MARZO TRENTO AUDITORIUM SANTA CHIARA

1 APRILE ROMA TEATRO OLIMPICO
11 APRILE BELLUNO TEATRO COMUNALE
12 APRILE PADOVA PALASPORT S.LAZZARO
14 APRILE NAPOLI TEATRO AUGUSTEO
24 APRILE SANREMO TEATRO ARISTON
25 APRILE LUCCA CORTILE DEGLI SVIZZERI

di Francesco Belais

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