COME SONO GAY QUESTI CINESI

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Si svegliano i gay nel paese pi popoloso del mondo: in Cina più di 200 siti Internet gay, locali e festival. Notti infuocate e indirizzi utili.

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Più di 200 siti internet ad orientamento gay, un fiorire continuo di bellissimi locali, un festival lesbico delle arti. E dove tutto questo? Incredibile ma vero, in Cina. Me lo ha raccontato un amico gay che insegna diritto cinese all’università ed è tornato di recente da un giro a Pechino e a Shangai. Immaginava il solito pomposo viaggio di lavoro, con conferenze , cene e incontri noiosissimi, e me lo sono vista davanti entusiasta, carico di adrenalina e con una visibile eccitazione ancora stampata sulla pelle, nei gesti e nell’espressione.

Ho capito subito il motivo: conquiste, conquiste e ancora conquiste. Tanti ragazzi con gli occhi a mandorla belli e spregiudicati, mai capitati così prestanti, giovani e disponibili, neanche nelle classiche capitali europee dell’erotismo, da lui abbondantemente frequentate e vissute, anzi , secondo la sua espressione preferita, " ribaltate come un calzino" in tutto ciò che possono offrire ad un gay gaudente e lussurioso quale lui è. Quindi i "tongzhi", cioè gli omosessuali come vengono chiamati in cinese, non sono più criminalizzati, anzi. Vengono persino invitati alle trasmissioni televisive e si registrano casi di pubblico outing fatto da cantati famosi e da altri personaggi dello spettacolo. Tutto questo è incredibile se si pensa che è stato solo lo scorso anno che in Cina l’omosessualità ha smesso di essere considerata uno squilibrio della psiche, e questo è avvenuto dopo uno studio condotto da una equipe di psicologi e ricercatori durato alcuni anni. E’ inquietante che sia avvenuto solo adesso, se pensate che, ad esempio, in America, la Psychiatric Association depennò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali negli anni 70. Certo sulla Cina ha pesato il rigore censorio della Rivoluzione Culturale e anche la repressione avvenuta in anni più recenti. Venivano soffocate tutte le forme di dissenso al regime, figuriamoci se poteva essere ammessa la libertà di esprimere la propria identità sessuale senza remore e pudori.

Adesso si è colmato un ritardo di quasi 30 anni, ed è il segno di una mentalità in continua, progressiva evoluzione, grazie a una nuova generazione vivace e aperta a molteplici contaminazioni, anche per quello che riguarda il cinema e la letteratura, e ad una più attuale interpretazione degli insegnamenti del confucianesimo e del taoismo che incitano a cercare la felicità," e se felicità vuol dire amarsi indipendentemente dal sesso, perché no", ha detto ridendo Zhang, una delle conquiste del mio amico, prima di trascinarlo in una dark room. E poi ha aggiunto:"Vieni, facciamo contento Confucio"

Il modo, naturalmente , lo lascio alla vostra immaginazione che so essere fervida e sufficientemente maliziosa.

La tolleranza del governo non è ancora apertamente manifestata, anche per il grande valore che in questo paese, tradizionalmente, viene dato alla famiglia e alla procreazione spesso sentita come un dovere politico e sociale. Infatti buona parte degli stessi gay dichiarati afferma di volere, un giorno, sposarsi e mettere al mondo almeno un figlio.

In ogni caso si prevede che, fra qualche anno, la situazione in Cina diventerà uguale a quella del mondo occidentale, e speriamo solo per quello che riguarda la libertà di espressione della propria identità sessuale, qualsiasi essa sia, e non per certi episodi indecorosi di intolleranza che avvengono anche nel nostro civilissimo occidente, a volte con una frequenza davvero preoccupante.

Per venire al sodo, cioè agli indirizzi interessanti, il bar gay più vecchio e più famoso di Pechino, aperto circa nove anni fa, si chiama " HALF & HALF", San Li Tun Nanlu 15, ed è frequentato da giovani "tongzhi" vestiti all’occidentale che ascoltano musica di importazione sorseggiando drink colorati e decorati da ombrellini e pagode."Sembra di essere in un locale gay di Milano o Parigi- ha commentato il mio amico- solo che i ragazzi hanno una voglia incontenibile di lasciarsi rimorchiare, di abbandonarsi a questo vento di libertà e di lasciarsi fare tutto, ma proprio tutto."

Il posto che il mio amico ha amato di più è stato "HAN LIN CHUN",che si trova a Xin Jie Kou, una sauna con una enorme dark room, da frequentare a notte inoltrata, per concludere in bellezza una serata già ricca di piaceri e sorprese.

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Per quello che riguarda Shangai, soprannominata " la puttana d’Oriente", mi ha citato l’"80%",226 Jing Xian Lu, e l’ottimo "ASIA BLU", 255 Xii Kang Lu, locale accogliente e ovattato, con divanetti e separè, adatto per intorti e momenti soft.

Ma se volete altre informazioni, prima di prendere e partire per annusare, tastare e sperimentare questa nuova gaya aria d’Oriente, vi consiglio i siti internet: www.gaychina.com, www.dragunmagazine.com e www.expatsh.com

di Francesca Mazzucato

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