L’ANIMA NUDA DI ANNIE LENNOX

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"Bare" il titolo del nuovo album da solista della cantante scozzese. La musica come terapia dell'anima. Due concerti in Italia a Milano e Roma.

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MILANO – Dopo otto anni di distanza da “Medusa”, ultimo album interamente di cover, con il quale Annie Lennox si era presentata al pubblico per la seconda volta come solista, (la prima era stata nel 1992 con “Diva”), un nuovo lavoro d’ispirazione intima ed autobiografica, “Bare“, in tutti i negozi dal 13 giugno. La cantante in questi anni aveva lasciato un po’ da parte la carriera di musicista, dedicandosi al suo secondo marito, il regista israeliano Uri Fruchtmann, dal quale ha avuto due figlie, Lola, 13 anni, e Tali, 10.

Il titolo del nuovo disco significa “nuda”, ma anche “pura e semplice”. L’ispirazione per l’intero lavoro nasce, infatti, dal dolore che Annie ha provato per la recente separazione dal marito che ha messo letteralmente a nudo la sua anima di donna e d’artista. La cantante scozzese, 48 anni e 30 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, si presenta con 11 brani soul molto coraggiosi, scritti da lei stessa, nei quali esprime, in modo quasi liberatorio, tutto il suo dolore e la grinta di affrontare il futuro con la migliore terapia possibile: la musica.

«E’ un album che non ha nulla d’intellettuale – afferma – Non posso definirlo un album autobiografico, ma è ovvio che nasce da me e dalle corde della mia anima. Parla di emozioni negative, in un certo senso appartiene più allo scaffale di libri di auto-guarigione di una libreria che ad un negozio di musica. Credo che inviterà la gente a riflettere».

Fortissima in questo lavoro, come in tutto il suo repertorio, l’influenza della musica nera: «Il fatto che io sia bianca non ha alcuna importanza. Quando canto mi sembra di toccare una parte di me che trascende il colore della pelle» – spiega esprimendo la volontà di superare ogni barriera razziale e culturale e parlare al cuore di tutti. La copertina del nuovo cd la ritrae, difatti, ricoperta di gesso bianco, quasi a voler ancora di più sottolineare l’ambiguità della razza.

Tra le undici tracce, interpretate con la fortissima carica emotiva tipica della Lennox, spicca “Wonderful“, in cui si parla del testardo desiderio di stare con qualcuno pur sapendo che quella relazione è nociva. «E’ una canzone sul desiderio, sull’Eros – precisa la cantante – E come tutti sappiamo, il desiderio è tossico, dà assuefazione. Puoi sapere benissimo che la persona verso cui sei attratto è quella sbagliata, ma questo può fermarti? No». Il testo di “Loneliness” allude al coraggio di ammettere i propri fallimenti e i propri limiti nonostante la generale tendenza a cercare successo e gratificazioni. “A Thousand Beautiful Things” è un elogio di tutte le cose per cui vale la pena di esistere, così come la bellissima e malinconica “Pavement Cracks” in cui esprime il desiderio di riacquistare i valori delle cose semplici della vita.

«I bambini hanno un modo molto istintivo di reagire al mondo – commenta – Loro saltano quando sono felici. Godono del momento in cui c’è un piatto di maccheroni davanti a loro, per esempio. Noi perdiamo questa freschezza quando cresciamo. La vita ce la toglie. Ma ciò detto, esiste una miracolosa capacità di una nuova crescita». “Bitter Pill” invita invece a prendere coscienza dei propri sentimenti negativi, della propria rabbia e aggressività, unica strada per far sì che l’amarezza non prenda il sopravvento.

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Il tour, il primo come solista, è partito a marzo negli Usa e sarà in Italia per due tappe: il 19 maggio al teatro Smeraldo di Milano, il 20 maggio presso l’Auditorium di via della Conciliazione a Roma. “Ho scelto di fare il tour perché sento di avere qualcosa da dire e sento che è arrivato il momento, anzi, forse era arrivato da un pezzo – spiega Annie – Suoneremo in piccoli teatri in giro per l’America e l’Europa, creeremo un’atmosfera intima. Fra due anni avrò cinquant’anni. Non ho problemi ad accettare la mia età, voglio sperimentare questa nuova avventura. Voglio essere forte: fare un tour è una sfida anche a livello fisico, per me è una specie di prova, un vero e proprio test”.

Bare” tracklist:
“A 1000 beautiful things”
“Pavement cracks”
“The hurting time”
“Honestly”
“Wonderful”
“Bitter pill”
“Loneliness”
“The saddest song”
“Erased”
“Twisted”
“Oh god”

di Francesco Belais

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