PLACEBO E KYLIE MINOGUE: DUE ANTEPRIME SU QX

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Esce il 25 settembre il nuovo album di Kylie Minogue, e negli stessi giorni esce anche il nuovo lavoro dei Placebo. QX li ha ascoltati n anteprima, e...

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Esce il 25 settembre “Light Years” nuovo album della cantante australiana nonchè icona gay Kylie Minogue. Dopo avere sperimentato nuovi territori e suoni in ambito dance K.M. ritorna con il perfetto disco pop. Le tre fasi della sua carriera di cantante, teenager alla Britney Spears alla fine degli anni ’80, regina pop delle chart indie e icona techno negli ultimi tempi, confluiscono in questo nuovo album che rappresenta il perfetto disco pop. I suoni tradizionali della dance anni ’70 (c’è anche una cover di Barry White), espertamente rivisti, si alternano a pop dal sapore indipendente e ammiccante (il duetto con Robbie Williams – kids) e canzoni ultraromantiche un pò ninna nanna. Siamo davanti ad un prodotto con un target ben preciso che è quello del pubblico gay, non tanto italiano, e quello dei consumatori di hit,immagine patinata che sembra uscita da una rivista di moda e canzoni che sono tutte potenziali successi.

Al primo ascolto può sembrare di avere ricomprato lo stesso disco tanto che ci troviamo a cantare testi che ancora non sappiamo ma magicamente ne conosciamo già le parole poi ,quando ci lasciamo andare ,ci accorgiamo che non ne possiamo fare a meno perchè anche non volendo sono pezzi che rimangono in testa e agiscono come un martello pneumatico. Il segreto dell’artista è tutto qua e non possiamo non notare un’estrema sincerità che è il tema portante di questo nuovo progetto chiamato “Light Years”, viene proposto come un disco studiato e ben realizzato ma che certo non sconvolgerà le nostre vite. Il momento che farà più discutere è il pezzo cantato insieme a Robbie Williams e onestamente è il pezzo più simpatico sul quale si sta aprendo già una notevole campagna promozionale fatta ad hoc per i gossip-lovers; pare che in Australia sia stata tolta dall’abum perchè il testo contiene una serie di piccanti apprezzamenti fatti dal cantante su Kylie mentre la versione presente sull’album di lui pare incensurata. Onestamente la versione che ho sentito non contiene nulla di scandaloso ma( e qui lo si spera)sicuramente ci saranno versioni hot che usciranno sul mercato qualora questi due album non funzionassero. Concludendo questo è un album da premiare per la sua non originalità ma anche per l’onestà e perchè Kylie deve essere così, amica dei gay, rappresentante presenzialista a tutti i gay pride e regina del buon umore.

Lo stesso non si può dire per i Placebo che ritornano, in uscita a giorni, con un terzo album fotocopia dei primi due. Recentemente hanno dichiarato ad un giornale inglese che sono cresciuti e che abbandonati atteggiamenti à la nancy boy e l’uso sregolato di droghe, adesso fanno più attenzione a quello che succede nel mondo e che si sono stabilizzati sulle loro relazioni amorose stabili e tradizionali. I Placebo piacevano per l’aria disincantata e ammiccatamente gay (per la cronaca solo un componente è dichiaratamente gay, uno infelicemente sposato e l’altro dichiaratamente etero ma feticista amante di tacchi alti e trucchi) e per quel senso struggente di infelicità e incapacità a vivere che emanavano pezzi come “without you I am nothing”. Questo cd al pari di quello di Kylie è un altro prodotto studiatissimo

con un altro target ma la differenza è che non si propone come tale ma come opera matura di un gruppo. A me piace, non riesco a levarlo dal cd-player, pezzi come “black eyed” e “blue american” mi portano via e mi fanno commuovere ma alla fine di tutto ciò non riesco a non rimettere su i primi due album e pensare che i Placebo hanno fatto veramente poca strada nuova, anche a livello di marketing stanno facendo uscire gli stessi pezzi come per il secondo album, “taste in men” è “pure morning”, “slave to the wage” è “you don’t care about us”. Diciamo che quando un gruppo ha un ‘immagine e una personalità forti come la loro (sono stati il gate per l’essere gay di milioni di teenager vestiti di nero) rinnovarsi è molto difficile ma bisogna tenere conto che il pubblico cresce e che i teenager di oggi non sono gli stessi di un anno fa.

L’unico tentativo è un pezzo che sorprende per la presenza di un inserto rap “spite & malice” ma rimane un tentativo abortito perchè alla fine la struttura del pezzo è identica agli altri, chitarre violente ma con moderazione, atmosfere ipnotiche che vengono spezzate dalla voce nasale di Brian Molko e batteria tradizionale alternate a qualche campionamento drum. I testi, punto forte del gruppo, sono meno personali ma comunque ambigui almeno per i titoli “special k” (la ketamina è la droga più in voga a Londra) e rappresentano fotografie del mondo osservato da una band che troppo presto è giunta al successo. Come per Kylie devo dire che anche questo è un cd da comprare per la sua insincerità e perchè comprando solo questo, chi non ha i primi due, fa un affare perchè la musica è sempre la stessa.

Kylie-Light Years: spinning around, on a night like this, so now goodbye, disco down, loveboat, your disco needs you, kids, please stay, butterfly, bittersweet goodbye, under the influence of love, I’m so high, light years.

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