Stati Uniti, clima di paura: la comunità gay corre alle armi

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Con il ritorno dell’estrema destra negli USA si diffondono le armi anche nella comunità LGBT: gun club rainbow offrono corsi di addestramento in diverse città.

Anche i gay americani si stanno avvicinando al mondo delle armi, che tanta violenza hanno prodotto negli Stati Uniti. Nel solo 2017 si sono registrate ben 273 sparatorie sul territorio americano, per un totale di 11.600 morti per armi da fuoco*.

Con la presidenza di Donald Trump l’omofobia e il razzismo non sono solo tornati a contaminare i provvedimenti dell’amministrazione USA, ma formazioni estremiste cristiano evangeliche o razziste hanno trovato copertura politica per azioni plateali di aggressione o intimidazione alle minoranze.

La paura di ritorsioni o aggressioni violente si è diffusa anche nella comunità LGBT, in cui sono cominciati a comparire gruppi come “Pink Pistols” a Pittsburgh, Pennsylvania, o “Trigger Warning” a Rochester, New York, nato dopo che sul vicino Lago Ontario sono state date alle fiamme alcune bandiere arcobaleno.

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Una sessione di tiro della Trigger Warning Queer & Trans Gun Club, nello stato di New York.

I Pink Pistols sono il gruppo più longevo, nato addirittura nel 2001 dall’iniziativa di Gwendolyn Patton: “Il nostro obiettivo è quello di rendere i gay negli Stati Uniti un bersaglio difficile per qualcuno che vuole commettere un crimine di odio. Vogliamo dimostrare che non tutti i gay si lasceranno colpire passivamente”.

Anche se restano delle posizioni minoritarie all’interno della comunità LGBT, i sostenitori della corsa alle armi sono in aumento: “Mi sono identificata come una pacifista non violenta per gran parte della mia vita – ha confessato l’attivista Lore McSpadden – ma iniziamo ad avere paura di un mondo in cui i conservatori sono le uniche persone armate”.

* I dati sono forniti dal Gun Violence Archive.

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