Alessio De Giorgi: “Vi racconto il mio giorno più bello con Nicolae”

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"Questa legge sta facendo bene al nostro Paese: sia agli eterosessuali, sia alla nostra comunità. Ma entrambi, società civile e comunità lgbt, devono ancora crescere. Insieme".

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I tempi cambiano e Alessio De Giorgi lo sa bene. Infatti, il fondatore ed ex direttore di Gay.it., oggi capo del team digitale del Partito Democratico, dopo aver firmato un PACS, nell’ormai lontano 2002, con Christian Panicucci al consolato di Francia a Roma, quindici anni dopo è tornato a giurarsi amore eterno, ma con un’altra persona.

Se allora l’attenzione mediatica, italiana e non, era tutta per l’unione tra due uomini, questa volta si è spostata sui ventotto anni di differenza tra il braccio destro ‘telematico’ di Matteo Renzi e Nicolae Galea. E, a meno di quarantotto ore dal fatidico sì, il guru dell’ex premier parla dell’unione che l’ha reso una persona migliore, del perché ha scelto di crederci ancora, ma anche del motivo che ha spinto lui e Nicolae a celebrare una cerimonia con soli venticinque ospiti, sposi compresi.

E alla fine anche Alessio De Giorgi si è unito civilmente…

Eh già! Non lo avrei mai detto ed invece con Nicolae è arrivata la voglia di farlo. E, in tutta sincerità, non ho trovato un valido motivo per non sposarmi.

Dopo l’intervista che hai rilasciato a Vanity Fair in molti hanno parlato della differenza d’età tra te e Nicolae. Come si sopravvive a questo pregiudizio anagrafico?

Mamma mia quanti giudici generano i social network! Tutti pronti a sputare sentenze quando nei rapporti interpersonali, di qualunque tipo essi siano, occorrerebbe sempre entrare in punta di piedi, senza permettersi mai di giudicare. Si, certo, la differenza d’età non è affatto piccola, ma dove è scritto che la relazione non possa durare quanto le altre e che sia altrettanto sincera?

Posso chiederti cosa pensa, invece, la famiglia di Nicolae?

È molto felice, dimostrando un affetto sincero per il loro figlio e per il loro nuovo genero! Per loro, che sono di origini moldave, sposarsi a venti anni è del tutto normale. 

Strano che oggi, un Paese come il nostro, si concentri sulla differenza d’età e non più sull’unione tra due persone dello stesso sesso, non trovi?

La frontiera del pregiudizio si è semplicemente spostata: un quasi cinquantenne che sposa una ventenne è un furbacchione che ci sa fare, quando invece a farlo sono due uomini la parola “pedofilia” inizia a volare. Detto questo, come volevasi dimostrare, la legge sulle unioni civili ha prodotto in Italia quel cambiamento culturale che tanti di noi avevano teorizzato: ci era chiaro venti anni fa che sarebbe stato così, ci è chiaro oggi che la legge è in vigore.

Di chi è il merito?

Dei tanti che nel movimento LGBT, ma anche fuori, si sono battuti negli anni per ottenere questa legge. E di quanti l’hanno sposata in Parlamento, sostenendola, ad iniziare dalla relatrice Monica Cirinnà per terminare all’allora premier Matteo Renzi.

A tal proposito come ha accolto la notizia Matteo Renzi?

Era ovviamente felice. E lo ha manifestato come lui solo sa fare.

Posso chiederti come? 

Privatamente.

Vi siete conosciuti su Facebook e la proposta di unirsi civilmente è arrivata via mail. Una sorta di unione 2.0?

No, per carità: quella era una piccola imprecisione di chi ha raccolto la prima intervista. Certo, ci siamo conosciuti via Facebook, ma abbiamo deciso di sposarci insieme e non certo via mail. Poi, quando tempo dopo Nicolae ha aperto una casella PEC, per provare se funzionava, gli ho scritto domandandogli di sposarmi, ma era semplicemente un gioco tra noi.

C’è stato anche un solo amico, o parente, che ti ha detto: “Alessio, non farlo!”?

Qualche perplessità sulla differenza d’età, per carità, è ovviamente arrivata anche da amici e parenti. Ma poi, di fronte alla fermezza della scelta da parte di entrambi, i dubbi sono scemati.

Trenta invitati. Un po’ pochi per un giorno così importante, no?

Venticinque per l’esattezza, sposi compresi. In realtà volevamo entrambi una cerimonia intima, con parenti ed amici carissimi. Nulla di sfarzoso e di impegnativo, per noi e per gli invitati. Lontano dai giornalisti, per mantenere queste caratteristiche di intimità. Direi che ci siamo riusciti in pieno.

Ora puoi svelarci la location?

Un piccolo borgo toscano non lontano da Firenze: Certaldo Alto.

E perché avete scelto proprio quel posto?

Perché è una splendida location per i matrimoni. Il Palazzo Pretorio, poi, che è stato il luogo della cerimonia, è un piccolo gioiello medioevale perfettamente conservato. E la tranquillità del borgo si sposava perfettamente con l’animo con cui abbiamo pensato e voluto questo momento.

Piuttosto, anche nelle unioni civili si ricorre alla classica bomboniera?

Ovviamente. Abbiamo scelto un piccolo vasetto di vetro lavorato, con confetti bianchi e decorato da nastro rainbow, ed un piccolo albero della vita in argento. Molto semplice.

Ai tempi della Legge Cirinnà fece discutere la tua posizione sulla stepchild adoption. Oggi che hai Nicolae, non pensi minimamente all’idea di diventare padre?

Ricordo bene quei momenti: prevedendo già il voltafaccia dei 5 Stelle, dissi che la mia priorità era far approvare la legge, con o senza stepchild adoption. Sostenni anche che la via alla stepchild giudiziaria sarebbe stata rafforzata dalla legge e le sentenze successive mi pare mi abbiano dato ragione. Ciò premesso, io ho perplessità sulla gestazione per altri dal punto di vista economico. Non mi permetto certamente di giudicare chi ha fatto quella scelta, ma da ateo per me la maternità è sacra e non può essere commercializzata. Se però vi fossero altre vie per avere figli, e mi riferisco sia all’adozione, che alla GPA volontaria, non lo escludo a priori. Vedremo: è più Nicolae che penso che vorrà affrontare questa sfida, vista l’età.

Pensi che se il Partito Democratico dovesse tornare a capo del Governo, ci saranno buone chances per le adozioni?

Credo proprio di sì, anzi: ne sono certo. Perché il tema è urgente e certamente non solo per le coppie del medesimo sesso. Le modalità di adozione per le coppie eterosessuali, in Italia, sono inaccettabili per un Paese laico e moderno come il nostro. 

Piuttosto, che previsioni fai per le prossime elezioni?

Il pericolo di consegnare il Paese ai populisti che, certamente, non hanno a cuore i nostri temi, c’è ed è reale. Credo però che non accadrà perché gli italiani sapranno preferire competenza e serietà, ai fanatismi di chi sa solo urlare, di chi fomenta le paure e di chi decide non sulla base dei propri valori, ma con cosa gli dicono i sondaggi. Il PD pur con tutti i suoi limiti sta portando l’Italia fuori dalla crisi economica: questo credo verrà premiato nelle urne.

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