JURASSIC ELTON

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Un reperto arriva miracolosamente illeso fino a noi: lo yeti? Il mostro di Loch-Ness? No, Elton John col suo dimenticabile disco.

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C’era una volta l’idea che gli omosessuali fossero persone più sensibili: pittori, cantanti, registi, parrucchieri, scenografi, stilisti… Oggi i gay servono solo a decretare il successo delle mutande firmate o bere litri di wodka trendy (e dipende… se al Papa i kulattoni fanno ankora skifo, le premiate ditte in Italia non si sporcano certo le mani!).

Ma da ere geologiche trapassate, un reperto arriva miracolosamente illeso fino a noi: lo yeti? il mostro di Loch-Ness? No, Elton John.

Sir Reginald Vattelapesca, Baronetto di Sua Maestà la regina Elisabetta, l’ex velata più sfacciata del mondo oggi personifica la lotta per il riconoscimento dei diritti civili gay. Su tutti i rotocalchi da spiaggia che celebrano il gaysmo della star per impedire quello dell’idraulico. Bene, il mondo va avanti.

E se qualche anno fa Reginald era munifico sponsor di una squadra di calcio (con accesso agli spogliatoi…), oggi fa notizia la sua volontà di sposarsi col fidanzato David che lo ha salvato dalla droga (non per altro, dice, per non lasciare tutti i soldi allo Stato… ehi, qui in Italia lo faremmo Primo Ministro!). Oppure, per la sua voglia di adottare un bambino ("ma è troppo tardi!" dice)… O per la rivelazione piccante che le donne non gli sono del tutto indifferenti, anche se non si risposerebbe più (nel suo medioevo è riuscito a fare anche questo)…

Abbiamo capito: non ce lo toglieremo più dai piedi. Se anche perdesse la voce farebbe televendite delle pentole o di erbe rilassanti, magari vestito tipo Suor Bernardina.

E con un’industria discografica che sembra aspettare le disgrazie per fare dischi benefici, il nuovo LP di Elton John è un male minore.

Il nuovo CD "Songs from the West Coast" contiene versi di Bernie Taupin, suo paroliere storico… ma i versi veri sembra farli Elton John. Una laaagna. Metterlo nel lettore CD e cercare di ascoltarlo due volte di fila è una sfida.

Reginald dice che in quest’ultimo lavoro riparte da capo senza cercare l’ultima tendenza. Il risultato è che sembra l’eco di se stesso, e se qualcuno parla di canzoni indimenticabili, è perché non ha mai sentito "Daniel", "Your song" (avete visto in Moulin Rouge?). O meglio ancora, "Song for Guy" dove Elton John stava persino zitto.

"Ci sono stati tempi in cui il mio naso era così assuefatto alla cocaina che non ero neanche in grado di sentire il profumo di una rosa. Ora so godermi la vita".

Liberté melensité normalité… ecco qui la poesia della mutua (ci arriveremo se vogliamo sposarci tra uomini, no?) da quel limbo sospeso tra rassegnazione e speranza che è sempre stato il regno di Elton.

Come godere il panorama da quei binocoli dove metti le 500 lire. Per vedere le Piramidi in un giorno di foschia.

Ricordiamo, per completezza, dal libriccino allegato al CD… Elton’s clothes by Versace (con ringraziamenti a Donatella come fosse una corista). E per continuare a non speculare sulle buone intenzioni, dedica il disco a Matthew Shephard, il ragazzo americano ammazzato di botte perché s’è fidato di due farabutti e il brano per un ragazzo che muore di AIDS nell’America indifferente di Ronald Reagan.

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"Songs from the West Coast", ma potrebbe esser titolato "Songs from the Jurassic".

www.eltonjohn.com

di Paolo Rumi

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