Addio alla crisi: il porno riprende vigore

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Segnali sempre più positivi dall'industria del porno internazionale. La crisi sembra superata e anche aziende in bilico sono in lenta ripresa, come Colt.

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La grande crisi economica degli ultimi anni ha avuto ripercussioni anche nel mondo della pornografia gay, e nonostante questo sia stato un settore che ha retto molto meglio di tanti altri non si può certo negare che il mercato abbia subito una certa contrazione, con tutta una serie di ripercussioni poco gradevoli. Anche per questo motivo fa un certo piacere verificare che iniziano ad esserci dei piccoli segnali di ripresa su vari fronti. Tanto per cominciare, dopo ben due anni di sospensione, è ripresa la pubblicazione dello storico magazine Mandate della Mavety Media Services, e se tutto andrà bene potrebbero riprendere anche le altre riviste di questo editore (Honcho, Inches, Black Inches, Latin Inches e Playguy), che per anni hanno rappresentato un importante riferimento per l’industria dell’hard gay e i suoi estimatori. Anche dalle parti della Colt, la storica casa di produzione che era sull’orlo della bancarotta, si inizia a tirare il fiato. Infatti il pronunciamento del giudice che stava seguendo la causa di fallimento si è dimostrato favorevole al piano di ristrutturazione finanziaria dell’azienda, e questo dovrebbe innescare un circolo virtuoso che permetterà il rilancio (e il saldo dei suoi debiti) in tempi ragionevoli.

Il clima un po’ più rilassato sembra incentivare anche alcuni investimenti che finora erano stati posticipati, e così la Stag Homme Studios di Damien Crosse e Francesco D’Macho (la prima casa di produzione gay hard fondata e amministrata da una coppia di porn performers regolarmente sposati in Spagna) è finalmente entrata ufficialmente nel circuito di affiliazione GunzBlazing, che fa capo a Aebn.net (che gestisce già Raging Stallion e Falcon). Da notare che l’italianissimo Francesco D’Macho, oltre a dirigere le produzioni della Stag Homme, alle quali partecipa regolarmente in prima persona, è diventato un vero e proprio protagonista dell’hard gay, dando il suo contributo (e non solo quello) ai più recenti successi della Raging Stallion e della Kristen Bjorn, senza contare la recente riedizione dei suoi successi con la Hot House. Evidentemente la crisi economica degli ultimi tempi ha spinto le case di produzione più importanti a puntare sui cavalli vincenti, concedendosi scelte strategiche impensabili fino a qualche anno fa. E, a proposito di scelte impensabili, può essere interessante notare che l’ex porn performer Lucas Ridgestone, che ha segnato l’immaginario gay fra gli anni ’90 e 2000, oltre a mantenersi ancora in formissima (come dimostra la copertina che gli ha appena riservato il magazine australiano Dna), è ormai diventato un regista a tutti gli effetti.

Dopo aver sbancato con l’incestuoso Taboo, e aver battuto il record di autoerotismo di gruppo in More Than You Can Handle, si è dimostrato una vera e propria rivelazione, tant’è che ha avuto carta bianca per realizzare il suo nuovo video in Australia, in occasione del Mardi Gras che si è tenuto in questi giorni. D’altra parte non sono pochi i porn performers che negli ultimi anni hanno dimostrato di sapere il fatto loro e di avere delle risorse che andavano ben al di là della loro predisposizione per le scene hard. Anche senza voler guardare necessariamente ai soliti Usa, vale la pena segnalare che il canale generalista francese Canal+ ha appena trasmesso un documentario interamente dedicato al porn performer francese Francois Sagat, mentre in Nord Europa da qualche anno l’ex porn performer Carsten Andersson ha conquistato le piste delle discoteche con la sua disco hit Fun.

La cosa interessante è che il primo a rivendicare con orgoglio la sua partecipazione a video come Wet Palms della Jet Set Men e Trapped In The Game della Lucas Entertainment, ed è il primo ad ammettere che la sua carriera hard lo ha senza dubbio favorito rispetto a tanti suoi colleghi, che magari – a differenza di lui – non sono mai arrivati ad essere fra i possibili candidati per rappresentare la Danimarca all’Eurovision. La pornografia gay si sta riprendendo dalla crisi anche grazie all’opera di sdoganamento portata vanti dai suoi esponenti di spicco? Staremo a vedere.

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di Valeriano Elfodiluce

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