GUINZAGLIO LUNGO O CORTO?

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Coppie aperte, fedeltà, tradimenti di nascosto: una vera polveriera, ma ognuno sembra possedere la soluzione. Salvo poi non applicarla al proprio caso…

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Aprendo il cuore a una confessione sincera, qualche settimana fa, temevo che non tutti avrebbero gradito tanta franchezza. Pensavo che qualcuno potesse fraintendermi e spostare l’attenzione dal tema generale del tradimento alla mia storia personale, magari per biasimarmi. Invece, come potete constatare anche sul forum, è stato un trionfo di sorprese, con fertili scambi di opinione e non poca solidarietà, sia come scrittore – e non la merito – che come uomo – e quella non si nega a nessuno. In particolare da parte di due presunti Luca, dotati entrambi di spiccata capacità di sintesi:

«Stronzo!»

e:

«Povero chi ti trova…»

Con quest’ultimo ci siamo scritti alcune mail: l’ultima sua appare decisamente più ariosa e meno aggressiva, le distanze si sono accorciate fino all’«Io e te lo stesso pensiero», almeno sul seguente passaggio: «Credo che ogni coppia sia un microcosmo a sé stante, con regole e movimenti propri e tra queste regole ci sta anche quella dell’infedeltà intesa come due persone che di comune accordo decidono di concedersi – pur rimanendo insieme – a terze persone. Ma è appunto il comune accordo che fa la differenza. Un discorso è essere concordi su come deve funzionare la coppia (e lì ognuno è libero di viversela come meglio crede…molte coppie di miei amici la vivono così) un conto è dettare delle regole che la controparte, magari per amore, accetta suo malgrado. Non esiste la ricetta giusta per tutti, l’importante è però che la ricetta funzioni almeno per quelle due persone».

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Un tal Giano attribuiva invece alla solitudine, «il male più contaggioso –potenza della tastiera che con un involontario errore di battitura rafforza un concetto così pregnante – e mortale di questo ultimo secolo», la mia storia col povero milanese, «un ragazzo che accetta di essere tradito e si umilia, sognando una coppia carina, felice, che si tiene mano nella mano solo perché ha troppa pauraiI fatto di sentirsi fidanzato fa sentire meno solo, ma non appagato tanto da dover cercare altrove per seguire il suo sogno per la paura di restare solo». Secondo lui io sarei uno «che non prova nulla per quel ragazzo ma che il fatto di sentirsi fidanzato fa sentire meno solo, ma non appagato tanto da dover cercare altrove. Triste tutto troppo triste.» Meno sconfortato chi, rivelandosi «quasi sempre single», rifiuta sia «la fedeltà a tutti i costi, magari buttandosi sugli accessori casalinghi, sulle uscite di coppia…soprattutto sacrificando la vitalità, mettendo su peso, lasciandosi andare», sia la «coppia aperta…tradimento stabilito e controllato, col rischio di diventare un po’ squallidi», che pure il «si fa ma non si dice, il modello più in voga». Insomma, meglio soli.

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