SANREMO TRA POLITICA E SOLDI

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A commentare il festival ci sono deputati e ministri, e l'ombra del premier aleggia. Panorama svela i compensi della Ventura e Hoffman, e le richieste - respinte -...

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SANREMO – Macché Festival della Canzone? Questo è il Festival della Politica! L’immagine di Silvio Berlusconi in maniche di camicia che canta in napoletano per introdurre l’ingresso di Mariano Apicella. Commentatori tra segretari di partito e ministri. Comici che imitano il presidente degli Stati Uniti. E il livello musicale sempre più sottoterra.
Che desolazione. Che desolazione lo chansonnier napoletano Apicella che imbracciando la chitarra suona qualche strofa di ‘Meglio una canzone’, uno dei brani scritti con il presidente del consiglio, contenuti nell’album di debutto. L’ex posteggiatore era ospite di Bruno Vespa, insieme con il ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo e il coordinatore della Margherita Enrico Franceschini.

Ma non sono solo quelli ospitati nello studio di Vespa i politici che durante il festival si trasformano in critici musicali. In cima alla lista non possiamo non annoverare il “nostro” Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, che è un appassionato del Festival di Sanremo. Una passione che viene da lontano. Da quando il papà lo portava alla Casa del Popolo di Trebbo di Reno a vedere la tv per ascoltare i virtuosismi canori di Mina dal palco del Festival. “Purtroppo rispetto alle canzoni di una volta, la qualità è scesa – dice il deputato DS – Ieri ho visto qualche frammento del Festival e ho trovato molte gag divertenti, ma poche canzoni e soprattutto poche melodie originali”.
Da parte della destra, invece, ci sono più elogi: per Antonio Leone, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, questo Festival vanta una marcata “diversità” rispetto alle edizioni passate e che, soprattutto, può contare su un drappello di giovani “sciolti, professionali e sicuri”. E anche Alessandra Mussolini è abbastanza d’accordo: “Con le mie figlie ci siamo divertite. E’ un’edizione più frizzante, meno barbosa. E poi, finalmente due donne a condurre da protagoniste e un uomo a far da valletto…” commenta la deputata che ha recentemente abbandonato le fila di AN.
L’ex Guardasigilli, Filippo Mancuso, invece, ammette di non guardare il festival: “Non mi interessa nè prima nè dopo nè durante. Io amo altro tipo di musica, quella vera. Non amo le pagliacciate a pagamento”, dice. E così Pino Pisicchio, deputato del gruppo Misto: “Non ho visto il festival di Sanremo, ma faccio il tifo per Tony Renis, che mi ricorda ‘quando, quando, quando'”

Ma nonostante gli “agganci” alla politica, il Festival perde quasi 10 punti di share rispetto alla prima serata: nella prima parte, la trasmissione di ieri è stata vista da 10 milioni 13mila spettatori con il 33,59% di share. E’ il peggior risultato da quando esiste l’Auditel per la seconda serata della manifestazione. Il risultato viene commentato con prudenza dal team dei conduttori; soprattutto da Simona Ventura che oggi ha dovuto affrontare le rivelazioni del settimanale Panorama riguardanti il suo compenso per la conduzione del Festival: circa 65mila euro a serata, per un totale di 320mila euro. E centottantamila dollari per due serate è costata alla Rai la partecipazione di Dustin Hoffman.
Il numero di ‘Panorama’ da domani in edicola, svela il cachet di tutti i protagonisti del festival e il ‘mercato’ degli ospiti stranieri e italiani. Il settimanale parla delle “richieste eccessive” di alcuni cantanti come Iva Zanicchi (75mila euro per partecipare alla serata di venerdì), Gigliola Cinquetti (60mila) e Patti Pravo (“almeno 120mila). Mentre Paola Cortellesi, sempre secondo ‘Panorama’ prenderebbe 25-30mila euro a serata e Gene Gnocchi 30mila.
La Ventura ha smentito con debolezza la cifra: “Non so niente di preciso – ha detto la presentatrice – ho un rapporto con il denaro lontano. Penso che i soldi portino sfortuna, se ne occupa il mio agente”.
Per tornare ai politici, sappiate che stasera vi aspettano, nel salotto di ‘Porta a Porta – Speciale Sanremo’, Enrico Boselli e Claudio Scajola, mentre domani avremo Umberto Bossi e Clemente Mastella. Si salvi chi può.

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