Tanzania, arrestate 20 persone accusate di omosessualità

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Si tratta di 8 uomini e 12 donne, con l'accusa di imprecisate 'attività omosessuali' all'interno di un albergo.

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Prosegue senza soste l’escalation di terrore omofobo in Tanzania, Stato dell’Africa orientale che nelle ultime ore ha visto 20 persone finire in carcere con l’accusa di ‘omosessualità’. Si tratta di 8 uomini e 12 donne, con la polizia che ha fatto irruzione in un albergo dove si stava tenendo un evento.

Secondo quanto riportato dalla polizia regionale, il blitz è nato perché c’era il sospetto che i presenti stessero portando avanti imprecisate ‘attività omosessuali’, illegali nel Paese. “La vigilanza contro questi gruppi sarà intensificata”, ha specificato il capo della polizia, per una Tanzania sempre più drammaticamente omofoba.

L’omosessualità viene punita con il carcere, dai 30 anni all’ergastolo, con il Governo che ha minacciato in più casi di espellere tutti gli stranieri che si battono per i diritti LGBT e di arrestare coloro che difendono gli omosessualità.

Vorrei ricordare e avvertire tutte le organizzazioni e istituzioni che fanno campagna e pretendono di difendere gli interessi degli omosessuali. Vogliamo arrestare e portare di fronte alla giustizia tutti coloro che sono coinvolti”. “Chi vuole l’omosessualità dovrebbe andare a vivere nei Paesi che accettano questo genere di pratiche“.

Parole sconvolgenti firmate Mwigulu Nchemba, ministro degli Interni di un Governo che ha chiuso 40 centri medici nel corso degli ultimi 6 mesi, perché accusati di prevenire e curare l’AIDS, ‘diffondendo’ l’omosessualità.

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