I tanti perché di un magnetismo non controllabile

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Le coppie basate su una differenza anagrafica hanno diviso i lettori. Ma, tra scettici, cinici e romantici, non va sottovalutato l’elemento attrazione.

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Mail numero 1: “Trovo interessanti i tuoi articoli ma molto soggettivo il tuo parere. Io non vedo questa facilità nel formare una coppia di età diversa. Il mondo gay è concentrato tutto sull’estetica, i soldi e il successo. Io purtroppo non sono né bello né così interessante, ho 50 anni e gli unici che mi vengono dietro sono bimbe effeminate che cercano un papi coglione che gli paghi il conto. A 25 anni avevo un bel fisico ma non me la sono mai tirata. Oggi se hai 50 anni sei vecchio…”

Mail numero 2: “Una persona matura, oltre magari al fascino di una pelle giovane e fresca, sceglie come compagno (non sto ad analizzare i semplici incontri di sesso) un uomo più giovane perché mentalmente c’è più affinità. Capita spesso infatti, almeno a me, di incontrare dei 50enni con la testa totalmente tra le nuvole, accompagnati da giovanotti di 30 anni che invece hanno bene i piedi per terra. Nel mondo gay l’adolescenza in genere regna per sempre e si può provare trasporto e sintonia con qualcuno che magari ha la metà dei nostri anni. Dall’affinità mentale nasce anche un certo appeal sessuale che rende più distese le pelli corrugate dagli anni e più sodi i glutei ormai cadenti. Almeno agli occhi del giovanotto innamorato di turno…”

Delle due l’una: le coppie ‘miste’ esistono oppure no. E quando dico esistono non intendo che ne basta almeno una ma se è o meno un fenomeno diffuso: dieci, quindici, venti ma anche trenta o quaranta anni di differenza tra due persone impegnate in una relazione vera. E quando dico vera mi rivolgo a chi nel forum tende a giudicare per tutti (come quei poliziotti che arrestano un ragazzo solo perché, essendo vestito da donna, deve per forza essere un prostituto). Ma nel forum l’argomento ha stimolato anche commenti più interessanti, per quanto anch’essi discordi:

Post numero 1: “Se nascono sentimenti fra persone non penso che si soppesi così tanto l’età. Altrimenti è meglio non iniziare il rapporto ed evitare di farsi tutte queste domande. Il discorso è fra persone mature…con esigenze diverse. Ma questo può succedere anche se entrambi dovessero essere dei 25enni. Io sono stato sempre attratto da maschi molto più grandi di me… ma ho avuto anche delle storie con uomini vicini alla mia età. Non esiste una regola ferrea nei sentimenti”.

Post numero 2: “Ho avuto l’impressione che tutti quelli che avevano ragazzi più giovani erano sicuramente meglio posizionati socialmente ed economicamente. Ci saranno senz’altro anche ragazzi attratti dai daddy in quanto tali, ma personalmente, non ho mai conosciuto ne sentito parlare di un giovane, magari benestante, che abbia perso la testa (o addirittura mantenesse) uno più maturo che campava con la pensione minima. Sarebbe bello se almeno noi gay ci distinguessimo su questo dagli etero”.

Un’opinione forte, non necessariamente condivisibile ma pur sempre interessante, come nota, sempre sul forum, Almadell, che concorda sul paragone cogli etero (“nessuna fanciulla si accompagnerebbe a un uomo attempato che non sia benestante”) e sull’elemento attrazione fisica (“se soltanto la posizione sociale contasse non si troverebbero ragazzi in cerca di maturi nelle saune”), ma poi azzarda una interessante teoria sul fascino: “posizione sociale per un gay non sono soltanto i soldi; un muratore, un insegnante o un poliziotto esercitano un’attrattiva sociale indipendente dallo stipendio; non mi stupirebbe se un carabiniere in pensione fosse considerato più attraente di un famoso parrucchiere”.

Se il carabiniere in pensione possa essere eccitante non lo so, ma immagino che almeno un presidente del consiglio, per quanto ultrasettantenne, potrebbe attirare donne più giovani senza per forza concordare un prezzo. Per cui non vedo perché noi gay non dovremmo essere liberi di fare lo stesso, provando piacere con una persona tanto più grande di noi, senza per forza considerarla un bancomat, solo perché affascinati sinceramente dal suo aspetto fisico oppure dalla sua personalità. Facendo magari attenzione, al contrario di talune alte cariche dello Stato eternamente arzille, ad usare (sempre) il profilattico.

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Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista "dall’interno", e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull’universo familiare di gay, lesbiche e trans.

Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.Per scrivere a Flavio Mazzini clicca qui

 

di Flavio Mazzini

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