Il sesso e i preti: riflessioni di Natale

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Alcuni lettori raccontano la propria esperienza sui sacerdoti e il sesso. Un giovanissimo invece è preoccupato di aver contratto qualche malattia.

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L’approssimarsi delle feste, la fine di un anno e l’inizio di un altro impone in un certo senso qualche riflessione, perfino all’interno di una rubrica spesso molto leggera come questa. Ho pensato di non essere il solo a farle e, tornando su argomenti trattati di recente, mi è sembrato opportuno dare spazio alle mail che mi sono giunte dai lettori. Anche se ci dovessero far guardare con un pizzico di sospetto chi celebrerà le varie messe di mezzanotte, spero di non offendere i (tanti) gay credenti.

Molto curioso il racconto di Federico, che rivela: “Nel mondo ecclesiastico si conduce una vita come fuori dalla chiesa! Il sacerdote del mio paese all’Isola d’Elba è praticamente bisex! Frequenta donne, ma soprattutto ragazzi, e si da molto da fare! Perché non ne frequenta uno solo… ma ne ha diversi! Frequenta locali, va a ballare, fa una vita molto lussuosa… Quando viene a benedire le casa ha i jeans tutti consumati e strappati alla moda, camicia aperta x far vedere il petto villoso, anche se ha la stola al collo. Per la chiesa fa molto ed è impeccabile, ma ha una vita sentimentale molto movimentata…”

Anche secondo Andrea “Moltissimi ecclesiastici sono omosessuali, lo so per esperienza diretta. Ahimè, credo che ancora oggi farsi prete sia un modo per molti omosessuali di trovare un posto dignitoso ed influente nella società. Puoi non avere una donna e non essere solo un frocio. Certo il prezzo da pagare e la rinuncia alla propria sessualità, ma per 1,2,3, 4…mila scappatelle vuoi che il Padreterno non chiuda un occhio?”

‘Tapreda’ invece si rammarica di non aver “mai avuto incontri così intriganti con ecclesiastici. Ricordo di aver fuggito da adolescente un prete anziano che mi carezzava e faceva discorsi allusivi. Quanto me ne sono pentito una volta adulto e conscio della mia vera natura! Sarà per questo che poi non ne ho più incontrati? ^_^”.

Di tutt’altro genere la lettera di Daniele in risposta all’articolo sull’Aids, cui ho già risposto privatamente salvo poi vedermi tornare indietro la mail. Nel dubbio che si trattasse di un errore e non di uno scherzo, ho deciso di riportarla: se non per lui, spero serva a tanti giovani (e non solo), stupidamente paralizzati dalla preoccupazione.

“Ho 18 anni, sono gay e la mia famiglia lo sa, tranne mio padre. L’articolo mi ha colpito molto. In passato ho avuto due fidanzati. Il primo da quando frequentavo la quinta elementare fino al secondo superiore. I nostri rapporti sessuali nn conoscevano precauzioni. Il secondo fidanzato aveva avuto altri rapporti prima di me e con lui, anche se solo poche volte, ho fatto sesso senza precauzioni, poiché mi rassicurava dicendo che per il suo mestiere (il militare), era sotto controllo riguardo eventuali malattie. Oggi ho una grande paura di aver potuto prendere qualche malattia, nn riesco a nominare neanche il nome! Nn so che fare nn riesco neanche a parlare con il mio medico curante,vorrei fare il test ma il solo pensiero mi preoccupa, ho paura che risulti positivo…”.

Caro Daniele, non sono un medico e posso dare solo consigli dettati dal buon senso, ma la cosa più sciocca è farsi prendere dal panico. Le precauzioni si prendono prima, dopo è inutile. Come è inutile lamentarsi: le colpe sono solo nostre, sia per i rischi corsi (grandi o piccoli che siano), sia per i troppi problemi che ci facciamo senza cercare reali (e logiche) soluzioni.

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E’ sciocco non fare il test perché se ne ha paura: le malattie sono tante e diffuse ma la maggior parte sono guaribili oppure si riescono a tenere sotto controllo. 

Meglio scoprirlo subito in modo da effettuare la cura adatta, se necessario, oppure smetterla con le paranoie. Le analisi sono semplici e il test dell’Hiv è gratuito in molte strutture pubbliche, non occorre nemmeno parlarne al proprio medico. Ma se si ha confidenza con lui, meglio fare un tentativo. Non tutti sono gentili, aperti di vedute e nemmeno per forza dei luminari, però è meglio affidarsi a loro che sbattere la testa contro il muro. Buon Natale a te e a tutti i lettori, credenti e non.

Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista "dall’interno", e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull’universo familiare di gay, lesbiche e trans.

Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.

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