SONO UNA ROBOCOP GAY!

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Intervista esclusiva a Loretta Goggi. 'Sono cattolica, ma approvo la legge spagnola, e anche l'adozione'. La recente interpretazione della mamma di un gay: 'ditemi cosa ne pensate'.

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MILANO – La lunga tournée del musical “Molto rumore – senza rispetto – per nulla“, per la regia di Lina Wertmuller, in cui era protagonista, dopo aver riscosso ovunque moltissimo successo, è da breve terminata. Nel film “Gas“, opera prima del regista Luciano Melchionna, che lo scorso febbraio è stato presentato al festival del cinema di Berlino, ha recitato il ruolo della madre di un ragazzo gay. Attrice, cantante, imitatrice, soubrette, show-woman a tutto tondo, Loretta Goggi è legata sentimentalmente da venticinque anni al ballerino – coreografo Gianni Brezza, senza essersi mai sposata. In un momento di pausa si racconta senza veli a gay.it.
Ciao Loretta, posso darti del tu?

Certo se non vuoi farmi sentire nonna Abelarda!
Come va?
Bene, sono contenta!
Tu sei più di un’icona gay, le hai imitate tutte!
Infatti, mi sono rafforzata, sono una Robocop gay! A parte gli scherzi, mi fa molto piacere e sono molto incuriosita da questa cosa perché guardando le altre icone tipo Raffaella, Patty, Mina ecc. penso che tutte loro, per come si presentano in scena, abbiano una maschera che io non ho. Sono tutte truccate, esasperate esteticamente, invece, in linea di massima l’immagine della Goggi è molto semplice. Credo, quindi, di aver trasmesso qualcosa da dentro di me più che dal mio aspetto, un lato che è venuto fuori negli anni ’80, quando ho cominciato a parlare della mia vita, delle mie battaglie, delle mie difficoltà, con quelle canzoni che mi somigliavano tanto e che forse somigliavano anche alle storie e ai tanti problemi che i ragazzi hanno.
Hai cominciato la tua carriera da bambina, è stata una tua scelta, ti hanno portato i tuoi o cosa?
Guarda non mi ricordo più… faccio finta di ricordarlo, ma l’ho letto nelle mie biografie! È passato tanto tempo. Studiavo canto e pianoforte, non pensavo di recitare.

La televisione però a quei tempi era una cosa molto importante e quando i miei mi mettevano sul loro lettone a guardarla, vedendo questa gente mi domandavo, ma questi come fanno a stare dentro quella scatola? Un giorno lessi su un giornale, forse Settimana Incom, che Majano cercava una ragazzina per un giallo in televisione. Io chiesi a mia madre di portarmi e mi presero. Da allora sono rimasta intrappolata nei meccanismi televisivi perché c’erano un sacco di teleromanzi e i ruoli da bambina li ho fatti davvero tutti.
Come mai poi hai lasciato la televisione?
Ho capito che stava cambiando, che stava diventando un’altra cosa. Le persone che si occupavano di televisione non erano più della stessa pasta di quelli che ero abituata a frequentare io, i grandi direttori generali, tutta gente che veniva dal teatro, dal cinema, dal mondo della cultura, persone eccezionali che ti facevano tremare le gambe. Le cose che ti proponevano erano eccezionali e chi le faceva erano attori veri, perché la televisione cominciarono a farla quelli che erano già attori o di cinema o di teatro, l’attore televisivo era una categoria che non esisteva. Ho avuto la fortuna di possedere delle doti, ma per me era un gioco, poi è diventata una passione.
Che cosa trovi ci sia di diverso nella televisione di oggi?
Beh, guardiamoci allo specchio, io non sono mica la stessa di trenta anni fa! Allora perché la televisione dovrebbe essere la stessa? Sarebbe stupido, non faccio una critica in questo senso. Dico soltanto che adesso questa televisione non vedo come potrei farla. Mio marito mi ha detto: “Non ti posso neanche mandare sull’isola dei famosi perché in bikini fai schifo!”
Poi sei passata alla canzone, ma anche qui poi ad un certo punto hai lasciato…
Ho capito che se continuavo a fare i dischi non crescevo come artista. Quando hai un disco in promozione devi andare dappertutto, ed a me questo non piace perché voglio scegliere. Quando vado ospite, invece, faccio le mie cose, mi diverto e penso sia il modo più giusto per fare la televisione oggi e per poter poi fare teatro e tutto quello che veramente mi fa stare bene con me stessa.
Tu hai da tanti anni un bellissimo rapporto, però non ti sei mai sposata, come mai?

