Martina Dell’Ombra: “Le Unioni Civili dei fr**ci? Aboliamole! Hanno rovinato tutto”

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"Uccidete l'uomo comune che vive dentro di voi e diventate top. Siate autenticamente fake e il successo vi verrà incontro come un kamikaze afgano".

martina dell'ombra
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In un Paese come l’Italia dove esistono più scrittori, che lettori, è arrivato in tutte le librerie “Fake, una storia vera”, il primo romanzo di Martina dell’Ombra. “È la storia di come io, semplice ragazza di Roma Nord, in un giorno tragico e tetro, senza luce, senza sole, e soprattutto senza taxi, sia stata costretta, per la prima volta in vita mia, a prendere i mezzi pubblici, attraversando un inferno di pressione, sudore e odori infami, e di come mi sia persa, con il mio barboncino nano, isterico, ma di razza, Copain, a Roma Sud” mi racconta davanti ad un the alla pesca, rigorosamente bio e senza zucchero, l’inviata di Nemo, e aggiunge: “Il romanzo, pubblicato dalla casa editrice di Berlusconi, è dedicato a Manlio, un mio amico frocio, ahimè morto, autore della mia frase più famosa ‘il successo dà ragione a chi ce l’ha.

E in attesa di vedere se il troll più riuscito degli ultimi anni, riuscirà ad accaparrarsi il premio come Miglior Influencer ai Diversity Media Awards 2018, abbiamo provato a capire se la famosa star del web, fresca di conduzione del concerto del Primo Maggio a Taranto, riuscirà ad entrare in Parlamento e a completare le sue (assurde) missioni.

Uno dei suoi tanti hater, sotto ad un post che annunciava l’uscita della sua prima fatica letteraria, ha scritto: “ma ce n’era proprio bisogno?”

Sì. Era la cosa più necessaria in Italia, dopo i missili per la Siria.

Sfogliando le prime pagine del libro scopriamo che è dedicato ad un uomo. Posso chiederle chi è Manlio?

Finalmente qualcuno me l’ha chiesto! E suppongo che lei sia stato così perspicace perché Manlio era frocio. Un frocio molto ricco che è stato un carissimo amico di mia madre. Un uomo che mi ha fatto anche un po’ da papà. Oggi purtroppo non c’è più, e le dirò di più: “è l’autore della mia frase più famosa: ‘il successo dà ragione a chi ce l’ha!”.

A proposito di successo, il suo libro sta andando molto bene. Lei lo definisce come un romanzo satirico, ma a tratti sembrerebbe piuttosto distopico, non trova?

Ma quale distopico! È tutta realtà.

Com’è nata la collaborazione con la casa editrice del suo tanto amato Silvio Berlisconi?

Mondadori pubblica da sempre libri orrendi, di gente che scrive malissimo, purché sia famosa. A quel punto, detto tra noi, Silvio avrà pensato: “visto che è famosa, facciamolo fare anche a lei, mettendo il suo punto di forza in copertina!”. E così è stato. 

Mai come in questo periodo sta parlando di una sua possibile ascesa in politica. Quali sarebbero i primi cinque punti del suo programma elettorale?

Ho le idee chiarissime: iPhone di cittadinanza, patentino per votare solo a chi ha un certo reddito e decreto per posizionare tutti gli immigrati a Roma Sud per poi chiuderli dentro una cinta muraria per farli stare tra di loro. Poi aumenterei gli stipendi dei parlamentari, almeno la smetteranno di rubare e mi concentrerei su una nuova legge elettorale.

Roba da farci rimpiangere il ‘Porcellum’?

No, assolutamente. Per semplificare, ma anche per rendere tutto più sicuro, proporrei per le prossime elezioni il televoto da casa. Più efficace del televoto non credo ci sia nulla.

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Salvini, coadiuvato dalla Meloni e dal suo nuovo datore di lavoro, ha promesso l’abolizione della Legge sulle Unioni Civili. Secondo lei riuscirà a portare a termine la sua promessa?

Sono convinta che ce la faranno. E io ne sarò super felice. La Legge Cirinnà ha rovinato tutto il romanticismo del matrimonio.

Lei che Salvini ha avuto modo di conoscerlo, si è mai chiesta perché sia poco predisposto nei confronti del mondo gay?

Perché è molto maschio. Il tipico maschio che ti prende e ti sbatte al muro. E quindi tutte queste cose poco ‘virili’ dei gay, per lui, sono troppo difficili da accettare. E poi tutti sanno dei suoi trascorsi da ‘bear’ e quindi, in qualche modo dovrà metterli a tacere.

Quanto si sente in dovere di ringraziare tutti quelli che non hanno colto la sua satira sul popolo lgbt?

Non diciamo inesattezze. Qui non c’è nessuna satira.

Beh, satira o meno, in fondo è anche grazie a loro che si è generato engagement intorno ai suoi profili, non trova?

Tutti coloro che contribuiscono al mio engagement sono i benvenuti. Anche coloro che mi odiano, naturalmente. Che poi, alla fin fine, che ti odia diventa quasi sempre un tuo fan.

È candidata come Miglior Influencer ai Diversity Media Award 2018 assieme a Willwosh, Iconize, Gnambox e Loretta Grace. Chi avrà la meglio?

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