LA ROSSA INCONTRA GAY.IT

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Dopo dieci anni un nuovo disco d'inediti, 'Milva canta Merini': "Un percorso travagliato". La cantante, ora in tournée, si racconta: "I gay mi amano forse per i miei...

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MILANO – La rossa Milva è tornata con un bellissimo lavoro, siamo andati ad incontrarla tra una pausa e l’altra dei suoi tantissimi impegni.
Come le è nata l’idea di musicare le liriche della poetessa Merini?

Inizialmente dovevo fare un disco pop, con autori come Ruggeri, Lauzi. Poi avevo un pezzo molto bello, “I Silenzi”, di un giovane autore, Dario Gay, che sarebbe stato il singolo (che andrò a recuperare più avanti). Ho inciso questo brano e cercavamo gli altri per fare un album. Poi lo stesso Dario mi portò due pezzi con i testi della Merini musicati da Nuti, che trovai straordinari. Ci fu una diatriba con il discografico che non voleva cedere, insistendo sul disco pop, io invece insistevo con quest’idea. Ci fu una rottura, subentrò così un altro discografico, Limongelli della Nar, che ha creduto a questo progetto. Per oltre due anni abbiamo lavorato molto, il percorso è stato travagliato. Si è aggiunto poi Lucio Fabbri come arrangiatore e ce l’ho fatta.
Questo disco arriva dopo dieci anni che lei non pubblicava niente in Italia, come mai una pausa così lunga?
Ero impegnata molto in Germania. Il mio ultimo disco in Italia era “Uomini Addosso”, della Ricordi che poi è diventata Bmg. La Ricordi cedette tutta la mia discografia alla Bmg che non volle firmare un nuovo contratto con me per l’Italia. La difficoltà era quindi trovare una casa discografica dopo la mia eliminazione dal festival Sanremo che sorprese tutti perché il pezzo era molto bello, in Grecia è diventato disco d’oro. Non ho mai smesso di lavorare in Germania, in Francia, in Grecia, nel Medio Oriente, in Turchia, Israele ecc. Andrò a Strasburgo, poi a Bruxelles, ma tutta l’estate mi esibirò in Italia…
Finalmente! I suoi fans non dovranno andare fino in Medio Oriente…

Non necessariamente! (ride) Sono in giro con tre repertori diversi: la Merini, la Chanson Française e i tanghi di Astor Piazzolla. Dovrò barcamenarmi, e non è facile, con gruppi diversi e musicisti diversi. Quando faccio una cosa cerco di farla nel migliore dei modi. Penso che il pubblico questo lo abbia capito, altrimenti non sarei ancora qui dopo 45 anni.
Ha citato Piazzolla, lei ha più volte detto di essere stata la sua artista preferita…
Astor è stato, insieme a Strehler e Luciano Berio, uno dei miei tre grandi maestri. Per sette anni abbiamo girato tutto il mondo. È stata un’esperienza straordinaria che porto in giro ancora oggi. Lui purtroppo non c’è più ma mi ha lasciato delle cose straordinarie, come la possibilità di fare l’opera “Maria de Buenos Aires” anche se non sono di madre lingua. In Argentina la casa editrice dà la possibilità esclusivamente a cantanti di lingua spagnola, io sono un’eccezione perché Astor mi lasciò la sua partitura dicendo che ero l’unica che poteva farla.
Dopo 45 anni ha ancora un’attività molto intensa. Dove trova tutta quest’energia?

Bisogna averla! Non è che la trovo, ce l’ho. È insita nella mia persona, nel mio carattere. Naturalmente è una vita di sacrificio, non vado mai a cena fuori, faccio attenzione a quello che mangio, vado a dormire presto, le ore di sonno devono essere minimo nove tutte le notti, così riesco a sentirmi bene ed in grado di essere sul palcoscenico fresca e con la voce che funzioni.
Come mai le cantanti venute dopo la sua generazione spesso non riescono a durare per così tanto tempo?
Io credo che ci siano molte giovani bravissime, come Giorgia, Elisa o la Mannoia. Il loro repertorio però non cambia mai, i loro lavori si discostano poco l’uno dall’altro, manca la ricerca, non provano altre strade, forse hanno paura. In più oggi hanno una concorrenza spietata, allora sul mercato non c’erano tutte quelle cantanti straniere.
Che ricordo ha delle sua colleghe negli anni ’60, di Mina per esempio?

