Michele Bravi: “Cerco l’anima gemella, e allora?”

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"Sono convinto che tutti dovrebbero sentirsi liberi di essere se stessi, indipendentemente da cosa significhi. Io sono semplicemente me stesso e non mi sento il portavoce di alcunché!".

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A guardarlo da fuori, Michele Bravi, sembrerebbe uno di quelli che la vita la conosce davvero. Nonostante i suoi quasi ventitré anni, una vittoria ad X Factor nel 2013, un quarto posto a Sanremo, due dischi, dieci singoli, una carriera parallela come webstar e più di un milione di follower sui vari canali social, anche lui ha avuto le sue docce fredde.

Infatti, il cantante de ‘Il diario degli errori‘, aveva raccontato a Vanity Fair che in quel periodo lì, quello dove tutti lo davano come la nuova superstar del panorama musicale italiano, c’era qualcuno di molto importante che gli disse: «Michele accetta che sei morto e finito!». Oggi, invece, Bravi, è vivo, si gode il successo del nuovo singolo ‘Tanto Per Cominciare‘, dell’ultimo cd, dell’Anime di Carta tour che lo sta portando in giro per l’Italia e parla, in anteprima, di Third Weel, il nuovo programma che condurrà assieme all’amica Alice Venturi, ma anche di musica, di quella fluidità tanto discussa, di incontri al buio e di alcuni gossip che lo vedevano impegnato con un altro noto cantante.

Può sembrare una domanda banale ma, vista la tua agenda, mi verrebbe da chiederti: ‘Come stai?’

Adesso molto meglio. Ho avuto problemi vocali iniziati poco prima dei live e durati fino a domenica scorsa. La sera precedente al primo concerto mi sono ritrovato senza voce. Mi sto curando e ora sono pronto per le prossime date del tour. 

Posso dirti che per i tuoi 22 anni sembreresti molto più grande della tua età?

Ti ringrazio, evidentemente l’apparenza rispecchia esattamente come mi sento dentro. Lo dico sempre a tutti: io sono un vecchio dentro! La mia serata tipo è restare a casa, sul divano, a guardare una serie TV in compagnia della fidata signora Longari. 

Questo è stato un anno pieno di successi per te. Quanto è cambiata la tua vita?

Sicuramente è stato un anno ricco di momenti unici ed indimenticabili, durante i quali mi sono messo alla prova e ho raggiunto tanti piccoli traguardi. Le soddisfazioni non sono mancate: cantare sul palco dell’Arena di Verona, ottenere il doppio disco di platino con il brano arrivato al 4° posto a Sanremo, raggiungere la prima posizione nella classifica FIMI con “Anime di Carta”, poi diventato disco d’oro e vincere il premio Best Performance ai Tim MTV Music Awards 2017. Il 24 novembre uscirà anche il repack di “Anime di Carta”, con sei nuovi brani di cui sono molto fiero. 

Ora, ad esempio, ti godi anche il successo del tuo Anime di Carta tour…

In realtà vorrei godermi molto di più questo momento. Gli impegni e i progetti futuri sono moltissimi e mi trovo a correre senza sosta ogni giorno. Sicuramente alla fine del tour riuscirò a guardarmi indietro e godermi al meglio tutti i risultati ottenuti. 

Quando dal palco guardi il tuo pubblico, chi vedi?

Ogni volta che salgo sul palco guardo il pubblico e so di trovare persone che mi seguono con affetto, con le quali condivido giorno dopo giorno tutto quello che mi accade.

Ancora così convinto che dagli errori, c’è solo da imparare?

Assolutamente sì, sono convinto di riuscire a crescere un po’ di più ogni giorno proprio grazie ai miei errori. Sbagliare può farti capire chi sei realmente, tra pregi, difetti, punti di forza e debolezza. Sono sicuro che continuerò a commettere errori in futuro, imparando però sempre qualcosa.

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X Factor, oggi, lo guardi ancora?

In realtà sono davvero patito di serie televisive! Quando inizio a guardare una puntata devo arrivare fino all’ultimo episodio della stagione e in questo momento sono l’unica cosa che riesco a guardare, soprattutto avendo poco tempo a disposizione.

I talent sono fabbriche di illusioni come dicono?

I talent ti danno una possibilità e ognuno di noi può decidere come usarla per scrivere la propria storia. 

Tu canti l’amore. Ma si può conoscere così bene il nobile sentimento, alla tua tenera età?

Nelle mie canzoni canto quello che vivo e provo quotidianamente. Credo che non ci sia bisogno di essere adulti per comprendere cosa significhi l’amore. Ogni stagione della vita porta con sé una visione e percezione diversa dei sentimenti, e son convinto che l’intensità delle emozioni non dipenda dall’età.  

In Diamanti, il tuo penultimo singolo, parli della ‘possessività’ in coppia. Ma tu non ti definivi un tipo molto geloso?

Sì, sono molto geloso di natura. Credo però che gelosia e ‘possessività’ siano due concetti molto diversi tra loro. La mia gelosia è più sintomo dell’insicurezza che provo nei confronti delle persone a cui tengo, ho sempre paura di perderle.

Oggi sei single?

Da Sanremo la mia vita è stata un vortice di impegni ed emozioni, che non mi hanno consentito di avere una vita sentimentale stabile e appagante. Sono però sempre alla ricerca dell’anima gemella e spero vivamente che un giorno questa mi trovi, o io trovi lei.

Sei da sempre contro le classificazioni, eppure per un’intervista a Vanity Fair, oggi, sei il portavoce della ‘fluidità’. Ma non è un’etichetta anche questa?

Io sono semplicemente me stesso, non mi sento il portavoce di alcunché. Non credo nelle classificazioni, appartengono ad una società non al passo con i tempi.

Il mondo gay, però, non ha ben visto quell’apertura ad un uomo, o ad una donna. Perché il mondo reclama sempre una posizione netta?

Sono convinto che tutti dovrebbero sentirsi liberi di essere se stessi, indipendentemente da cosa significhi. 

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