Evviva il sesso coi calzini

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Preferisco sempre un paio di calzini indosso che la vista dei piedi nudi. Lo so che è una nevrosi della mia mente malata, ma quando penso ai piedi...

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A voi è mai capitato di fare sesso con qualcuno che vuole tenere indosso i calzini? Beh io per qualche tempo ne ho frequentato uno. Diceva che sentiva freddo ai piedi, anche d’estate (ma io avevo invece il sospetto che avesse qualche deformazione alle dita di cui si vergognava).

Non solo, vantava una collezione di pedalini che definiva: "simpatici" che però in realtà avrebbero ghiacciato la libido anche a un detenuto uscito per un permesso premio dopo 3 anni di cella d’isolamento. Una sera si presentò con un paio in stile giapponese, sapete di quelli con l’incavo tra alluce e indice? Ovviamente non poteva essere semplicemente di cotone bianco: aveva dei polipetti stile manga marroni su un fondo verde smeraldo. "Me li ha riportati un amico da un viaggio in estremo oriente", ma questa non mi sembrava una giustificazione accettabile. Anche glieli avesse regalati l’imperatore in persona, anche li avesse comprati a una raccolta fondi per il terremoto di Fukushima, non era comunque una scusa per indossarli e, ancora peggio, tenerli addosso mentre stavamo a letto.

Ma per quanto orripilanti, preferisco sempre un paio di calzini indosso che la vista dei piedi nudi. Lo so che è una nevrosi che avrà sicuramente qualche radice conficcata nel terreno della mia mente malata, ma quando penso ai piedi mi inibisce l’idea che uno possa averli brutti, maleodoranti, piagati, con i funghi o le unghie lunghe, e anche solo vedere un occhio di pernice mi destabilizza.

Per questo, quando sono a letto con qualcuno che non tenga su i calzini, quello che faccio è evitare scrupolosamente che il mio occhio scenda oltre la caviglia. Il piede (vai a capire perché) è uno dei grandi classici del feticismo, sia etero che omosessuale, ma che dire, quando mi capitano profili in cui leggo "amante dei piedi", anche se a scriverlo fosse un modello di Andrew Christian (ammettiamo per un istante che mi abbia scritto) non riuscirei comunque a farci nulla (ovviamente dovete prendere questo passaggio come un paradosso: ovvio che ci andrei proponendo un compromesso bilaterale). Non so, ma l’idea che qualcuno che viene con me si concentri solo su una parte del mio corpo, considerando poco o niente il resto, mina profondamente la mia autostima.

Una volta mi capitò a tradimento di incontrare un feticista dei piedi. La cosa non era stata detta subito durante la chattata, particolare tralasciato insieme al fatto che fosse un prete (me ne accorsi non perché fosse venuto da me in abito talare ma perché aveva davvero la faccia da prete, parlava da prete ed era un ossesso a letto proprio come solo i sacerdoti sanno essere).

Aveva iniziato bene baciandomi il collo, il petto, la pancia. Poi però era sceso giù, spedito come un Freccia Rossa, facendo capolinea sui miei piedi. Beh, qualche secondo posso anche tollerarlo sebbene mi fossi subito irrigidito, come corpo morto sul letto, senza neppure avere una grande visuale di quello che stava succedendo al piano di sotto, ritorto com’era a baciare i miei piedi come un devoto con quelli della statuina del Bambinello la notte di Natale. Comunque, passa un minuto. Ne passano due. Al terzo gli chiedo: "ma per caso sei un feticista dei piedi (oltre che un prete)?". "Sì, un pochino". Alla faccia! Se lo fosse stato "molto" che avrebbe fatto? Me li avrebbe amputati e se li sarebbe fatti mettere sotto formalina per farne un centrotavola?

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Ad ogni modo, vuoi la cortesia per l’ospite, vuoi che i miei tentativi di spostare la sua attenzione anche sul resto erano del tutto vani (ci riuscivo per qualche secondo ma poi riprecipitava giù) alla fine mi rassegnai accendendo la televisione e aspettando che lui mi finisse la lavanda pasquale dei piedi dopo di che, senza neppure preoccuparsi se mi fosse piaciuto o meno, raccolse le sue cose e se ne tornò, credo, in convento.

Insomma, per quanto mi riguarda, il piede è qualcosa che sta bene lì dove la natura lo ha giustamente relegato: il più lontano dalla mia vista, e quando sento le donne dare piuttosto molta importanza alle mani di un uomo io le capisco e condivido perché, diciamocelo, si tratta in questo caso di arti "nobili". Con queste infatti si suona, si accarezza, si scrive, si porta il cibo alla bocca. Ma i piedi sono poco più che dei mezzi di locomozione, buoni al massimo per pigiare i pedali di un’auto o dare calci a un pallone, cose che, sarà un caso, sono altri due grandi feticci della stragrande percentuale di maschi.

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