Quando ho incontrato Gianni io ho completamente perso il senso dell’orientamento, non sapevo più chi ero e da dove venivo. I miei principi mi avrebbero anche portato a fare il grande passo ma Gianni era già impegnato e non volevamo spezzare il cuore a persone che non meritavano di soffrire. Quindi, oltre al divorzio, abbiamo aspettato che i suoi figli crescessero e potessero farsi una loro idea sul perché fosse finito il matrimonio tra i loro genitori piuttosto che leggerlo sui giornali o vedere un uomo che si risposa fregandosene di quello che si lascia dietro. È stata durissima, i primi tempi ho sofferto, forse l’avrei desiderato. Oggi veramente non ha più senso.
Cosa pensi quindi delle unioni civili, visto che la cosa ti tocca in prima persona?
Ho visto finire tanti matrimoni ed è traumatizzante, cose terribili, avvocati ecc. Io ho scelto di vivere con Gianni, noi abbiamo un soppalco con le nostre valigie pronte per andarcene in qualsiasi momento e stare lontani per quanto si resiste. Ancora oggi, se litighiamo, uno se ne va non vuole più sentire l’altro, non frequenta gli amici e stacca il telefonino. Forse questo il matrimonio non te lo dà perché c’è quella stranissima sensazione di acquisizione di diritto. Quindi trovo sacrosanto che un’unione venga riconosciuta dalla legge. Perché tu puoi vivere ed avere una dedizione per una persona, poi arriva un parente o un pirla qualsiasi che ti dà un calcio nel sedere e ti mette fuori da una casa dove magari vivi da anni con le tue cose, quindi con me sfondi una porta aperta!
Saresti favorevole ad una legge come quella passata in Spagna?

Certo! Io sono cattolica, peccatrice ma cattolica, ma voglio che il mio paese faccia delle leggi anche per coloro che non la pensano come me. Perché sono loro che vanno salvaguardati. Il cattolico che la pensa in un certo modo, il problema non se lo dovrebbe nemmeno porre, giusto? Il profilattico, per esempio, se non hai rapporti non serve, se ce li hai e sei una persona intelligente te lo metti. Insomma, voglio che l’Italia sia all’altezza di tutti i popoli, le religioni e le idee politiche del mondo. Mi dispiace constatare che la chiesa pensi che queste affermazioni siano scandalose. Quanto all’adozione, spesso penso a quei bambini che sono dei numeri negli istituti a morire di solitudine interiore. Piuttosto che stare lì dentro non sarebbe meglio che si prendessero l’affetto di una coppia che lo desidera ardentemente? Queste due persone, dopo un training psicologico, come avviene per le coppie etero prima di avere un bambino in affidamento, saranno tanto intelligenti da non farsi chiamare né mamma né papà, ed instaureranno dei rapporti d’affetto profondo sulla base della loro intelligenza e preparazione. Allora qual è il problema? Non so, mi sembra tutto così assurdo. Non lo dico per sfacciataggine o per voler imporre l’omosessualità a tutti i costi, ma esiste, e va rispettata. Ed anche l’omosessuale stesso ha piacere di vivere in maniera normale, senza dover ostentare. Si ostenta per farsi sentire, per far capire che esistiamo, sennò non ce ne sarebbe bisogno.
Vuoi aggiungere qualcosa per gay.it Loretta?
Volevo dirvi che l’estate scorsa ho girato un film dal titolo Gas, di Luciano Melchionna, un’opera prima dove interpreto il ruolo della mamma di un ragazzo che si scopre omosessuale innamorandosi del fratello della sua ragazza. Vorrei sapere dal popolo di gay.it che cosa pensa di questo film e della mia interpretazione. Non ho un ruolo da protagonista, interpreto una donna che si era prefissa di essere assolutamente una brava moglie, una brava madre pur essendo una donna frustrata in tutto, che stravede solo per suo figlio, quindi vedrete assolutamente un’altra Loretta, completamente diversa. Potete farmi sapere scrivendomi sul mio sito (www.lorettagoggi.it) oppure aprendo un thread sul forum dello stesso. Mi farebbe tanto piacere.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Musica.

di Francesco Belais

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