JUST ENOUGH GAY: E’ L’UOMO DEL 3000

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L'uomo del terzo millennio vince come seduttore se riesce ad essere così, appena un pizzico gay, quel tanto che non guasta, come una spezia che dà sapore a...

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Quanto mi piacciono i sevizi sulle sfilate della moda-uomo per l’ inverno 2002!

Sul Tg3 poi la Cancellieri ne fa un resoconto sensuale ed ammiccante, con l’occhio che le brilla di voglia e la voce maliziosa, e quindi, appena si vedono i ragazzi sfilare, io sono già ben disposta per non dire eccitata e me li divoro con gli occhi. Peccato che te li facciano vedere pochi istanti e poi torna subito lei, la vamp imprigionata in un corpo di giornalista, a prometterti un paradiso di delizie che potrai gustare per un nanosecondo.

Anche se quest’anno sono diminuite le ambiguità e le provocazioni delle collezioni dello scorso anno, e sono riapparsi quei simboli dell’eleganza maschile, ormai latitanti dalle passerelle da parecchi anni( cravatta, gilet,camicia tradizionale, giacca classica), non sono mancate deliziose civetterie dandy. Dettagli provocatori, make -up lunari immaginifichi e futuribili, con platino e paillettes sparse ad arte sul viso, pellicciotte di colori improbabili un po’ da checca in cerca di farsi notare, camicie coloratissime e attillate , spaccature strategiche molto " vera diva". Vivienne Westwood si è ispirata agli abiti degli anni 20 degli universitari di Oxford, stravolgendoli completamente con tagli esagerati e dettagli sconcertanti come il cappuccio di cigno nero, il kilt di pizzo bianco o improbabili colli di pelliccia dai colori pastello. Il tutto esibito da splendidi ragazzi dagli sguardi promettenti e i corpi efebici (oppure mediamente e garbatamente muscolosi),con i capelli lunghissimi e di un luminoso biondo platino che avrebbe fatto invidia a Marilyn, , gonfiati da morbide cotonature e onde che sicuramente richiedono alcune ore di phon .

RoccoBarocco azzarda una fusione tra nobiltà e musica rock, tra la sartorialità very british del principe Carlo e l’appeal iperprovocatorio dei gruppi rock più estremi, mentre i modelli di Versace sono fra i più belli , con la pelle appena biscottata, giubbetti serissimi di pelle color cioccolato fondente e tanta maglina metallica con l’abbagliante effetto -colata d’oro sulla pelle, che fa tanto discoteca gay al sabato sera, confusione di corpi e nebbia impalpabile di borotalco. L’uomo quindi, anche nel 2002, promette di tirare fuori, quando ne ha voglia, tutta la sua femminilità, la sua voglia di essere preda, la sua androginia. Poi può anche proporsi come manager serissimo, ma ecco i dettagli pronti a tradirlo, un visone qua, un tocco di rosa là, e scusate la mia mente perversa ma gli immagino subito sotto uno slippino leopardato o magari un perizoma che segna un culetto ben modellato.

Mi piace questo maschio, mi piace tanto, e le sfilate , pur con le inevitabili esagerazioni, ce ne fanno un ritratto che le statistiche ci confermano veritiero: edonista, attentissimo alla cura del corpo( chi non ha in mente Sergio del Grande Fratello, forse il più bello di tutti, che si fa la ceretta ), con la voglia di non ricacciare indietro la sua femminilità riscoperta. Sente di poter sedurre a 360 gradi.

Un maschio che piace sia agli uomini che alle donne e ne è profondamente fiero. Anzi le donne vanno anche oltre. Ne conosco moltissime, etero, che per il depilato impazziscono, che trovano estremamente sexy accarezzare un torace dove si sentono i peletti che stanno appena ricrescendo dopo una accurata rasatura, mentre un mio amico gay mi ha detto che lui è per il naturale: o naturalmente peloso( meglio) o naturalmente glabro(peggio, ma ok lo stesso) e se si trova di fronte un accenno di depilazione preferisce rinunciare. E dice che in una gay chat ha discusso di questo e molti si sono trovati d’accordo con lui.

Ma le donne lo vogliono proprio esagerato questo maschio del 3000, magari immaginano di scambiarsi i vestiti, di passare ore con lui al reparto profumeria a scegliere deodoranti, profumi e saponi, e si vedono la sera, di fronte a un buon film, a farsi colare reciprocamente la ceretta, prima uno e poi l’altra. Certo, ci sono ancora quelle che stravedono solo per il macho palestrato e un po’ bullo, quello da tacche sulla pistola un po’ alla John Wayne, eterissimo e fiero di esserlo.( e anche molti gay hanno queste preferenze) Qui stiamo parlando solo di una tendenza, che però si sta diffondendo e merita di essere monitorata , osservata con attenzione. Una tendenza ben visibile nelle sfilate, appunto, sui giornali, in tivù, nella pubblicità e anche al cinema.

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I belli del grande schermo che vanno per la maggiore, hanno tutti un pizzico di ambiguità, o nell’aspetto, o in certi gossip spesso molto insistenti che circolano sul loro conto. Penso a Banderas, a tutte le allusioni sulla sua omosessualità, (un giornale ha perfino rispolverato delle sue vecchie fotografie truccato da donna), a Keanu Reeves, bellissimo, dannatissimo, scanzonato, che, dicono i boatos, si è perfino sposato secondo un rito particolare, con un produttore, un signore di bell’aspetto di qualche anno più anziano di lui. E poi Clooney, Tom Cruise, e tanti altri. Sembra quasi che più si vocifera sulla loro omo o bisessualità, più la loro fama da sex symbols si rafforza.

E l’America naturalmente a questa tendenza ha già dato una definizione: just enough gay. L’uomo del terzo millennio vince come seduttore se riesce ad essere così, appena un pizzico gay, giusto un pochino, quel tanto che non guasta, come una spezia che dà sapore a un piatto già prelibato.

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