L’Aura: “Il mondo gay, negli anni, non mi ha mai abbandonata”

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Dopo quasi sette anni di silenzio torna L'Aura e parla, in esclusiva, del nuovo disco, delle dipendenze, di Sanremo e del (suo) mondo gay.

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Il coraggio di essere se stessi, di non omologarsi e di raccontare qualcosa di nuovo premia sempre, e lo sa bene anche la cantante L’aura. Infatti, il suo ultimo cd ‘Il Contrario dell’Amore’ uscito dopo sette anni dall’ultimo lavoro, pur non rispettando le mode musicali del momento, ha debuttato al primo posto della classifica di iTunes nel primo giorno d’uscita.

Il primo singolo, ‘I’m an alcoholic’, uscito a ridosso dell’estate e tra i 50 brani più trasmessi dalle radio, è diventato il jingle d’ingresso dell’irriverente Luciana Littizzetto nella nuova edizione del programma domenicale di Fabio Fazio. Ma come si può sopravvivere in un mondo discografico sempre più in crisi e dominato da talent e ritmi latini? L-apostrofo-Aura, la cantante dell’indimenticata Radio Star, oggi trentatreenne, mamma e moglie, si racconta come (forse) non ha fatto mai senza dimenticare che il successo non è quello del ‘tutto e subito’, ma il rimanere il più a lungo possibile in sintonia con il proprio pubblico.

Quasi sette anni di distanza dall’ultimo lavoro. Cosa si fa in tutto questo tempo?

Mi sono sposata, sono diventata mamma di un bambino meraviglioso, ho comprato casa, ho scritto tante canzoni per altri ed ho subito due interventi molto delicati alle corde vocali che mi han tenuta ferma per molto tempo. Oggi, invece, son più forte di prima. 

E non hai mai avuto paura di restare fuori dai giri?

No, perché la mia natura è sin troppo casalinga. Sono una pigra per natura. Ho avuto paura che gli interventi potessero andare nel verso sbagliato, quello sì. Per chi della voce ha fatto la sua cifra, è un attimo perdere tutto. Da questo sali e scendi emotivo è nato un nuovo lavoro dove il concetto essenziale è che in fondo tutti i mali non vengon sempre per nuocere.

Il tuo ultimo lavoro sta andando molto bene, pur non rispettando le mode musicali. Potremmo definirlo un doppio successo?

Altroché! È stato tutto così inaspettato, che ancora faccio fatica a crederci. Anche il supporto di tutti gli addetti ai lavori, dalle radio alla stampa, mi ha permesso di ritrovare un po’ della fiducia persa.

Fiducia?

Beh, non è così scontato che il pubblico, dopo quasi sette anni, sia ancora lì ad attenderti. 

I ben informati dicono che da questo disco potrebbe nascere anche un musical…

L’idea iniziale prevedeva questo, ma poi è tutto da vedere. Io, artisticamente parlando, sono una megalomane seriale. Farei di tutto e di più se potessi e, soprattutto, se dipendesse solo da me. La macchina è appena ripartita e diamo alla macchina il tempo di carburare.

Un disco, se vogliamo, che accontenta tutti: un po’ in italiano, e un po’ in inglese. Dov’è che pensi di dare il meglio?

Non parlerei di meglio. Tutto dipende dai brani che, a mia volta, non valuto mai in base alla lingua, ma sempre e solo al messaggio che voglio portare avanti. 

Nel video del tuo ultimo singolo, ‘La meccanica del cuore’, sei assieme ad un’altra donna. C’è mica un messaggio subliminale?

(Ride, ndr) Nessun messaggio subliminale. Volevo raccontare, attraverso una coppia lgbt e attraverso la melodia anni ’60, le grandi differenze nel corso degli anni. Volevo portare la normalità, la mia normalità, in un contesto dove forse l’amore tra due donne, non era poi così normale. Nel video si vede una rivista dove c’è scritto ‘Lei ama Lei’ e quella, credimi, è realmente una rivista degli anni ’60!

Piuttosto, la tua meccanica del cuore è stata liberamente ispirata dall’omonimo libro di Mathias Malzieu. È stata l’unica ispirazione letteraria nel disco?

Sì! Dopo aver letto il libro, per giorni, non ho pensato altro che al cuore ad orologio del protagonista. Un cuore che riflette tutte le sue emozioni e che impazzisce ogni qual volta gli succede qualcosa di speciale. La cosa bella dei libri, poi, è che ognuno ci vede e rivede quello che vuole. 

Il fatto che I’m an alcoholic, il tuo penultimo singolo, sia la sigla dell’ingresso di Luciana Littizzetto nel programma di Fazio, che effetto ti fa?

È stata una sorpresa anche per me. Sono al settimo cielo. Io, poi, sono una fan di Fabio, di Luciana e della loro trasmissione. Son così felice che ho quasi paura ad ammetterlo anche a me stessa.

Posso dirti che quando canti in inglese “Sono un’alcolista, sono una tossicodipendente, ma sporadica”, leggo, tra le righe, una richiesta d’aiuto?

Beh, volendo potrebbe anche risultare come una richiesta d’aiuto. Ci sono stati tanti momenti dove ho realmente avuto bisogno di aiuto e, detto tra noi, sarebbe anormale non averne. Io anche oggi ho le mie debolezze che, senza dubbio, non sono più quelle di quel periodo lì, ma che comunque cerco di superare quotidianamente attraverso le persone che mi vogliono bene.

Cos’è il successo per L’aura?

Il successo è far qualcosa che possa piacere a te, ma anche agli altri. 

E quanto dura?

Finché rimani in sintonia con le altre persone, no?

Pensavo mi parlassi di scadenze, vedi i talent…

Ma quello non è successo! Tu mi hai chiesto cos’è per me il successo e per me, il successo, ha un altro sapore. Io non faccio e non ho mai fatto questo lavoro per la fama, anzi. Quando vado in giro non divido le folle e quando capita che qualcuno mi ferma, lo fa sempre in un modo educatissimo, segno che anche il mio pubblico è ben selezionato e lontano anni luce da quel mondo dove va di moda il concetto di “tutto e subito”.

Piaci tanto al mondo gay. Ti sei mai chiesta il perché?

Perché avvertono la mia libertà. Perché sanno che non ho pregiudizi di alcuna natura e la storia delle due donne, nel video, se vogliamo è anche un omaggio ad un pubblico che non mi ha mai abbandonata. Io quando ascolto e vivo le storie tra due persone dello stesso sesso, personalmente, ho solo da imparare. Tutto questo amore, poi, se vogliamo, deriva anche da mia madre. Lei ha sempre avuto amici gay e mi ha sempre insegnato una cosa fondamentale: la libertà!

E se tuo figlio, un domani, ti dicesse: “Mamma, sono gay” come reagiresti?

Bene. Benissimo. Nessuna piaggeria e nessun cliché, ma la stragrande maggioranza dei miei amici son tutti gay. 

Perfezionista nella musica, ma anche nella moda. Fai tutto da sola?

Tutto. Nella musica no, visto che mi aiuta mio marito che è anche il mio produttore, ma nella moda faccio tutto da sola. In passato tante persone han provato a seguirmi, ma io non volevo più far scegliere agli altri quello che fosse, secondo loro, più giusto per me. Mi metto quello che mi piace, e basta!

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