Lorella Cuccarini: “È ora di finirla: io non sono omofoba!”

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Lorella Cuccarini parla, in esclusiva, del suo rapporto con il mondo gay e dell'immagine sbagliata che qualcuno ha provato a cucirle addosso.

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Lorella Cuccarini non è omofoba e lo si capisce sin da subito quando, davanti ad un bicchiere d’acqua naturale rigorosamente a temperatura ambiente, inizia a parlare del mondo gay e del dolore provato per gli attacchi ricevuti. “Mi creda: non ci sono rimasta male per le cattiverie gratuite, ma perché hanno provato a farmi passare per quella che non sono!” mi confessa una bellissima Lorella che, dal 2 marzo, approderà al Teatro Brancaccio di Roma con La Regina di ghiaccio, musical ispirato alla fiaba persiana da cui nacque la Turandot di Giacomo Puccini. Tra una domanda e l’altra, la più amata dagli italiani da oltre trent’anni, parla del suo nuovo impegno lavorativo, del grande impegno nel sociale con Trenta ore per la vita, del nuovo disco in uscita il 3 marzo, ma anche del suo rapporto con il mondo gay, di come vivrebbe l’omosessualità dei propri figli e delle polemiche alle quali, l’iconica Cuccarini, dice, una volta per tutte, basta.

Dopo il grande successo televisivo di Nemicamatissima, un ritorno al musical nel ruolo di una Regina cattiva. Cosa la spinge a non abbandonare mai il mondo del teatro?

La magia del rapporto con il pubblico, sempre diverso ogni sera. La tv è meravigliosa, ma esiste sempre quel filtro che non ti permette di andare oltre, al contrario del contatto immediato che ti da il teatro. Chi sceglie uno spettacolo teatrale esce di casa, paga un biglietto e mi creda: non c’è miglior ricompensa!

Che poi, televisivamente parlando, ha performato proprio come trent’anni fa. Quanto si è dovuta impegnare per riuscire a raggiungere lo stesso risultato di un tempo?

(Ride, ndr) Proprio lo stesso risultato non credo, magari! Gli anni che passano un po’ si fanno sentire. Penso piuttosto che il pubblico si aspettasse qualcosina in meno. Non facevo un varietà televisivo dal 2002 ed ho affrontato Nemicamatissima con l’impegno e la passione di sempre e credo che questo abbia fatto la differenza. Penso che ogni età ci permetta di fare splendide esibizioni; non dimenticherò mai uno show che vidi a Las Vegas con una Liza Minelli già settantenne. La sua carica avrebbe fatto invidia persino ai più giovani. 

Posso chiederle che fine ha fatto la sua maratona televisiva di Trenta ore per la vita?

La maratona di Trenta Ore per la Vita solitamente va in onda ad Aprile. Quest’anno, invece, sarà posticipata. In questi ultimi tre anni abbiamo raccolto fondi per l’Oncoematologia pediatrica e stiamo per inaugurare proprio due nuovi progetti a Roma: La casa a colori, finalmente pronta, e il reparto oncoematologico ristrutturato del professor Mandelli in via Benevento.

Si sente ancora la più amata dagli italiani?

Non mi sono mai sentita la più amata dagli italiani! Questi superlativi fanno sempre un po’ paura: l’importante è non prenderli troppo sul serio. Certamente, percepisco un reale affetto da parte della gente con cui, in questi trent’anni, si è creato anche un bellissimo rapporto di fiducia. 

Per non farsi mancare nulla il 3 marzo uscirà anche il suo nuovo cd.  

È un disco legato all’esperienza televisiva di Nemicamatissima, voluto anche dalla Warner che ha prodotto la sigla del programma (Tanto Tempo Ancora, ndr). Abbiamo inserito alcune sigle rielaborate per lo show, un medley dei miei cavalli di battaglia in versione live e due brani inediti: Cento, sigla di Buona Domenica del ’95 e Il Mio Viaggio, sigla della mia prima Domenica In. Un regalo per tutti i fan e gli appassionati.

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Appassionati che appartengono anche al mondo gay con cui ultimamente ci sono stati dei litigi. Posso chiederle cos’è successo? 

A dire il vero io non ho mai litigato con nessuno: ho semplicemente esposto il mio punto di vista, soprattutto riguardo l’utero in affitto. Sono una donna libera ed esprimo quello in cui credo, assumendomene anche tutte le responsabilità. Penso sia giusto che il pubblico mi conosca per quello che sono e non per quel che vorrebbero io fossi.  

Ha sofferto per tutti questi attacchi?

Sì, ma non per le cattiverie gratuite, quanto perché qualcuno ha provato ad etichettarmi come una persona omofoba. Quella è un’immagine che non mi appartiene affatto.    

Immagino che nella sua vita ci siano molte persone appartenenti al mondo LGBT. Ha mai avuto problemi con qualcuno di loro per le sue affermazioni?

Assolutamente, no! Possono esserci confronti anche accesi ma sempre di estrema civiltà. Piuttosto, ho scoperto che tante persone gay la pensano esattamente come me.

Se un domani uno dei suoi figli le dicesse: “Mamma, sono gay”, come reagirebbe?

Non cambierebbe nulla; la sessualità non può incidere sugli affetti e sulle personeComunque, non muterebbero nemmeno le mie opinioni. Non penso che un amore, senza la possibilità di generare figli, sia da considerare un amore di serie B. 

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