“Cerchi marito? E se intanto ci scappasse del buon sesso?”

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Ci si collega in chat, spesso, con un solo scopo: trovare un bel ragazzo con cui passare qualche quarto d'ora di puro piacere. Ma la domanda "cosa cerchi"...

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Lo scampanellio elettronico amplificato dalle casse del mio computer annuncia l’arrivo di un messaggio con la solennità del batocchio di un gran ciambellano reale al sopraggiungere di un notabile a corte. "Ciao, cosa cerchi?". A chiedermelo è la solita figura acefala assai popolare nella mitologica delle chat.
Dunque, vediamo un po’, non mi sembra di vedere intorno a me dei monaci tibetani avvolti in tuniche ocra, né ci sono studenti di filosofia assiepati davanti alla cattedra di un professore di filosofia tomistica. Oltretutto il fatto che sia io che te, caro acefalo, ci troviamo in una stanza virtuale la cui intestazione ha un nome dove le “i” sono state sostituite da falli animati mi induce a risponderti che quello che vado cercando non è certo una risposta escatologica sul fine ultimo della nostra presenza sulla terra.

Se mi chiedessero cosa adoro fare, con quanti e dove, se sono favorevole all’uso di oggettistica erotica o se mi piace essere filmato mentre faccio sesso, non avrei problemi a dare una risposta (tutti sì, ovviamente), ma la domanda "cosa cerchi" mi spiazza, mi disorienta, mi indispone, mi costringe a riordinare le idee e alla fine, piuttosto che dare una risposta preferisco più semplicemente troncare la conversazione.
Non è che abbia un’avversione aprioristica nel raccontare cosa stia cercando ma il fatto è che mi sembra un argomento troppo lungo e profondo per farne chiacchiera da chat.
Nessuno, e io per primo, credo abbia le idee del tutto chiare su questo. E’ come a scuola: la risposta la conosco ma non la so spiegare bene.
"Cosa cerchi?". "E tu cosa offri?", mi verrebbe da chiedere anche un po’ stizzito, ma poi ci ripenso per evitare di trasformare la situazione in una contrattazione tra cliente e commerciante come se ne vedono solo nei suk mediorientali.  

Ben inteso, è ovvio che ci siano persone invece che hanno le idee più chiare delle mie e che senza alcun dubbio sanno dirti se cercano sesso, amore, un caffè al bar o un partner per le serate danzanti in balera.
Così cerco di darmi da solo una risposta: "Alessandro, cosa cerchi?".
Ma c’è poco da fare, brancolo ancora nel dubbio. Se sapessi dare una risposta probabilmente non starei neppure su una chat e invece, eccomi lì, piantato con quel senso di aspettativa e quell’intima e ingenua speranza di essere stupito augurandomi che questa volta almeno il vento porti qualcosa di buono.
Qualche giorno fa mi si presenta di nuovo lo stesso scenario.
In chat conosco un tipo che puntualmente alla quarta battuta mi chiede "cosa cerchi?".
Davanti alla mia perplessità lui reagisce rispondendo al posto mio con inaspettata sicumera chiarendomi che è lì per cercare marito.
Non che ci sia nulla di male, la vita è un mistero profondo e insondabile e non si sa mai attraverso quali vie misteriose arriva a sorprenderci avverando i nostri desideri.

Ma, che fosse una battuta o meno (e posso dire che non la sembrava affatto), pur apprezzando lo slancio sentimentale del ragazzo, gli faccio notare che quella era la sola cosa che non cercavo assolutamente definendo per sottrazione quello che poteva essere un mio eventuale obiettivo di ricerca.
Immediata la sua replica: "vabbé se però nel frattempo ci scappa del sano buon sesso…" (i puntini di sospensione come sostitutivi di un pensiero scontato li ho sempre trovati formidabili).
E così, la determinazione di una proposizione all’apparenza così ferma e assoluta è stata spazzata via in un istante dalla contingenza del momento, perita sotto il soffio seppur tenue di un emerito sconosciuto incontrato su una chat al quale si offriva così un ampio range di scelta che partiva dai fiori d’arancio per finire nei cespugli di un’area di sosta.
Quando si dice mutata mutandis.Alla fine insomma ad avere le idee poco chiare su quello che si cerca in una chat mi sembra di non essere solo io. Una consolazione? Mah, tutto sommato i problemi della vita sono altri. Solo una conferma che in chat, come spesso nella vita “reale” meno si dice, meno si promette, meno si afferma e si dichiara e molto meglio è.

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