Troye Sivan dedica il video di ‘Heaven’ alla storia LGBT: “Grazie a chi ha combattuto per noi”

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"Se c'è un dio, mi odia? Se c'è un paradiso ma non posso essere me stesso lì sopra, forse non lo voglio".

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“Questo video è dedicato a chi è venuto prima di me e ha combatuto per la nostra causa”.

Così Troye Sivan, freschissimo e promettente volto del pop internazionale (ha soli 21 anni), commenta il suo nuovo video “Heaven“, estratto dall’album “Blue Neighbourhood“. “È dedicato anche a chi ora continua la lotta. In tempi brutti e in tempi buoni, amiamo per sempre”. Troye ha spesso dedicato il suo lavoro alla riflessione sulla tematica LGBT: basti ricordare la trilogia musicale dedicata all’amore gay nel suo precedente album (GUARDA >).

Il video unisce insieme materiali d’archivio dalle battaglie per i diritti LGBT da varie decadi per ricordarci che le minoranze devono unirsi insieme per combattere la discriminazione. E il testo incalza: “Se c’è un dio, mi odia? Se c’è un paradiso ma non posso essere me stesso lì sopra, forse non lo voglio“.

Il mio coming out e il mio abbandono della religione sono avvenuti più o meno nello stesso periodo. Avere un “peccato” nel petto ancora prima di svegliarsi la mattina non era il massimo. Capisco e apprezzo il fatto che ci siano tantissime persone LGBT religiose, ma per me era un problema”, commenta Troye a Dazed sull’ispirazione del brano e del video.

Il video è uscito nei giorni dell’insediamento di Trump per un motivo, secondo Troye: “All’inizio ero scosso per i risultati delle elezioni. Credo ormai di aver accettato il risulto. Ho accettato il fatto che la mia comunità, quella LGBT, dovrà unirsi, diventare più forte che mai e combattere per continuare il cammino verso la completa accettazione. Questo video è un primo, piccolo step in quella direzione“.

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