“Fare coming out,
renderà tutti più felici!”
intervista a Syria

di

Il rapporto "speciale" con il mondo gay. Le unioni civili. Gli artisti che non si dichiarano. Il suo matrimonio. La crisi discografica.

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Quando arrivo all’appuntamento Syria è già lì. E’ seduta in un bar, di quelli giusti, a pochi passi da Ponte Milvio, a Roma. Intorno a lei un gruppo di ragazzine pronte ad immortalarsi per un selfie di gruppo e, casualmente, una radio in sottofondo suona la sua ultima hit ISLANDA, cover del brano Heart Attack degli australiani Flight Facilities. Mi siedo accanto a lei e mi accorgo di quanto la bella cantante romana sia rimasta sempre uguale. Non si vedono nuovi segni del tempo sul suo volto, ma giusto qualche tatuaggio che ancora non avevo mai notato, e i soliti occhi pieni di luce e positività. Sì, perché se la regola vuole che gli artisti siano sempre in depressione andante, Syria è la prova provata che non è così. “Ho pensato tante volte di mollare tutto” mi confida serenamente tra sguardi indiscreti e sorrisi (d’affetto) dei passanti, e aggiunge: “C’è ancora tanta gente che crede in me e finché ci sarà anche una sola persona, non sarò io a tirarmi indietro!” E, al grido de: “l’Amore è per sempre”, la star di Top Dj inizia a parlare del suo ultimo lavoro, di presente, futuro e di quel passato che non vuole assolutamente cancellare.

Hai sperimentato tutti i generi musicali, eppure sembrerebbe che le sonorità dance abbiano preso il sopravvento nella tua carriera. Da dove nasce questa passione?

Dalla curiosità e dalla voglia di sperimentare. Amo la musica  in tutte le sue sfumature e sorrido se ripenso a quando, qualche anno fa, nel 2009, mi presentai alle radio con un progetto dance elettronico con lo pseudonimo di Airys. Mi guardavano come se fossi un’aliena e pensare che oggi, in giro, si sentono solo canzoni dance.

Che ne è rimasta della Syria neomelodica?

C’è sempre e non è mai sparita. Magari, talvolta, si è sentita meno, perché nascosta dalle sonorità più dance, ma non è mai fuggita via. La porto con me quando faccio Teatro, con lo spettacolo Bellissime. Uno spettacolo molto intenso dove omaggio le donne della musica italiana dagli anni ’50, ad oggi. Però ti posso dire una cosa?

Prego..

Dire neomelodica mi fa strano. Non c’è niente di male, sia ben chiaro, ma quello è semplicemente il mio modo di cantare e comunicare.

Sembrerebbe, leggendo diverse interviste, che il tuo primo passato non ti piaccia poi così tanto. O sbaglio?

Ma non è vero, anzi. A quasi quaranta anni, guardandomi indietro, mi faccio solo una gran tenerezza. Tenerezza da intendere nell’accezione bonaria del termine, sia ben chiaro. Non ho mai rinnegato quel passato, ho solo detto che se ripenso al primo disco, ci sono canzoni che non avrei mai voluto cantare, ma che mi venivano imposte solo perché giovane. Crescendo, sono diventata libera e ho fatto tutto quello che mi piaceva davvero, senza starci troppo a pensare.

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Non hai mai pensato vista la crisi discografica: “Basta, ora smetto!”?

(Ride, ndr) l’ho pensato tante volte e ti dirò: ho i piedi ben saldati a terra. Ho solo perso quell’ambizione di scalare le classifiche e di fare chissà quali grandi cose. Mi è rimasta solo la voglia di fare cose belle, ma soprattutto credibili. Ci sono rari momenti di tristezza, ma poi mi basta pensare al presente e a tutte le cose meravigliose che ho fatto, per farmi tornare il sorriso.  Poi, alla fine, c’è sempre qualcuno che mi fa notare che ho il mio pubblico che mi segue, che mi stima e che si aspetta sempre qualcosa da me, ed io non me la sento di deluderlo.

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Islanda, il tuo singolo estivo, anticipa il greatest hits di settembre. Cosa dobbiamo aspettarci?

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Sarà una raccolta di venti anni in musica dove ci sarà molto di me. Ci saranno diversi inediti e dei meravigliosi duetti con le mie amiche, che mi sono venute a trovare nella serata del 2 dicembre a Brescia.

Piuttosto, Islanda, è un brano che parla del grande amore. Pensi davvero che l’amore sia per sempre?

Assolutamente si. Io ci credo, ci voglio credere e voglio sperare, come nelle favole, che sia per sempre. Ho i miei genitori che sono un esempio meraviglioso, mentre io e Pierpa (Pierpaolo Peroni, ndr) scherzando e ridendo, siamo sposati da quattordici anni . Con l’amore non si è mai bravi abbastanza. Si fanno mille errori, ci vuole tanta pazienza, ma non si deve mai perdere l’entusiasmo.

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Ti sei mai chiesta come mai così tanto amore da parte dal pubblico gay?

Questa non è una domanda nuova per me, a dire il vero.

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