Verona, incontro su profughi LGBTI: per la destra è “propaganda gender e immigrazionista”

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L'iniziativa prevista all'Università di Verona ha scatenato la reazione della Lega.

Profughi
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Gay e profughi, cosa potrebbe far infuriare di più gli esponenti della Lega? Nulla, è infatti questo è quanto accaduto a Verona.

Non piace affatto alla destra veronese l’evento in programma all’università sulle migrazioni LGBT, un fenomeno minoritario ma presente all’interno degli imponenti flussi migratori di questi anni.

Una sfida dai problemi inediti per il nostro sistema giudiziario e di accoglienza: dalla necessità di tutelare i profughi LGBT dalle vessazioni di altri migranti, alla richiesta, spesso inappropriata e invasiva, di prove di omosessualità che devono fornire i richiedenti asilo di fronte al giudizio delle commissioni territoriali.

Secondo quanto riporta Verona Sera, l’evento previsto per il 25 maggio è stato organizzato dall’associazione LGBT Pianeta Milk, da Asgi Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, PolitesseCentro di Ricerche sulle Politiche e Teorie della Sessualità e Sportello migranti LGBT in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane dell’ateneo scaligero.

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“Dispiace constatare che l’università di Verona sia stata contaminata, in un colpo solo, dai virus della propaganda filoimmigrazionista e della propaganda gender in un mix culturalmente tossico, che rischia di comprometterne il buon nome – ha attaccato Alberto Todeschini, leader cittadino dei giovani della LegaL’università dovrebbe essere il luogo di un sapere libero da condizionamenti, un luogo in cui la cultura si esprime nella sua forma più pura, un luogo che ha a cuore la tutela delle radici territoriali”.

“Le radici di Verona – ha aggiunto Todeschini – stanno nella famiglia, nel coraggio e nel lavoro dei veronesi, non certo in chi la famiglia la vuol distruggere o in chi pensa di risolvere i problemi del mondo inneggiando a un’immigrazione senza controllo e senza regole”.

Nonostante a Verona la destra sia notoriamente preponderante, alle bordate leghiste ha risposto in consiglio comunale Tommaso Ferrari, di Verona Civica: “Ma quale propaganda filoimmigrazionista e gender? Il mix culturalmente tossico è un altro: quello del lessico violento allevato dall’ignoranza. Pensare che la soluzione dei problemi passi dalla censura e dall’accantonare temi della nostra attualità è un vizio”.

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