L’ULTIMO ADDIO A GIUNI RUSSO

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Si sono svolti oggi a Milano i funerali della cantante deceduta ieri dopo una lunga malattia. Tanti i messaggi di cordoglio, sia dai lettori di Gay.it, che da...

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MILANO – Essere sepolta tra le Carmelitane Scalze, al cimitero Maggiore di Milano: è stato l’ultimo desiderio di Giuni Russo, l’artista palermitana mancata ieri a Milano dopo cinque anni di una malattia, che si era acuita negli ultimi mesi, tanto da spingerla ad annullare, con molto rammarico, alcune esibizioni previste per l’estate.
Sono in tanti a ricordare il suo talento e la sua originalità, sia nel mondo dello spettacolo, sia nel pubblico. Nella comunità omosessuale, che ha semrpe seguito la sua carriera con particolare attenzione, si moltiplicano i messaggi di stima, affetto e cordoglio. Basta dare un’occhiata al lungo elenco di scritti pubblicati nel forum Musica di Gay.it.
Intanto ieri, nell’appartamento milanese in zona Paolo Sarpi, che Giuni condivideva con l’amica e collaboratrice Maria Antonietta Sisini, hanno continuato ad arrivare le telefonate commosse e addolorate degli amici della cantante, primo tra tutti Franco Battiato, siciliano come lei, trattenuto all’estero per lavoro, che però ha promesso alla Sisini che avrebbe dedicato a Giuni il concerto di ieri sera. Oggi sono arrivati dalla Sicilia anche i cinque fratelli di Giuni, insieme ai nipoti, mentre il padre, la madre e il fratello maggiore della cantante, che era la più piccola della famiglia, sono morti da tempo.

Gli ultimi momenti, l’interprete di Una estate al mare li ha trascorsi con l’amica di sempre, Maria Antonietta, e con una suora che l’assisteva sia a livello medico sia spirituale. «La sua carriera di artista è stata tanto sofferta quanto la sua malattia – dice tra le lacrime l’amica Maria Antonietta – spero che almeno ora le vengano riconosciuti tutti gli onori che ha sempre meritato».
Anche Giuseppe Apprendi, vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Palermo, ha espresso dolore e il vivo rammarico per un talento sottovalutato: «Si è spenta una stella che la nostra città ha dimenticato – aveva dichiarato ieri – per questo mi opporrò con tutte le mie forze a ipocrite celebrazioni postume, intitolazioni di premi e quant’altro riproduce l’eterna ipocrisia di coloro che avrebbero dovuto omaggiarla in vita e non l’ hanno fatto».
«Quando, in tempi non sospetti – conclude Apprendi – ho proposto la realizzazione al Teatro Massimo di un grande concerto della cantante, una sorta di omaggio-riconciliazione della città, i responsabili della cultura, gli stessi che sperperano denaro pubblico per eventi che non lasciano il segno, hanno fatto cadere nel vuoto la proposta. Mi auguro, adesso, che abbiano il buon gusto di tacere».
Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha espresso il suo cordoglio alla famiglia di Giuni Russo: «Alla famiglia – ha detto il sindaco – esprimo il mio cordoglio e quello di tutta la città per la scomparsa di un’artista che ha saputo portare, oltre al suo talento, l’immagine di Palermo, non solo in Italia ma anche nel mondo».
Uno dei ricordi più suggestivi di Giuni Russo l’ha fatto Pippo Baudo, che ieri a Sky TG24 la ricorda come una donna «dolcissima, coraggiosa, capace e ostinata». Baudo ha detto di averla scoperta a Castrocaro e di averla sempre considerata «l’intonazione per eccellenza». «Anche all’ultimo Festival di Sanremo ricorda ancora il conduttore – aveva presentato una bellissima canzone, un inno alla gioia». «Siamo sempre stati in contatto – ha aggiunto Baudo – anche nei giorni della malattia. Nel mondo della musica aveva pochi amici, ma quelli che l’avevano capita l’amavano».
Clicca qui per l’intervista rilasciata da Giuni Russo a Gay.it.

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