MAGICA ELISA!

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Fabio Canino ha assistito per noi a un insolito concerto della vincitrice di Sanremo, insieme con dj Spacer e i 26 musicisti classici di The Orchestra. Risultato: un...

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La manifestazione Estate Romana 2001 devo dire che mette a segno un colpo dopo l’altro. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello che ha visto, presso la rassegna Fontanone Estate al Gianicolo (Roma), la presentazione di un evento unico in Italia, ovvero Elisa and The Orchestra featuring DJ Spacer. "The Orchestra" non è la traduzione in inglese, tanto per darsi un tono, di orchestra, ma è il nome con cui si presenta un’orchestra classica di ventisei elementi diretta da Andrei Skeet.

Per la verità il repertorio che fanno è un misto di musica classica rivisitata in chiave jazz, acid jazz con sonorità che ricordano molto alcune colonne sonore anni ’50 e’60 (tipo 007, per intendersi…). Se a questo ci aggiungete un Dj tra i più interessanti del panorama britannico come dj Spacer, capace di sovrapporre l’elettronica a solenni interventi orchestrali e jazz, e la meravigliosa voce di Elisa ecco che la serata si può definire magica. Elisa è bravissima! Un talento eccezionale! Una delle poche artiste di casa nostra che ha un autentica vocazione ad aprirsi ad esperienze musicali e vocali che esulano dai percorsi per la quale è più conosciuta.

Durante lo spettacolo sono stati presentati brani classici e jazz, brani dello stesso Spacer (alias Luke Gordon, della scuderia PussyFoot, tre album all’attivo, l’ultimo dei quali "the Beamer" uscito in febbraio e portato in tour in Italia di recente).

Ma soprattutto ha colpito Elisa. Misurata e bravissima è riuscita benissimo ad integrarsi in questo mix di generi, contaminazioni musicali che raramente si vedono in Italia, ma che invece oltremanica sono oramai una realtà. Un insieme musicale composto da maestri d’orchestra giovanissimi, che quasi ballavano mentre suonavano, che avevano (piccolo vezzo…), uomini e donne, i capelli pieni di un gel con brillantini…. molto lontani dall’immagine che abbiamo noi dei maestri d’orchestra inamidati e serissimi.

Quando poi Elisa ha cantato "Come speak to me" la versione inglese della canzone vincitrice di Sanremo 2001, Luce (tramonti a Nord Est) riarrangiata in chiave contemporanea da The Orchestra, si è respirata un atmosfera veramente magica, come poco spesso oramai accade ai concerti live. Lei invece, è una delle poche artiste che dal vivo dà il meglio, eccome! Secondo me le sue canzoni ascoltate dal cd ci perdono.

Di grande effetto anche questa nuova versione di Asile’s word, la canzone che dà il titolo al secondo album di Elisa co-prodotto da Howie B (produttore anche di Dj Spacer e artefice del loro incontro artistico.) Bellissima anche Smile scritta da Elisa e Dj Spacer, già presentata nel corso del London Jazz Festival alla Royal Albert Hall lo scorso novembre, ospite della The Orchestra. Di The Orchestra non è ancora uscito un cd, ma vi consiglio di tenere sotto controllo il loro sito ufficiale www.theorchestra.com, per sapere quando uscirà.

Insomma, sono proprio contento di aver potuto assistere ad un concerto del genere. E sono contentissimo di aver avuto la conferma della "esportabilità" di Elisa, una cantante che sarò fiero di riconoscere come italiana quando sono all’estero…cosa che mi succede raramente quando sento in un altro Paese le nostre canzoni (lasciateci cantare….con la chitarra in mano..ecc. ecc.). Mi piacerebbe molto Elisa scrivesse una canzone nel suo prossimo CD (che inciderà in America) su un amore omosessuale, credo che verrebbe fuori una cosa stupenda e nuova, grazie alla sua sensibilità e alla sua modernità.

E per finire voglio suggerire una cosa a chi organizzerà il prossimo Gay Pride (già, a proposito, chi lo organizzerà?..) che spero tanto si farà a Belgrado: perché non invitiamo Elisa a fare un concerto per noi in quell’occasione? Mai scelta sarebbe più felice per rappresentarci all’estero!

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Sì, lo so cosa state pensando: in questa recensione sono stato poco obbiettivo e troppo di parte. Magari è vero, ma a me Elisa piace da matti!!

di Fabio Canino

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