LA MELODIA NON HA SESSO

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Antony and the Johnsons, un po' transgender, un po' drag queen, arriva in Italia con la sua musica. "I am a bird now" è il CD con duetti...

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MILANO – Molte volte accade che i prodotti musicali più interessanti e d’avanguardia non siano veicolati dai grandi mass media radiotelevisivi ed il passaparola tra amici sia fondamentale per venirne a conoscenza. Ebbene, dopo esserci incontrati molte volte sulle pagine di questo sito per parlare di musica, possiamo considerarci amici, perciò seguite questo mio consiglio: procuratevi il cd di Antony and the Johnsons, resterete stupefatti!
Tra l’altro, proprio in questi giorni l’originale artista sta facendo un mini tour in Italia e potreste avere la fortuna di andarlo ad ascoltare e vedere dal vivo. Lo scorso lunedì al teatro Ciak di Milano, ormai esaurito da una settimana in occasione della prima italiana, c’era un’atmosfera quasi sacrale tanto che il pubblico talvolta sembrava aver timore d’infrangerla applaudendo. Si aveva davvero l’impressione di assistere a qualcosa di speciale. E così è stato, un’ora e mezzo di musica e melodie vellutate: il pianoforte suonato dall’androgino Antony in mezzo al palco ed il suo gruppo acustico a fare da contorno. Con grande stupore dello stesso artista, al termine del concerto, il pubblico lo ha richiamato ben tre volte per i bis: “Siete davvero carini, lo apprezzo molto – ha detto timidamente – grazie davvero!”

I am a bird now” è il secondo album di questo strano personaggio e contiene dieci bellissime canzoni, da lui interamente composte. Il suo aspetto trascende qualsiasi distinzione tra genere maschile e femminile, la voce è particolarissima, sembra quella di un bambino senza tempo, i testi raccontano emozioni intime e forti come l’amore, la perdita, la ricerca di qualcosa che non abbiamo più. L’album di questo straordinario artista londinese, ormai trapiantato a New York, vanta numerose collaborazioni davvero speciali: Rufus Wainwright, Devendra Banhart, Lou Reed e Boy George duettano con lui in alcuni brani. Il loro coinvolgimento in questo lavoro esprime quanto Antony sia apprezzato nella comunità artistica internazionale.
“Chiunque abbia partecipato alla creazione dell’album si è esibito nella miglior performance possibile per le proprie capacità” – dice Antony, che ha personalmente arrangiato tutto il disco – Ho coinvolto persone per sentirmi meno solo, perché stavo facendo l’album intuitivamente, nel modo in cui pensavo dovesse essere fatto, e tutti quelli che vi hanno partecipato mi hanno ispirato durante la sua creazione”.
Molti anni fa, mentre si trovava in California, Antony racconta di come fu colpito dall’immagine di Boy George sulla copertina dell’album di debutto dei Culture Club, “Kissing to be clever” (1982). “George era davvero il primo riflesso di come avrei voluto essere io nel mondo – spiega – l’ho visto e ho pensato: ok, ecco cosa si fa quando si è come siamo noi, si diventa cantanti”. Ventidue anni dopo Antony si ritrova ad un piano per registrare “You are my sister“, uno dei brani più belli dell’intero album, con il suo mito: “Quando era in studio ho sentito di essere in pieno contatto con il suo spirito”.

Un altro degli eroi di Antony è Lou Reed che introduce la toccante “Fistful of Love” (il cui titolo, si legge nel libretto, è preso da un verso di una poesia di Marc Almond). Reed è stato, infatti, uno dei maggiori promotori del successo di Antony, due anni fa gli chiese di reinterpretare “Perfect day” per il suo album “The raven“. Successivamente lo invitò ad esibirsi come membro del piccolo ensemble nel suo tour in America e Europa dandogli lo spazio per un assolo nel classico dei Velvet Underground “Candy says“, un omaggio ad un altro dei miti di Antony, Candy Darling, celebre travestito, superstar della factory di Andy Warhol, morta a soli ventitré anni (il tutto è documentato nell’album “Animal serenade” di Reed). Candy Darling appare anche nella copertina dell’album di Antony, in uno scatto del 1974 del fotografo Hujar intitolato “Candy Darling on her deathbed“. Antony ha, inoltre, guadagnato molti consensi tra le avanguardie artistiche con le sua performance alla Biennale tedesca di Bonn e con la sua apparizione nel film di Steve Buscemi “Animal Factory“, in cui canta “Rapture“.
Visto il crescente successo, la Secretly Canadian ha deciso di ristampare il primo album intitolato semplicemente “Antony and the Johnsons“. Più difficile da trovare, invece, è l’ep “I fell in love with a dead boy” contenente l’omonima canzone-manifesto e la colonna sonora del film “Blue velvet”. Se non riuscirete ad assistere ad uno dei concerti di Antony di questi giorni, a luglio tornerà nuovamente in Italia, non perdetevelo!
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Date tour
4 Maggio
TORINO
Hiroshima Mon Amour
Ore 22.00 – prezzo del biglietto € 12 – Infoline 011 3176636
5 Maggio
SARZANA (SP)
Jux Tap
Ore 22.15 – prezzo del biglietto € 15 – Infoline 0187 607162
6 Maggio
FAENZA
Teatro Masini
Ore 21.30 – prezzo dei biglietti € 12 – Infoline 0546 21306
8 Maggio
CATANIA
Mercati Generali
Ore 21.30 – Infoline APT Catania 095 7306211
9 Maggio
NAPOLI
Cortile del Maschio Angioino
Ore 21.30 – prezzo del biglietto da definire – Infoline FACTORY 081 5642551

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