IL BELL’ANATROCCOLO

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Chi l'ha detto che le modelle sono senza cervello? Carla Bruni stupisce con stile con il suo disco "Quelq'un m'a dit", da ascoltare tutto d'un fiato. In attesa...

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Tocca il cuore con stile: “Quelq’un m’a dit” di Carla Bruni è una graditissima sorpresa (o un bellissimo lieto fine, a secondi dei punti di vista sull’intelligenza di modelle o ex-modelle).
Si ascolta tutto d’un fiato, una volta dopo l’altra. 1.000 volte più bello di Celine Dion o dischi pieni di virtuose pretese.

Carla Bruni è tutti noi (o tutte, tanto il genere in questi casi è un dettaglio irrilevante): nata straordinaria. Bellissima, brava, intelligente: non sarà mica una colpa!
Canta come noi sotto la doccia o mentre friggiamo due uova, senza pretese… nella sua casa di New York, Parigi o Montecarlo dove vivremmo noi se ne ne avessimo la possibilità. E torinese di nascita, ha quel popo’ di understatement aristocratico tutto italiano che fa chic in sordina. Scüüüsa!
Sembra non farcela, con quella vocina… e ti cattura, strofa dopo strofa. Col magnetismo della verità, che fa ancora più breccia se viene da una bellezza che ti schianta. Se poi pensi che ha scritto le canzoni e suona lei la chitarra… basta, sei suo!

La produzione è classe garantita, con tutti gli errori della presa diretta lasciati lì come trofei dall’amico di lunga data Louis Bertignac, leader del gruppo new wave anni ’80 Telephone. Ed è un trionfo per la piccola etichetta indipendente Naïve, che ha già portato al successo i Cousteau.
In FranciaQuelq’un m’a dit” è già doppio disco d’oro, ben 200.000 dischi venduti e -recensione dopo recensione- ha conquistato uno dopo l’altro recensori e ascoltatori più diffidenti (io stesso ho litigato col mio fidanzato a Capodanno: saputo che Carla Bruni aveva inciso un disco, ha voluto andare in centro a Barcellona per comprarlo appena arrivati, e io l’ho criticato “sarà un disco da fashion victim!”… ho dovuto chiedere scusa!)

Batte Naomi Campbell che per pietà abbiamo già dimenticato: superprodotta dal superdotato Adam Clayton degli U2 stentava a finire l’album… (“Babywoman” per chi vuole infierire). Batte Kate Moss che ha cantato una canzone con Bobby Gillespie dei Primal Scream… E scopriamo che prima di queste, Carla aveva già composto 6 canzoni per Julien Clerc e l’album Si j’étais elle (bisognerà ben cercarlo)… e sta preparando il prossimo album, che sarà in inglese.
Se non avete ancora sentito “Quelq’un m’a dit” (impossibile: dove vivete?) è un po’ Bardot, un po’ Jane Birkin, un po’ Jeanne Moreau, un po’ Kahimi Karie (la Giapponese a Roma). O per dirla giusta, moooolto Carla Bruni.

Un disco classico nella tradizione “diseuse”… Più che cantare, recita … confermando che la moda oggi è forse il più grande palcoscenici. Come anni fa le precursoresse Verusckha o Nico dei Velvet Underground, da ex-modella Carla diventa personaggio a tutto tondo (come vorremmo un disco di Linda Evangelista!) in perfetto e sorprendente effetto-verità (si sente proprio che le ha scritte lei).
Siamo curiosi di vederla sul palco di Sanremo, dove il bell’anatroccolo è atteso come ospite d’onore con la sua chitarra. Renderà? Saprà fare figura migliore di tante ugole virtuose (…claro que si)?
Noi siamo già lì: …brava, Carla!

di Paolo Rumi

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