La missione Impossibile di Matteo

di

Intervista a Matteo Becucci, trionfatore di X Factor. Il suo primo cd, "Impossibile", contiene le cover di icone gay quali Mina, Bertè, Freddie Mercury. Ma lui preferisce parlare...

3499 0

Il re di X Factor 2009 ha l’accento toscano di Matteo Becucci. Il cantautore livornese che  ha vinto la seconda edizione del talent show di Raidue, al temine di un’appassionante sfida con i favoriti The Bastard Sons Of Dioniso, ha conquistato la stima del pubblico (assieme ai “Bastardi” è l’unico a non essere mai finito in ballottaggio per l’eliminazione) grazie a interpretazioni di grande spessore. E lo scorso 24 aprile ha pubblicato il suo primo cd. Un mini album che prende il titolo dal suo inedito “Impossibile”, contenente sei brani, selezionati tra le sue migliori esibizioni durante il programma.

Ecco quello che ci ha raccontato:

Quando hai cominciato a comporre e cantare?

Intorno ai 19 anni, quando ho cominciato anche a esibirmi nei primi club di Livorno e provincia insieme ad alcuni gruppi musicali.

Hai studiato qualche strumento?

Da bambino un anno di pianoforte, poi ho preso alcune lezioni di chitarra classica e continuato da solo come autodidatta.

Componi con la chitarra?

Avendo studiato armonia e la composizione degli accordi, anche con il pianoforte.

Come sei arrivato a X Factor, cos’è che ti ha fatto decidere di parteciparvi?Non avevo seguito la prima edizione, perché ero sempre a provare con un gruppo. La scorsa estate, dopo aver visto il successo ottenuto da Giusy Ferreri e confortato dalla presenza all’interno dello staff di Morgan, artista che stimavo tantissimo, mi decisi a partecipare ai casting. Simona Ventura è un personaggio televisivo, Mara Maionchi non la conoscevo affatto, Morgan dal mio punto di vista dà molta credibilità al progetto nei confronti  dei musicisti.

Come ti senti adesso che da mister unknow nel giro di poco tempo sei diventato così popolare, come vivi la cosa?

Sto prendendone coscienza lentamente. In effetti, ovunque vada mi riconoscono, ma pensare che dietro a questo risultato c’è l’impegno di cantare da oltre diciotto anni, mi dà molta soddisfazione.

Cosa pensi degli altri finalisti?Un gran bene. Ognuno di loro ha qualcosa di speciale.

È stata una finale tutta al maschile. Cosa pensi delle interpreti femminili che hanno preso parte al programma?

Noemi, Elisa Rossi e Ambra Marie sono fantastiche. Con Elisa ho inciso un duetto “The power of love” dei Frankie Goes to Hollywood, contenuto in questo mio primo Ep, il suo colore di voce mi ricorda molto Sinead O’Connor.

16 è il tuo numero fortunato? (Matteo ha vinto il programma con un vantaggio di soli 16 voti, nda)

 (Ride) Sì, dal 19 aprile! (Data della finale di X Factor, nda)

Il secondo posto di Giusy Ferreri lo scorso anno ha portato più fortuna del primo però?

È solo un caso. Io spero che porti fortuna il primo, come il secondo, come il terzo ecc. e che vadano benissimo anche tutti gli altri progetti discografici dei personaggi all’interno del programma, tutti molto diversi e ben distinti fra di loro. Io faccio pop, i Bastardi rock, Noemi si rifà al cantautorato italiano con una vena soul e così via, insomma c’è spazio per tutti.

Siete stati per mesi rinchiusi in un loft durante il programma. Mai qualche screzio, scintilla o nervosismo tra i vari concorrenti?

Mai. Un clima estremamente pacifico, nessun diverbio o cose del genere.

Ci sono stati durante il programma momenti difficili, magari non ripresi dalle telecamere, in cui tu hai pensato di non farcela, di mollare?

Ci sono stati momenti di stanchezza, penso sia normale. Sono stato tre mesi là dentro, sul tapis roulant ho corso 540 chilmetri! La cosa che mi mancava di più, oltre al sole e un po’ d’aria, non dico di mare, era il movimento fisico. Le poche volte che ci portavano fuori facevamo le feste come i cani! Inoltre non avevamo nessun contatto con l’esterno, né telefoni, né internet, né giornali. L’unica cosa che ci hanno comunicato e fatto vedere è stata la tragedia del terremoto in Abruzzo.

Parliamo un po’ di questo tuo primo cd.

Questo è un Ep, che precede l’uscita del mio album, prevista a metà settembre o forse dopo, a seconda di una eventuale partecipazione al prossimo festival di Sanremo. Questo primo esperimento discografico non fa parte del contratto vinto con X Factor, è una cosa che la Sony ha voluto in più. Quindi a breve inizieremo a lavorare ai brani nuovi.

Ti sei cimentato in cover di personaggi femminili come Mina o Loredana Bertè, come mai?

È molto bello cantare delle canzoni che non siano mai state interpretate da uomini, è molto stimolante rovesciare il narratore e dare un altro punto di vista. È un bell’esercizio.

Sono peraltro canzoni che raccontano molto l’animo femminile.

Per quanto riguarda “Sei bellissima”, quest’idea è venuta fuori perché si racconta che quelle nella canzone fossero le parole che rivolgeva alla Bertè il suo ex, Adriano Panatta. Quindi per renderla narrabile da parte di un uomo abbiamo invertito i generi. “Ancora, ancora, ancora” pur essendo un testo femminile, non ha avuto bisogno di questa cosa. In entrambi i casi si tratta di canzoni che sono vere opere d’arte.

Mina, Bertè, Frankie Goes to Hollywood, Freddie Mercury, hai scelto quattro icone gay non indifferenti, è un caso?Sì. Io questo non lo sapevo.

Leggi   P!nk e le eterne domande sulla sua sessualità: "Non lo so nemmeno io"

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...