I falsi belloni da chat alla prova dell’incontro dal vivo

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L'invio di foto false via chat è un uso tanto comune quanto fastidioso. Volete evitare di imbattervi in gente in cerca di finto erotismo virtuale? Ecco il trucco...

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In genere quando incontro qualcuno conosciuto su internet le prime cose che mi sento dire sono: “ti facevo più alto” (merito di una figura particolarmente proporzionata ma ancora di più dell’obiettivo posto in una buca scavata 2 metri sotto il livello stradale) e: “dal vivo sei diverso”.

Ora questa considerazione apre sempre la strada a un paio di scenari molto differenti tra di loro:

1-  “sei diverso dalla foto”, quindi non mi piaci (“e se mi spiccio riesco a prendere la metro in tempo per andare al cinema al terzo spettacolo”);

2-  “sei diverso dalla foto” ovvero: sei più carino dal vivo (“mi andrà a male la carne che ho tirato fuori a scongelare per la cena ma

non fa niente”).

Rimango sempre comunque contrariato quando qualcuno trova invece che non sia “come da foto” perché io dell’onestà in chat ne faccio quasi una questione morale.

Ne mando quindi quante più possibile proprio per dare un’idea precisa di come sono fatto, motivo per cui ne ho un caricatore che supera di gran lunga quello di un qualsiasi matrimonio napoletano (provini e scarti compresi). Per amor di chiarezza poi non uso filtri, correttori o occhiali scuri. Evito accuratamente pose da tigressa del ribaltabile, da macho di borgata, da finto sorpreso, da tavolino, da cono gelato, da brezza marina e tutte le altre che potrebbero insegnarti nei peggiori corsi di recitazione. I miei ritratti sono tutti più o meno neutri, statici, direi quasi ieratici. Come una locandina promozionale da discount, mostro solo il prodotto, il minimo necessario a dimostrare di avere due occhi, un naso, una bocca e un corpo non mutilato.

Il mio amico costumista quasi affermato, maestro indiscusso dell’abbinamento dei tessuti e padrone dei segreti di Photoshop è convinto che un “aiutino” estetico in questi casi possa sempre servire (e per “ino” solitamente intende l’ablazione di ogni segno del tempo sul viso arrivando a farti sembrare l’alieno che si vede sezionato nei documentari sull’area 51 trasmessi su Voyager) ma mi dico: “già al dunque mi fanno notare che per accendere l’interruttore della luce ho bisogno di una scala, già mi dicono che comunque “non sembro quello in foto”, mi ci manca solo che mi chiedano se i miei simili hanno intenzione di attaccare la terra con le loro astronavi.

Per questo non solo evito la post produzione, ma le ricambio costantemente per dare sempre un’immagine aggiornata del mio aspetto e trovo che sarebbe carino se anche gli altri facessero lo stesso, perché si rischiano momenti davvero imbarazzanti quando gli chiedi se la foto sia recente e l’altro fa anche il risentito nonostante ne abbia spedita una in cui ha una cinta El Charro che tiene su dei jeans corti al polpaccio ed è coperto da un piumino della Dolomite. Per poi non parlare dell’audacia degli spacciatori di foto altrui.

Una volta mi è capitato uno che mi aveva mandato la “sua” foto nudo, peccato che fosse quella di un attore porno, non particolarmente noto ma il meschino non sapeva di essersi imbattuto in un esperto da “Rischiatutto” sull’argomento (di loro so vita, morte, miracoli e persino la mappatura dei nei). Quando con garbo gli ho fatto presente che non era lui, indignato ha insistito e solo quando gli ho rigirato la stessa foto scaricata da internet, allora ha confessato aggiungendo: “sì, è vero non sono io, ma gli somiglio moltissimo!”. Il motivo della menzogna?

Personalmente credo che molti di loro vivano un erotismo che si ferma al virtuale, che non si spinge fino all’incontro reale e che gode dell’idea di far credere agli altri di essere chi non si è, in altre parole: un pipparolo. Ad ogni modo, per evitare questi e più spiacevoli “fraintendimenti”, ho deciso recentemente di mutuare un sistema perfetto che deriva dall’infallibile tradizione dell’anonima sequestri. Una tecnica tanto facile nella sua applicazione quanto efficace nei risultati, che mette a riparo da foto false, vecchie, taroccate, prese in prestito dai book della Elite Model: la foto con il giornale (attenzione: non un periodico perché in una settimana si vincono guerre, figuriamoci se non si cambiano ritratti somatici). E solo una volta ricevuta e controllata che la data sia quella del giorno (o al massimo di quello precedente) potrò procedere nella conversazione, certo di non essere incappato in un ennesimo ladro d’identità.

di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

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