Cornicidio

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Sono contrario ad andare con quelli fidanzati. Virtuoso? Morale? Rispettoso dell'amore altrui? Mi piacerebbe poter affermare di esserlo. In realtà è perché non vorrei mai fosse fatto a...

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A un certo punto, da bambino, volevo diventare prete. Non è che sapessi bene di cosa si trattasse e sicuramente il mio sentimento religioso era alimentato  più dall’idea di avere un canale privilegiato con quella specie di supereroe che era l’Onnipotente (uno che crea mondi, distrugge eserciti, fa lacrimare sangue alle statuine, insomma, quel genere di essere che è meglio tenerselo buono…) che da un fervente sentimento religioso.

Per essere un bravo sacerdote ero convinto che si dovessero rispettare i precetti e seguire i comandamenti (ovviamente erano i tempi in cui le vicende di Don Seppia&Co. non erano ancora di pubblico dominio). Regolarmente, quindi, ripassavo a memoria i 10 comandamenti spuntando con orgoglio tutti quelli che non avevo mai infranto. Da: "Non avrai altro Dio all’infuori di me", fino a "Non uccidere": tutto liscio, non erano difficili da rispettare. "Non commettere atti impuri", figuriamoci, a malapena sapevo dove avevo il pene e poi ai miei tempi si parlava di "fornicazione", che non avevo la minima idea di cosa significasse. "Non rubare", vabbè, poca roba, qualche spiccio nel porta monete di mamma, mi potevo anche auto assolvere.

E poi c’era quel comandamento del tutto inutile per me: "Non desiderare la donna d’altri". Ora, è vero, volevo essere prete ma sapevo già allora che nel caso non avessi poi intrapreso la carriera ecclesiastica, di donne non ne avrei toccata una nemmeno con una canna da pesca, figuriamoci rubarne ad altri. Come è noto, non mi sono fatto prete e chi mi conosce sa bene come in seguito abbia infranto tutti i comandamenti, contravvenendo il più delle volte anche con un certo piacere diabolico.

Nella mia visione laica però c’è un comandamento che negli ultimi ho cominciato a rispettare e questo, per una beffa da contrappasso, è proprio quello che credevo mi riguardasse meno: la storia della donna degli altri. Ovviamente negli anni venni a sapere che il divieto aveva subito un aggiornamento da pari opportunità includendo anche: "non desiderare l’uomo d’altre" (valido anche nella sua versione gay).  

Ebbene sì, io sono contrario ad andare con quelli fidanzati. È un assunto assoluto che non ammeterebbe cavilli e note legali a meno che: l’altro ne sia consapevole; l’altro partecipi; l’altro versi in uno stato di coma irreversibile di quelli che non si risveglierebbero neppure se gli facessero arrivare Lady Gaga al capezzale per cantargli

Poker Face versione ninna nanna.

Virtuoso? Morale? Rispettoso dell’amore altrui? Mi piacerebbe poter affermare di esserlo. In realtà io sono stato la peggiore delle Maddalene solo che a un certo punto mi sono detto che non era più una cosa carina da fare, ho pensato che non vorrei mai fosse fatto a me, che in una visione olistica del cosmo se lo fai poi ti torna indietro e come il bis del dolce alla fine di un pranzo luculliano è una cosa alla quale posso anche tranquillamente rinunciare.

Quando condivido questa mia posizione spesso mi sento rispondere "ma che ti frega? Se non è un problema per lui…". Lo so, però se è vero che è il fedifrago a brandire il colpo, io sono comunque quello che fa il palo e questa cosa non va bene, per me. Insomma, voglio dire, di nefandezze ne faccio già tante, se posso evitare almeno questa. Certo, a volte ti capita di conoscere un tipo che ti piace un bel po’, del quale non sai nulla o lui omette tutto. Se così, il reato ha le attenuanti del caso e può essere facilmente derubricato. Ecco, forse allora ho trovato il cavillo: conoscere qualcuno, raccontarsi di tutto ma evitare chirurgicamente l’argomento "sentimenti e relazioni" dando per scontato che se uno ci prova con te dovrebbe essere un uomo libero. Ma non sono certo che basti per mantenere cristallino il proprio karma.

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Insomma, io a Dio ormai ci credo poco eppure, che vi devo dire, dopo tutti i processi di liberazione religiosa, di elaborazione intellettuale e affermazioni dell’"IO", ho ancora quel rimasuglio di vocazione infantile che mi fa credere di essere osservato da quell’occhio gigante dentro un triangolo dorato sospeso tra le nubi che, appena mi vede parlare con uno di cui ho il sospetto sia già occupato, assume l’espressione torva da giudizio universale e mi tuona nella testa: "ma insomma, con tanti maschi liberi che ho creato e ti ho messo sulla terra, proprio con questo ti devi mettere a smignottare?".

di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

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