Amanti della cam? Ecco i trucchi per una videochat perfetta

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Che imbarazzo se dietro colui a cui state mostrando il vostro "lato oscuro" si celano i suoi amici, o se dietro di voi sbucano i calzini dell'ultimo mese....

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Skype è un sistema molto comodo e conveniente che uso per parlare con gli amici, soprattutto quelli che vivono all’estero. Con loro non ho alcun pudore a farmi vedere appena sveglio anche se ho la faccia che sembra un mocassino bagnato e lasciato asciugare al sole o se sto mangiando a quattro ganasce (e vi assicuro che è una scena che mette paura).
Se si tratta però di rimorchi on line, è tutta un’altra cosa. Non mi piace molto farmi vedere in video, soprattutto per un “primo appuntamento”. Non so perché ma mi imbarazza e mi sento un po’ ridicolo per cui, a meno che non debba collegarmi con qualcuno che mi piace parecchio e che per motivi di lavoro si trova sulla stazione geo-orbitante della MIR, preferisco un incontro dal vivo.
Ma se invece siete di quelli che nelle chat dopo aver detto: “ciao come va?”, proponete subito di  passare alla cam, ci sono degli accorgimenti da tenere sempre conto.

Prima di iniziare a spogliarsi bisogna essere sicuri che non ci siano dietro il vostro interlocutore un gruppo di suoi amici che si piazzano di nascosto per godersi lo spettacolo. Imponetegli quindi di fare una panoramica della stanza, anche dentro gli armadi, dietro le tende e sotto il letto, non si sa mai.
Bisogna sempre ricordarsi di avere una cam puntata in faccia e non fare come al Grande Fratello dove dopo un po’ non ci si fa più caso e iniziate a scaccolarvi o fare con la mano il gesto della masturbazione mentre l’altro racconta commosso di quanto “Mangia, prega, ama” sia il suo libro preferito.
Verificate che la connessione sia sufficientemente veloce per evitare quei fermo immagine dovuti a una linea lenta che, potete giocarvi il culo, vi immobilizzerà sullo schermo dell’altro in una smorfia di dolore gotico disegnata da Tim Burton.

Se necessario poi, ingaggiate Storaro ma fate attenzione a come posizionare le luci perché potete anche avere la verve di Joan Rivers ma se le ombre vi tagliano il volto facendovi apparire come la maschera del dolore giapponese, non passerete mai alla conoscenza “live”. E poi con una buona fotografia, anche se la sceneggiatura dell’incontro risulta banale e mediocre, quanto meno un oscar in una categoria tecnica ve lo portate a casa.
Fate la bonifica dello sfondo. Controllate bene: togliete lo stendino, spostate la montagna di panni sporchi dall’angolo, rassettate il letto e fate sparire la foto con dedica di Renato Zero: “Al mio sorcino”, che conservate con orgoglio nella bacheca di sughero alle vostre spalle.
Molti hanno il panico della telecamera e in effetti se il vostro sogno non è mai stato quello di condurre un programma televisivo, anche la webcam può innervosire e impacciare.

Siccome al contrario bisogna risultare sciolti, spigliati, interessanti – Oh, mio Dio, ma non era meglio una semplice chattata? – una soluzione potrebbe essere scriversi una scaletta, anche non dettagliata, con un canovaccio di domande da fare, o argomenti da trattare quindi, segnatevi tutto questo su una pagina Word e tenetela accanto alla finestra della cam. Se poi la conversazione langue e siete a corto di spunti, ricorrete pure al sito di Repubblica.
Ma soprattutto fate attenzione a una cosa: se non vivete da soli e avete coinquilini invadenti, chiudetevi a chiave, anzi, spostate il divano davanti la porta. Sarebbe già imbarazzante farvi trovare a letto con qualcuno mentre siete piegati in posizioni viste prima solo ne L’Esorcista, figuriamoci se questo lo state facendo nudi come vermi ma davanti a uno schermo usando la cam come la sonda della macchina per l’ecografia.

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