NUOVO CD PER JULIETTE GRECO

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A 76 anni, la cantante francese lancia il suo ultimatum d'amore: "Amatevi gli uni gli altri o sparite!". E parla dei gay: "abbiamo fatto un passo indietro di...

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PARIGI – “Amatevi gli uni gli altri o sparite!” il titolo dell’ultimo disco di Juliette Greco, dal 3 novembre sugli scaffali, suona per Le Monde come un “ultimatum d’amore“, in cui la cantante “torna alle sonorità e al falso languore che contribuirono a creare la sua leggenda”. Quattordici canzoni affidate a giovani autori – come Christophe Miossec e Benjamin Biolay – e compositori – Gerard Jouannest – alla moda. Un album definito “un ritorno all’Eden degli inizi”, nel quale Juliette Greco “canta al suo livello migliore”.
A 76 anni la “musa di Saint-Germain-des-Prés” è “più Greco cha mai, intatta, libera, ardente” per il quotidiano, che è andato a intervistarla nella sua casa della periferia parigina, dove assapora il suo grande ritorno e prepara una serie di concerti a febbraio nella prestigiosa cornice parigina dell’Olympia.
Juliette Greco si racconta e commenta il suo nuovo album. Racconta di come è diventata di sinistra e resistente (“dopo che mia nonna aveva costretto una domestica appena licenziata a pulire gli scalini dell’ingresso”) e di come sente che oggi le cose per le quali si era battute sono di nuovo in pericolo: “tutto ricomincia: gli omosessuali, le donne, gli arabi, gli ebrei. Bisogna ricominciare tutto daccapo. Abbiamo fatto un passo indietro di cinquant’anni”.
Rifiutando l’etichetta di “intellettuale”, appiccicatale per via delle sue frequentazioni negli ambienti dell’esistenzialismo e le sue amicizie con Jean Cocteau, Miles Davis o Francoise Sagan, e di “manierata” per i suoi modi felini, la Greco insiste sul fatto che “i miei gesti sono naturali, non lavoro mai prima della prima”.
Poi parla della fine della vita, quella degli altri (“a volte sono a disagio di essere ancora viva, mentre tante persona che ammiro se ne vanno” ) e la sua (“per resistere all’avvicinarsi della fine, bisogna amare quello che si fa, alla follia, amare il proprio mestiere come io lo amo, cioè in modo smisurato, fuori dalle norme, andando a cantare anche nelle piccole balere di periferia dimattina”).

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