Dal buco della serratura

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Tornare a giocare col sesso, privilegiando lo sguardo al posto del contatto fisico può regalare strane emozioni. E a volte permettere di liberarsi di alcune paure.

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Prima di parlare di sesso, permettetemi due parole su Michael Jackson. Non sulle contraddizioni dell’uomo e nemmeno sulla carriera dell’artista, che non ho seguito al punto da azzardarne un ritratto. Ciò che mi ha realmente colpito è stata proprio la notizia della sua scomparsa, di quel rapido momento inserito tra i tanti anni del ‘personaggio’ e quelli probabilmente superiori del suo mito. Come se la morte fisica di un icona pop, che rappresenta come poche altre la nostra epoca, fosse un fuoco d’artificio clamoroso ma passeggero, che svela l’umanità del mito, ma per un solo istante, prima di riconsegnarlo alla leggenda, un po’ come accadeva al Kane di Quarto potere, di cui Jackson mi pare una versione aggiornata ai nostri tempi. Chissà se è solo una mia impressione…

Ed ora, visto che è la rubrica di sesso, parliamo di sesso. O meglio, riparliamone, visto che sono giunte alcune mail in risposta all’articolo della scorsa settimana. Un lettore mi scrive: “La fantasia erotica è il vero passo verso l’erezione, molto più del mero contatto fisico. Nel mio caso l’eccitazione scatta sull’esibizionismo: sono un po’ orsetto, non ho il fisico di David Gandy insomma, eppure, forse a causa di  un’inibizione che mi hanno inculcato fin da tenera età, sta ora esplodendo la voglia di mostrarmi nudo e mi eccita il solo pensiero di poter essere visto da uno o più uomini. Spesso organizzo quindi incontri in tal senso dove il contatto fisico, se proprio deve esserci, è relegato a fugaci palpatine, ma che conta su una base fatta di semplici chiacchiere, un caffè, casomai una doccia a porte aperte, il tutto come se mi si guardasse da un buco della serratura inesistente e comunque lasciata aperta. Peccato che molti vivano di puro sesso, spesso anche spiccio, e non lascino spazio alla fantasia sessuale, di qualunque genere sia: già il fatto di averne una trasmette curiosità e pruriginosa emozione”.Un bel tema, non c’è che dire. Il gusto di esibirsi e quello di sbirciare, il sesso come gioco della mente e dello sguardo, sottratto alla mera carnalità e al contatto fisico. Un po’ quello che anni fa mi rivelò Bigas Luna, convinto che l’uomo cominciò a distinguersi dall’animale grazie all’erotismo, ossia “al sesso che passa attraverso l’occhio e arriva all’intelletto”. Una conquista che, non a caso, ha giocato un ruolo fondamentale anche in alcune decisive tappe dello sviluppo sociale e culturale.

In misura forse meno eclatante, oggi proliferano una serie di situazioni morbosette, come il ‘jack-off party’ di alcuni locali gay, ossia la masturbazione di gruppo che però non prevede di andare oltre. O le tante conoscenze virtuali con sesso in cam. O, ancora, quei siti per gli amanti dell’autoerotismo anche in contesti di gruppo, tutti insieme nella stessa stanza, con ognuno che si tocca per conto suo. Non diversamente dai filmati porno in cui – almeno così dicono – a farlo sarebbero ragazzi eterosessuali.

Anche il gioco della doccia e il buco della serratura costituiscono un classico. Che poi ci si limiti a guardare e, al massimo, a palpeggiare superficialmente, potrebbe essere una frustrazione perfino noiosa per qualcuno, ma per altri un gioco raffinato capace quasi di restituire le emozioni della prima adolescenza, quando per molti il sesso era vissuto solo grazie all’immaginazione, costantemente all’opera per rielaborare le immagini più attraenti che aveva immagazzinato. A loro perenne merito va riconosciuto che la fantasia difficilmente tradisce.

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Non mi è parsa allora casuale la mail ricevuta dal giovane Tommaso: “Ho 19 anni e da qualche tempo quando metto il preservativo sento l’erezione che inizia a svanire, tanto che non riesco ad effettuare la penetrazione. Finché ero col mio ragazzo non era un problema perché lo facevamo anche senza, ma ora che mi ha mollato ho paura a farlo senza per il rischio di prendere qualcosa. Da cosa potrebbe dipendere?”.

Paura delle malattie ma fastidio per il profilattico, scarsa conoscenza del partner occasionale, ansia da prestazione: sono molte le possibili risposte, probabilmente anche concomitanti. Per scacciarle e vivere serenamente il sesso non esiste una formula magica, ma intanto si può cercare di evitare la fretta, concentrandosi sulle proprie sensazioni senza dover dimostrare niente a nessuno e magari prendendo confidenza con la mente dell’altro prima che col suo corpo (ma per qualcuno potrebbe valere invece esattamente il contrario).

Chissà se poi un rimedio (almeno provvisorio) non potrebbe essere proprio quello indicato dall’altro lettore, ossia tornare a considerare il sesso come un gioco, lasciandosi guidare dalla fantasia e mostrandosi alla curiosità altrui senza dover per forza ‘concludere’. Si eviterebbero improvvisi crolli dell’erezione e, tutto sommato, non è detto che ci si divertirebbe di meno.

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