LA DIMENSIONE CONTA. MA QUANTO?

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E' l'ossessione del sesso gay. "Il mio sarà abbastanza grosso?". Ma è vero che un pene imponente fa godere di più? O non sarà che crea parecchi problemi?...

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Quasi tutti si ricordano di quel demenziale remake di Godzilla i cui manifestano recavano la scritta “Size matters” ovvero “La dimensione conta”. Molti di noi potevano solo annuire in segno di assenso. Perché tra i gay nessun argomento è più ossessivo delle dimensioni di quel piccolo mostro che portiamo tra le gambe. Ma la domanda che ci facciamo è: “Quanto è adeguato il mio affare?”.

La scienza, sempre pronta a tendere una mano, ha sviluppato ricerche impegnative. Lo studio del Kinsey Institute sui ragazzi americani in età universitaria resta uno standard. In quello studio, l’80 percento dei peni in erezione misurava tra 13 e 18 centimetri, e la maggior parte stava tra i 15 e i 16,5. Le amanti della dimensione siano avvertite: a dispetto di ciò che potete leggere negli annunci personali, meno dell’1% delle erezioni misurate da Kinsey superava i 20 centimetri, e la possibilità di trovare un vero nerbo da 23 centimetri erano di una su mille.

Uno studio più piccolo e più recente della Università di San Francisco in California ha creato scompiglio tra i piselli più piccoli, asserendo che la media della erezioni misura un po’ più di 13 centimetri. Questo potrebbe essere imputato alla composizione dei gruppi di studio: sembra che la razza faccia effettivamente la differenza, anche se non tanto quanto la leggenda vorrebbe indicare. E’ cioè vero che, in media, gli uomini di colore hanno affari un tantino più grandi e che gli asiatici ce li hanno un pochino più piccoli, ma c’è tantissima sovrapposizione: un thailandese può tranquillamente avere un serpentone più grosso di un Rasta giamaicano.

In un mondo perfetto, ci dovrebbe essere uno standard applicabile a livello internazionale per misurare il membro maschile. Gli scienziati e i giovani coscienziosi lo fanno partendo dall’osso pubico e su su fino alla punta. Ma alcuni ragazzi sembra che lo misurino dal di sotto, aggiungendo così un paio di centimetri buoni, o anche tre. Siamo tutti umani, e tendiamo a esagerare se pensiamo di poterla fare franca. Ma perché fare tanta confusione?

Anche se il senso comune dice “non conta la quantità, ma come lo usi”, molti di noi nel profondo del nostro cuore non ci credono. Perciò che ne dite, piselloni alla Godzilla? La dimensione conta?

Se parliamo di funzione, non di forma, la dimensione può non essere la cosa più importante da prendere in considerazione. Dio nella sua infinita saggezza ci ha dato bocche di dimensioni differenti e riflessi al rigurgito assolutamente variabili; il membro che per un uomo è adatto all’ingoio profondo per un altro è tale da farlo urlare “fermati o vomito!”. E alcuni culetti possono accogliere visitatori più ingombranti di altri. Certo, venire impalato da un cosone effettivamente fornisce a molti passivi una quantità extra di piacere. Le aste più lunghe possono più facilmente entrare in contatto con la prostata, la piccola ghiandola che, opportunamente stimolata, porta molti di noi a godere così intensamente. Ma anche un pisellino può scovare la prostata, se utilizzato nella giusta posizione.

Il problema vero sta nella tirannia della dimensione. E’ vergognoso che i nostri batacchi siano così direttamente collegati alla nostra autostima. Non tutti vantano un transatlantico tra le gambe. Alcuni navigano perfettamente con il loro cabinato, e persino una piccola barchetta può condurci con eleganza dove desideriamo. Cosa c’è di sbagliato in un’attrezzatura più piccola?

Il mio amico Thom che ha davvero un uccello da paura, si lamenta, crediateci o no. «I ragazzi mi guardano e vedono solo il mio coso – dice – Si complimentano con me su qualcosa che io non ho fatto niente per avere. Non dicono niente sulla forma del mio corpo. Sul mio carattere. Se sono bravo a letto». Ora, alcuni di noi pagherebbero per avere il “problema” di Thom (un problema da oltre 20 centimetri). Ma non possiamo negare che lui ne soffra.

C’è un vecchio cliché, assolutamente non confermato dalla scienza, secondo cui chi ha il naso lungo ha anche un grosso uccello. Ma allora perché la gente si sottopone a chirurgia estetica per farsi ridurre il naso e non l’uccello?

E’ un grande mistero.

di Simon Shephard – Gay.com UK

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