Immanuel, il divo poco Casto si racconta a Gay.it

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Nuova immagine e nuovi stereotipi da distruggere per il Re del Porn Groove che si esibirà venerdi 16 al Mamamia di Torre del Lago. Intanto attacca la Chiesa...

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Torna il dissacrante Immanuel Casto e riparte venerdi 16 luglio dal Mamamia di Torre del Lago (LU), il locale simbolo della vita gay notturna toscana, con un’anteprima del tour che s’intitolerà Adult Music Tour^ e che debutterà a Bologna il 9 Ottobre. Il giovane artista soprannominato Il Casto Divo è riuscito a costruire attorno a sé un vero e proprio culto attraverso i suoi ironici quanto controversi video e brani musicali dai titoli irriverenti come 50Bocca/100Amore, Bondage e Anal Beat. Il paladino del porn groove, un genere da lui inventato che raccoglie sempre più estimatori, si racconta a Gay.it parlando del suo nuovo progetto, del suo pubblico e della sua omosessualità.

Immanuel, quali saranno le novità rispetto ai tour e agli album precedenti? Quali nuove tematiche affronterai?

A livello artistico c’è stata un’evoluzione rispetto al mio punto di partenza, sia a livello d’immagine che di tematiche trattate. Questo nuovo lavoro sarà eterogeneo, conterrà elementi di divertissement, che sono alla base di quello che faccio per divertirmi e divertire chi viene ad ascoltarmi, ci saranno elementi di ricerca musicale e stilistica e anche componenti di denuncia culturale e sociale che sono principalmente il progresso sociale e la parità di diritti. Nel nuovo tour ci saranno nuovi costumi, nuovi brani e versioni inedite di mie vecchie glorie, mentre nell’anteprima di venerdi 16 al Mamamia di Torre del Lago eseguirò il nuovo singolo Il mio sistema è in crash. L’esibizione sarà uno showcase preview del tour che s’intitolerà Adult Music Tour e che debutterà a Bologna il 9 ottobre.

Sei passato dalla recitazione alla musica incentrando i tuoi testi sul mondo del porno. Come è avventuo questo passaggio e perchè?

L’esperienza teatrale è stata altamente formativa e mi ha preparato a fare quello che faccio adesso, cioè l’art director del mio lavoro. Mi considero un musicista, ma fondamentalmente faccio il creativo. Curo le direttive artistiche di una serie di componenti del mio lavoro poi mi affido a dei professionisti che hanno una preparazione specifica in quell’ambito.

È questo il segreto che ti ha permesso di emergere tra gli altri fenomeni nati dal web?

Sì, soprattutto vista la complessità dello scenario musicale attuale e la difficoltà di riuscire a "sfondare il muro". Le case discografiche, infatti, puntano soltanto su nomi che ci sono da anni o su artisti usciti dai reality. Quindi, paradossalmente, ha più possibilità un artista più bravo nel comunicare e nel proporsi che nell’essere un musicista di talento. Il web sta dando agli artisti una nuova meritocrazia e nuove opportunità: se sei bravo a proporre un prodotto interessante e che funziona, questo può diventare virale e raggiungere il successo.

Parliamo di omosessualità. Ti sei esibito al Gay Pride nazionale nel 2008 e venerdi sarai al Mamamia di Torre del Lago, che è il locale simbolo della movida gay Toscana. Punti al pubblico gay quanto a quello etero o c’è una preferenza?Il pubblico gay è un pubblico a cui tengo, essendolo anch’io, tuttavia sono felice di rivolgermi ad un pubblico eterogeneo. Assistendo a un mio concerto ci si rende conto che ci sono più eterosessuali che omosessuali per una semplice questione statistica. Per quanto riguarda il pubblico gay mi fa molto piacere esibirmi in determinati contesti ma son sempre stato attento a non calcare troppo quel tasto anche per una ragione quasi politica. Innanzitutto non sono un politico, ma sono un artista e posso fare cose che un politico non può fare, ad esempio utilizzare consapevolmente la provocazione come uno strumento. Per quanto riguarda la battaglia nel mondo omosessuale che io combatto ogni giorno, la più importante è quella che conduco nella vita privata vivendo con onestà il mio orientamento. A livello artistico non voglio impormi come un rappresentante della categoria omosessuale perchè non voglio proporre nessun tipo di ritratto. Non voglio che mi si accusi di dare un’immagine distorta e non è quello che sto facendo. Interpreto degli stereotipi proprio per distruggerli come in Escort25 dove è chiaro che si parla della prostituzione in positivo perchè è un argomento si commenta da solo.

Se su molti blog si parla di te come artista gay, sul tuo sito ufficiale, però, non ci sono riferimenti alla tua omosessualità. Come mai?

È successo di recente che un giornalista abbia dato per scontato che io fossi eterosessuale. Così facendo è stato scritto che il mio successo mediatico mi ha aiutato ad avere successo con le donne. Questa cosa mi ha imbarazzato terribilmente perchè se da un lato non approfitto di ogni occasione per raccontare della mia omosessualità, dall’altro mi rifiuto di mentire su questo argomento.

Nei tuoi testi hai parlato spesso anche di omosessualità e pedofilia nella Chiesa. Qual è la tua opinione a riguardo?

Nei confronti della Chiesa ho una posizione molto radicale, principlamente perchè sono ateo e di conseguenza non accetto che qualcuno pretenda di decidere per me sulla base delle sue credenze mistiche. Mi distacco anche da posizioni moderate che trovo piuttosto mediocri, ossia di chi pensa che portando rispetto a chi non ci rispetta, possa servire ad essere ripagati con la stessa moneta. Purtroppo, però, questo ragionamento nasconde tanta ingenuità e un inconscio odio per se stessi. Certi interlocutori non meritano rispetto finchè non ci sarà parità di diritti. Mi rifiuto di rispettare chi discrimina.

 

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