Il GAYVN Award segna la svolta del porno gay

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L'oscar delle pellicole hard gay promuove le storie più curate nella trama, nella fotografia e nell'interpretazione. E avanza il genere "muscle bear".

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In Italia l’espansione di internet ha coinciso con la progressiva scomparsa della pornografia gay (che pure non era mai stata presente capillarmente) dalle edicole italiane, che dalla seconda metà degli anni 80 alla fine degli anni 90 avevano rappresentato una sorta di baluardo per l’appagamento del desiderio omosessuale. Escludendo le grandi aree metropolitane, infatti, nel 90% del nostro paese le edicole (e non i sexy-shop, molto rari e costosi, ma anche estremamente eterocentrici) avevano offerto le prime occasioni per confrontarsi con le proprie pulsioni a generazioni di omosessuali alle prime armi, che dopo aver preso coscienza dei propri desideri hanno fatto il loro primo coming-out (per quanto simbolico) proprio con qualche anonimo edicolante. 

Oggi, grazie al web, la pornografia gay non è mai stata così fruibile ma, paradossalmente – non essendo più mediata culturalmente e potendo essere vissuta in modo totalmente privato – per la comunità gay italiana ha perso il suo valore simbolico e ha assunto una dimensione quasi astratta. Negli USA, dove invece la pornografia è stata parte integrante del processo di emancipazione della comunità omosessuale, e dove tutt’ora è considerata un baluardo della libertà di espressione e dell’autodeterminazione sessuale il discorso è diverso. Anche per questo, al di là dei fini prettamente commerciali e pubblicitari, i vari Awards che coinvolgono l’industria del porno (o porn-biz) gay, vengono seguiti con uno spirito del tutto particolare dalla locale comunità gay. Oltretutto l’associazione di idee con la prostituzione, che a quanto pare scandalizza molto i gay italiani, non rappresenta una discriminante, tant’è che quest’anno, il 20 marzo a New York, si è tenuta anche la terza edizione degli Escort Awards. Per la cronaca: il miglior escort americano dell’anno, votato tramite internet, è stato tale Jonh Pich (che nonostante il nome è di origine mediorientale), ma le categorie da votare erano ben 17 (dal miglior massaggiatore al miglior debuttante). 

In ogni caso l’evento clou della stagione si è tenuto lo scorso week-end a San Francisco: si è trattato dei Gayvn Awards, una vera e propria istituzione per il porn-biz gay mondiale. Com’era prevedibile il primato dei premi è andato alla Raging Stallion, che se ne è portati a casa ben 16 (di cui 13 solo per il suo osannatissimo titolo To The Last Man), e questo conferma la tendenza degli ultimi anni: ovvero che i video porno che vanno per la maggiore sono quelli con una trama solida, una fotografia ricercata e con una certa resa interpretativa dei performers, ma conferma anche che il modello muscle bear sta soppiantando gradualmente il classico palestrato glabro e sbarbato. Nei Gayvn Awards, che si sono celebrati nel centralissimo Castro Theatre, le categorie di quest’anno sono state ben 54! Fra le più curiose segnaliamo quella per la miglior sex-comedy (vinta da Paging Dr. Finger) e quella per la miglior performance non sessuale in un video (vinta dalla drag Lady Bunny).

 

Il miglior performer dell’anno è stato il tatuatissimo Logan McCree, mentre il miglior interprete (ebbene sì! Ai Gayvn awards viene premiata anche la recitazione!) è stato Ricky Sinz. Forse vi farà piacere sapere che il premio per il miglior film girato fuori dagli USA è andato a Italians and Other Stranger, prodotto e diretto dal nostrano Lucas Kazan, che ha portato così una fettina d’Italia sul palco della manifestazione: infatti il video è stato girato interamente in Puglia, e con diversi performers italiani d.o.c. Peccato che nel frattempo nel nostro paese l’atmosfera che si respira, fra omofobia e delegittimazione della causa gay, non sia esattamente leggera e spensierata come quella di un film porno.

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di Valeriano Elfodiluce

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