L’HOTEL DI MOBY

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Il folletto della musica presenta il nuovo album, un omaggio agli anni ’80. Critico con l’America conservatrice ed omofoba, racconta di sé e delle sue canzoni. A giugno...

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MILANO – Moby, il piccolo genio della musica, discendente dello scrittore Herman Melville – autore di Moby Dick – cui deve il suo nome d’arte ha presentato in anteprima “Hotel” il suo nuovo album. Il disco è stato appena ultimato ed uscirà in tutto il mondo il prossimo 11 marzo. Anche stavolta l’artista newyorkese è il factotum di questo lavoro, ha suonato tutti gli strumenti, eccetto la batteria, e cantato le canzoni, ovviamente di sua composizione, e non ci sono campionature. L’incontro si è svolto presso lo SpazioStrato di Milano, dopo l’ascolto del disco, Moby ha tenuto una piccola conferenza stampa, soffermandosi a parlare più di politica che di musica. Ha espresso grande amarezza per la rielezione del presidente Bush nella più alta carica del suo paese: “Rieleggendo Bush, lo scemo del villaggio, abbiamo raggiunto il risultato che ora, dall’ex culturista che governa la California all’idiota che ne è presidente, l’America è lo zimbello del mondo, sebbene ne decida le sorti”.

Durante l’ultima campagna elettorale, infatti, Moby si era schierato dalla parte dei democratici, appoggiando John Kerry, cui ha persino insegnato gli accordi di Ring of Fire, una canzone di Johnny Cash: “Conservo ancora le foto ricordo di quel duetto – ha raccontato – e per molti versi gli Stati Uniti non avrebbero meritato un presidente coraggioso, intelligente e preparato come lui. Infatti hanno preferito le bugie di Bush, alle verità di Kerry”.

Moby ha proseguito raccontando degli inizi della sua carriera, quando 15 anni fa cominciò a produrre musica per una piccola etichetta di New York, sperando che ciò potesse favorire la sua carriera di disc-jockey. Le cose in realtà sono andate ben oltre le sue aspettative. Nonostante il successo, lui ancora vive nella sua piccola casa, vicino a dove sorgevano le Twin Towers, in quella stanza dove ha prodotto tutti i suoi brani. Ha raccontato di amare tantissimo New York, ed in particolare Manhattan, che non rappresenta per niente il resto dell’America conservatrice ed omofoba. Per questo nuovo disco però è uscito anche dai confini della sua camera di quindici metri con il letto in uno sgabuzzino, servendosi degli Electric Lady Studios, voluti da Jimy Hendrix.

Per arrivare alla stesura finale di Hotel, Moby ha selezionato quattordici brani da trecento che ne aveva composti. L’album uscirà in due versioni, una normale ed un’altra deluxe, con un cd in più contenente undici brani strumentali, dal sapore volutamente ambient, con atmosfere che ricordano molto Brian Eno. Gli ultimi due brani dell’album, infatti, sono strumentali e più ambient degli altri proprio per attaccarsi stilisticamente a questa appendice.

Hotel è un disco più pop dei precedenti ed è un grande tributo alla wave degli anni ’80. Moby ha spiegato di voler omaggiare i suoi miti. Il brano Spiders è dedicato a David Bowie ed ha sonorità che ricordano molto Ziggy. In alcune tracce si sentono echi dei Depeche Mode, di Joy Division, di Echo and the Bunnymen, Sister of Mercy e Killing Joke. Temptation è proprio una cover dei New Order.

Lift me up è il titolo del primo singolo anticiperà l’uscita dell’album, è il brano più politico e parla della realtà e della condizione dell’essere. Il secondo singolo sarà Beautiful, dedicato a Brad Pitt e Jennyfer Aniston ed alle coppie celebri in genere: “Negli Stati Uniti le coppie di belli e famosi sono considerati come gli dei nell’antica Grecia. Talvolta, però, non sono personaggi molto intelligenti. In questo brano mi sono immaginato Brad e Jennifer, in un momento di relax, che si congratulavano a vicenda di quanto fossero belli. Fa un po’ tristezza vedere che adesso si siano separati”.

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L’artista è stato, inoltre, critico sul fatto di vendere alcuni singoli su internet dichiarando di credere nel concetto di intero album ed ha sottolineato che per lui non c’è un brano in particolare che sia più rappresentativo o che gli piaccia di più: “Le mie canzoni sono come figli, le amo tutte allo stesso modo”.

Molto bello il nuovo sito www.mobyhotel.com in cui Moby apre virtualmente il suo hotel. Dopo aver fatto il check-in ed aver preso una camera, si potranno vedere i video, ascoltare le canzoni, giocare con il resto degli ospiti o, addirittura, sfidare a tennis lo stesso Moby.

Di recente l’artista ha fatto un concerto a New York per raccogliere fondi per le popolazioni colpite dallo tsunami e lo rivedremo Italia, tra giugno e luglio, per il nuovo tour.

Alla fine dell’incontro c’è stato un rinfresco completamente vegetariano, in pieno stile Moby che è un vegano convinto, ossia non si nutre di niente che abbia origine animale, neppure di uova o formaggio…cosa questa che pare abbia messo a dura prova gli assistenti del piccolo folletto della musica durante il suo soggiorno italiano.

hotel track list:
1. Hotel intro
2. Raining Again
3. Beautiful
4. Lift Me Up
5. Where You End
6. Temptation
7. Spiders
8. Dream About Me
9. Very
10. I Like It
11. Love Should
12. Slipping Away
13. Forever
14. Homeward Angel

di Francesco Belais

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