NON CI RESTA CHE GIORGINO

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Maggiorate e cosce al vento: Sanremo torna alla classicità più retriva con il Pippo nazionale. Non rimane che scatenare le fantasie pensando a bel faccino di Francesco Giorgino.

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SANREMO. Vittoria Belvedere, Manuela Arcuri, Simona Ventura, a noi gay, è proprio il caso di dirlo, non ci resta che Giorgino. E con Pippo Baudo come alternativa, c’è da giurarsi che ha una vera e propria occasione da star.

Occhi blu, barba incolta, faccina da bravo bambino, Francesco Giorgino è quanto di meglio possiamo sperare in un Festival che si presenta tutto al femminile, tra maggiorate, cosce lunghe, lustrini e paillettes.

Dall’alto del Suo Tg1 con i giornali telematici non vuole parlare, almeno con il nostro giornale telematico: certo è che gli impegni per il dopofestival con Simona Ventura lo stanno assorbendo non poco, visto che ha promesso il suo impegno al Tg1 fino a poco prima di Sanremo.

Mezzo busto o…tutto intero, non transige sul suo ruolo di giornalista che tale sarà ossequiosamente anche al Dopofestival. Promette di far rivedere i momenti più significativi, lanciare degli spunti per il dibattito con gli ospiti fissi, ma, come è nel suo stile, critiche sì ma costruttive, niente di pretestuoso. Speriamo che la paura di inondare il Festival del "mostro sacro" Baudo di critiche non si trasformi in un soporifero spettacolo di "deja vu", di interventi e interviste concordate.

Tra gli ospiti fissi, direttamente da Quelli che il Calcio, Gene Gnocchi e Maurizio Crozza.

Un dopofestival che si annuncia, come nella tradizione, ricco di cantanti e giornalisti nel ruolo di polemisti e intervistatori. E in questo contesto -ne va fiero- ci sta bene un giornalista, o meglio di un cronista del festival come ama definirsi in questa avventura. Poi tornerà dietro una scrivania.

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