Feci Studio Uno con lei, cantammo un gospel “Non Arrenderti uomo” e per quegli anni era già una cosa impegnata. Non la conoscevo bene, avevamo fatto Sanremo ’61 insieme, ma poi lei non partecipò più. Peccato poi non abbiamo fatto altro. Questo suo ritiro, questa sua scelta ha tolto un grande spazio ad un’artista come lei. Non siamo mai state molto amiche, io ho cercato, ma non è mai stata una persona molto facile.
Patty Pravo e la Vanoni?
Patty l’ho conosciuta in una Canzonissima, poi incontri molto rari. Con Ornella invece abbiamo avuto dei momenti di vicinanza. Adesso è un po’ che non la sento più presente nel mercato, magari starà pensando alla sua vita. Ogni tanto abbiamo bisogno di ritirarci per pensare a che cosa ne rimane di noi, che cosa dobbiamo decidere di fare, ritirarci, continuare. Io ho sempre messo prima di tutto la mia vita e poi il lavoro, di conseguenza la mia famiglia, mia madre e mia figlia a cui sono molto legata. Mia madre ha 93 anni e voglio dedicarle più tempo possibile. Mia figlia è una donna di successo nel suo lavoro di critico d’arte, ne sono veramente orgogliosa. Mi sarebbe piaciuto avere delle amicizie con delle colleghe, ma sono stata così spesso all’estero che è stato molto difficile. Persino con Battiato che c’era veramente una grande simbiosi di idee e di musica fatta insieme, ci siamo un po’ perduti, dovrei scrivergli e dirgli: “Franco rivediamoci, perché prima di ritirarmi mi piacerebbe fare un terzo disco insieme!”
È molto amata dal pubblico gay, come mai secondo lei?

Io ho rappresentato molto i gay, insieme a tante altre mie colleghe, Mina e soprattutto Patty che è sempre stata una controcorrente. Anche in Germania e in Grecia, i gay sono una grande fetta del mio pubblico. Quando cantai “Sono matta da legare” i miei amici gay sono impazziti. I miei più grandi amici sono tutti gay, proprio quelli del cuore di cui ho una grande considerazione. Credo di avere con i miei capelli, la mia voce, il mio modo di essere, rappresentato qualche cosa di un femminino molto particolare. Mi ricordo di molte lettere suadenti e molto belle ricevute da ragazzi gay.
Che cosa ne pensa del riconoscimento giuridico delle coppie gay?
Siamo molto in ritardo, i diritti devono essere assolutamente paritari. Il fatto che ancora non lo siano è vergognoso. Non vedo nessuna differenza tra un omosessuale, la scelta di amare in un modo diverso, ed un eterosessuale.
Quanto è stato importante l’amore nella sua vita?
Fondamentale, ma non da farmi dimenticare i miei progetti ed il mio lavoro. Mi sono sacrificata molto ed ho fatto errori che con il senno di oggi non ripeterei. Io non rifarei proprio tutto come si dice. Mi sono sposata a 21 anni con un uomo che ne aveva il doppio e che per me rappresentava tutto l’universo, ma era chiaro che non poteva durare nel tempo. Oggi sono serena e soddisfatta di avere un bel rapporto con un uomo che ha solo qualche anno meno di me, un professore universitario, di tedesco per giunta. Abbiamo molte affinità e stiamo insieme da otto anni, ognuno vive a casa propria ma c’è un bellissimo rapporto sentimentale e di grande affetto. Spero di poterci passare i miei anni insieme anche quando saremo adulti! La conquista della serenità in amore è molto importante per svolgere il lavoro che fai, soprattutto quando non hai più l’energia di una trentenne, io adesso vado ben oltre, ma sono ancora molto contenta di come sono.
Alcune sue colleghe hanno partecipato a questi reality show, oggi molto in voga…
Li trovo ignobili, anche per le mie povere colleghe che si prestano. Capisco le ragioni di Loredana che va lì per poter finalmente uscire con un disco in cui lavora da anni. All’estero chi ha avuto successo non viene così abbandonato dal pubblico e dalle case discografiche, c’è sempre un modo per studiare una strada, una linea per continuare.
Un messaggio per gay.it?
Cari amici, sono vostra amica da sempre, vi sono vicina per tutto quello che sono i vostri diritti ed i nostri doveri per riuscire ad ottenere i giusti riconoscimenti sulla stessa scala di valori. Vi ringrazio molto dell’affetto che mi dimostrate e continuate a dimostrarmi, seguitemi ancora per un po’!
Lo faremo senz’altro!

Per le date dei concerti www.milvalarossa.it

di Francesco Belais

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