TERENCE CANTA I SUOI DUE PAPÀ

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È solo grazie al web che sappiamo degli espisodi di bullismo. Eppure il primo imputato è sempre Internet. Oggi, sul sito che ospitava quei video troviamo Terence che...

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Uno degli argomenti che hanno tenuto banco nelle cronache recenti è stato senz’altro l’uso improprio di internet (ormai superato da argomenti più “interessanti” come certi scandali che girano intorno al mondo dei VIP e che sembrano studiati apposta per distogliere l’attenzione dalle questioni davvero importanti).
In particolare, a causa della “scoperta” da parte dei media italiani (sempre aggiornatissimi, non c’è che dire), dell’estrema facilità con cui è possibile condividere qualsiasi tipo di informazione tramite il web, ivi compresi filmati dal contenuto censurabile (atti di bullismo su minori diversamente abili, ma anche filmati a luci rosse fra minorenni e quant’altro).
Per chetare gli animi degli italiani, a quanto pare in buona parte ignari delle potenzialità di internet, sono state minacciate azioni penali ai danni dei motori di ricerca che hanno ospitato i suddetti filmati, mentre per un attimo è sembrato che si stesse iniziando a scoprire una realtà sommersa dalle dimensioni enormi e dai limiti tutt’altro che definiti. Perlomeno fino all’arrivo di scandali più semplici da gestire, come quelli che riguardano vips e paparazzi.
È curioso notare come nessuno abbia notato due cose decisamente importanti. La prima è che proprio grazie a internet filmati e abusi sono stati portati all’attenzione del pubblico, la seconda è che prima dei succitati episodi la parola “bullismo” era ignorata dalla maggior parte dei cittadini di questo paese. Se nessuno avesse condiviso quei filmati in che modo sarebbero potuti venire alla luce i fatti che sono stati ripresi?
Ovviamente l’ostentazione della violenza fine a sè stessa non dovrebbe mai essere incoraggiata, tuttavia è indubbio che se il web fosse un organo più controllato, o peggio filtrato e censurato (come peraltro accade in alcune nazioni del mondo dalla nomea non proprio democratica), la condivisione di esperienze e informazioni ne verrebbe fortemente penalizzata, con tutte le conseguenze negative del caso.
Rapportando questo discorso nello specifico alla realtà omosessuale si può ben dire che il web contribuisce non solo a costruire una comunità GLBT più coesa e informata, ma – soprattutto nel caso di paesi come l’Italia – ha fornito negli ultimi anni un’inedita e impareggiabile opportunità di avere una vera finestra aperta sul mondo.
Senza voler parlare dei numerosi siti, delle chat, dei servizi di messaggeria e dei numerosi punti di aggregazione che offre internet oggi (e che sarebbero stati impensabili anche solo una decina di anni fa), va detto che – forse – è proprio la condivisione dei filmati la cosa che più di tutte riesce a mostrare senza mezze misure quello che succede in una realtà GLBT che non finisce lungo i confini di una nazione piuttosto che un’altra (nonostante troppo spesso i media tradizionali e i vertici politici sembrino voler insistere su questo punto, calcando la mano su di un’autoreferenzialità che il nostro paese non può più permettersi da almeno un paio di decenni).
Una volta quello che potevamo sapere riguardo a quello che accadeva al di là delle Alpi, ad esempio, era necessariamente materiale di seconda o terza mano: filtrato dalla stampa estera…
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Una volta quello che potevamo sapere riguardo a quello che accadeva al di là delle Alpi, ad esempio, era necessariamente materiale di seconda o terza mano: filtrato dalla stampa estera prima e da quella italiana poi, e prima di arrivare a media di più largo consumo (come radio e televisione) subiva un ulteriore opera di adattamento e scrematura. Oggi invece, grazie a internet possiamo vedere le cose che accadono negli altri paesi europei in maniera diretta e senza intermediazioni, riuscendo a fare confronti scomodi e spietati. Prendiamo ad esempio il caso di un filmato olandese che da un paio di mesi è visibile su internet. È stato ripreso dalla trasmissione Kinderen voor Kinderen (letteralmente “Bambini per bambini”), una sorta di incrocio fra lo Zecchino d’Oro e il Disney Club, è ci permette di ascoltare una canzone interpretata dal piccolo Terrence Van Cleave (11 anni) e dedicata… ai suoi due papà!
D’altra parte in Olanda i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono legali dal 2000 (le unioni civili però erano approvate già dal 1998) e le adozioni sono diventate possibili proprio a partire da quest’anno. Quale modo migliore di festeggiare l’evento se non in una trasmissione per bambini? Il video della canzone, presentato con un candore disarmante dalla presentatrice e felicemente interpretato dal piccolo cantante sta diventando in breve tempo un vero e proprio inno alla tolleranza e all’accettazione della realtà GLBT nella sua più serena normalità.
La domanda nasce spontanea: cosa accadrebbe se questo filmato incappasse nelle stesse persone che non vedono di buon occhio la totale libertà di internet? Teoricamente per lo stato italiano il matrimonio gay e l’adozione da parte di due papà sono cose illegali esattamente quanto un atto di bullismo. Verrebbe giudicato indecente? Moralmente censurabile? Un inno all’eversione? Alla disubbidienza sociale? O forse – più semplicemente – irriterebbe nella misura in cui metterebbe in luce le terribili carenze e gli ingiustificabili ritardi in cui si perde una nazione in cui i telegiornali dedicano più tempo al gossip e ai dibattiti politici che non all’informazione reale? A voi l’ardua sentenza dopo averlo visionato. Potete vederlo in tutta la sua dirompente semplicità all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=_qf0puHJ-KM&eurl=. Il filmato è stato sottotilato in varie lingue, ma non in italiano, per tanto qui di seguito potete leggere la traduzione nella nostra lingua. Buona visione.
Due padri
Viviamo in un attico
pieno di cose belle
Viviamo lì tranquilli tutti e tre insieme
Bas lavora per il giornale
E Diederick è un assistente di laboratorio
Mi hanno adottato quando avevo un anno
Sono ancora l’unico figlio
Ma per me va bene
In questo modo ho tutta l’attenzione
e l’amore di quei due
Bas mi accompagna a scuola
Con Diederik suono il violino
E tutti e tre guardiamo
le soap alla televisione
Rit: Io ho due padri
Due veri padri
A volte permissivi e altre volte severi
Ma ci va alla grande
E tutti e due, se dovessero,
potrebbero essere mia madre.
Quando devo andare a letto
Diederik controlla i miei compiti
E Bas lava i piatti o la biancheria
E se sto male oppure ho la febbre
Allora non c’è nessuno che conosco
Che saprebbe prendersi cura di me
meglio di Diederik o Bas
A volte a scuola vengo preso in giro
E ovviamente non è bello
I tuoi genitori sono froci!
Lo trovano strano
Così io alzo solo le spalle
E allora? Sono loro figlio!
Non è una cosa comune
Ma a me va benissimo
Io ho due padri
Due veri padri
A volte permissivi e altre volte severi
Ma ci va alla grande
E tutti e due, se dovessero,
potrebbero essere mia madre.
Se volete congratularvi con la trasmissione il sito ufficiale è http://redir.vara.nl/tv/kvk/

di Valeriano Elfodiluce

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