Friends, la sit-com era omotransfobica e misogina?

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Riscoperta grazie a Netflix, Friends è stata accusata di omofobia e transfobia. Rivista 20 anni dopo, è davvero così?

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Sono passati quasi 14 anni dalla 236esima nonché ultima puntata di Friends, vista da 52,5 milioni di americani, sit-com NBC che ha fatto la storia della televisione anni ’90.

Creata da David Crane e Marta Kauffman, e andata avanti per 10 stagioni, Friends rese popolarissimi e milionari i suoi sei protagonisti, ovvero Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc, Matthew Perry e David Schwimmer, in parte riusciti a sopravvivere anche dopo la chiusura dello show, da tutti abbandonato senza esagerati rimpianti. Da tempo, oramai, le 10 stagioni di Friends sono finite sul ricco catalogo Netflix, con i social a stelle e strisce negli ultimi giorni sommersi dai commenti negativi nei confronti dello spettacolo.

Rivedendolo dopo tanti anni, o anche solo per la prima volta, in molti hanno accusato Friends di essere pesantemente omotransfobico e misogino. In una delle tante sottotrame abbracciate nel corso dei dieci anni, per esempio, conosciamo il papà di Chandler, che è transgender ed ha il volto di Kathleen Turner. Una realtà vissuta malamente dal ragazzo, che non a caso si rifiuta di chiamare il padre con il suo nome da donna, “Helena Handbasket“. Pur di non vederla esibirsi sul palco, Chander finge addirittura di essere malato. Era il 2001, quando andava in onda questa puntata, la penultima della settima stagione.

Sui social hanno preso di mira anche il personaggio di Ross, che in un episodio sgrida suo figlio Ben perché interessato ad una Barbie e non a un soldato, per poi presumere che il ‘tato’ assunto da Rachel per tenere d’occhio il piccolo sia omosessuale. Perché quel lavoro, solitamente, è prettamente femminile.

Praticamente in ogni episodio di Friends si trovava una battuta omofoba, gli anni ’90 erano selvaggi“, ha commentato un utente su Twitter dopo aver visto per la prima volta la celebre serie, con un video che raccoglie tutti i presunti momenti omofobi della sit-com finito on line e dalla durata monster di 50 minuti (da vedere in testa al post). C’è da dire che negli anni ’90 omofobia e transfobia erano ai margini del dibattito socio-politico, purtroppo, con gli show televisivi che nuotavano tra i cliché senza pudore alcuno. Va inoltre ricordato un messaggio positivo legato al mondo LGBT, diffuso da Friends, ovvero il matrimonio same-sex tra l’ex moglie di Ross, nello show dichiaratamente lesbica, e la sua compagna. Un episodio talmente controverso, per l’epoca, che in alcuni Stati d’America ne vietarono la messa in onda.

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