BATTUAGE

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Prendete un giovane universitario, buttatelo nella città più gaya d’Italia e condite con un mix di incontri improbabili… Sex and the UniverCity, tra blog e reportage, parte oggi....

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Prendete un giovane studente, buttatelo nella città più gaya d’Italia e condite il tutto con un mix di incontri improbabili… Ecco il mondo gay visto dalla prospettiva di un universitario smarritosi a Milano. Tra blog e reportage, ogni mercoledì e sabato su Gay.it, Sex and the univerCity con Gab e i suoi viaggi nella metropoli.

One
Battuage

Milano ha circa un milione e trecentomila abitanti; la cifra sale fino ai due milioni e mezzo se includiamo il famoso Hinterland. Migliaia di individui percorrono ogni giorno le vie della città, si incrociano sul corso, prendono la metro per andare al lavoro, fanno shopping nei lussuosi negozi di via Montenapoleone. Di queste persone, circa la metà, se seguiamo le statistiche, sono uomini, e di questi almeno un terzo, se seguiamo l’istinto e l’esperienza di qualche anno di frequentazione di locali, sono… G-A-Y!

Tra chat, locali, pub, ristoranti, librerie, parchi, amici, amici di amici e improbabili appuntamenti, la vita gay milanese non ti lascia un attimo di tregua… Le banche, i negozi, le università, gli uffici diventano sempre di più dei punti di ritrovo, e per i più fortunati dei punto di “acchiappo”.
In tempi di cotanta abbondanza e promiscuità, è possibile che le nostre città si stiano trasformando in veri e propri battuage?
Sono lontani i tempi in cui si poteva uscire di casa con un vecchio giaccone e con le scarpe di appena due anni fa, quelle cosi comode, anche se leggermente consumate, per andare a fare il bucato nella lavanderia a gettoni. Attenzione, il nostro radar ci ricorda, quale posto migliore per incontrare un bel puledrone single (per non parlare poi del proprietario della lavanderia, che non ce la racconta giusta)?!
Eh sì, perché si può incrociare un bel ragazzo nei posti più impensabili… Negli ultimi due anni, mi è capitato di dare il mio numero in metro, in ospedale, in un bagno, in un negozio, in un ristorante, in un solarium, e ovviamente in università…se non ci credete, vi invito a mettere in atto una tecnica aggressiva ma infallibile:

se il vostro “gay-dar” tentenna quando qualcuno vi guarda, voi contraccambiate lo sguardo; potete anche ammiccare o sorridere leggermente se vi sentite in imbarazzo, ma la cosa fondamentale è non cedere per primi, di modo che l’altro possa capire l’interesse che avete; quando questi rialzerà lo sguardo, voi sarete ancora lì ad ammirarlo, ed ecco che lui si avvicinerà e tenterà l’approccio… A quel punto, è fatta!
Da studente, non posso non descrivervi i mille vantaggi di conoscere un bel ragazzo “prêt-à-baiser” tra una lezione ed un’altra: contro la dispersività della città, la ripetitività dei locali, la tristezza delle chat, le perdite di tempo dei mezzi pubblici per incontrare quel bel tipo che abita su a Bovisa, ecco che l’ambiente universitario si afferma come il principale “cruising spot” per i 20enni milanesi che sono troppo tirchi e pigri per uscire quattro sere alla settimana.

Così, puntualmente, a fine lezione, ti ritrovi giù in caffetteria, con il tuo gruppo gayo, seduto nel posto strategico che nessuno osa occupare, a sorseggiare un tè alla vaniglia e a fissare tutti i ragazzi presenti, per capire quanti erano al Borgo la domenica precedente; e mentre la tua amica ti racconta di quanto le manca il suo ragazzo americano, tu continui imperterrito a flirtare con il tipo seduto dietro di lei, che da due minuti ti guarda ininterrottamente, sbirciando da sopra il giornale che sta leggendo. Ogni tè, ogni cornetto, ogni panino, ogni pranzo si trasformano magicamente in un’occasione per guardare ed essere guardati, sedurre, intrigare, flirtare e magari conoscere qualche bel fusto, come quello che lavora al secondo piano dell’edificio centrale, o il fantastico puledro della biblioteca, che sarebbe capace di eccitare anche un palo della luce, con quella massa di muscoli e quel volto da bambinone!
Mi domando: tra sguardi rubati e situazioni impreviste, finiremo forse per preoccuparci di più di chi incontreremo giù nella mensa universitaria o di laurearci in tempo? Ma soprattutto, cosa mi metterò domani per essere notato dal tipo della biblioteca…
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di Gab

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