LA DOPPIA VITA

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Da un lato moglie e figli. Dall'altro sesso con gli uomini. E se c'è l'amore, è peggio.

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Ci sono uomini condannati a una continua messinscena. Attori e registi della propria vita, hanno deciso che l’unico modo per viverla senza negarsi nulla è averne due. E così hanno comprato un secondo telefonino( o una seconda sim card, dipende dai casi), hanno riesumato il mestiere che volevano fare da bambini, hanno cambiato il nome, radicalmente o storpiando appena quello di battesimo. Tanto, in un epoca di alias e di nick, non è poi così importante. Sono in tanti. Fanno mestieri importanti, o lavori qualsiasi. Li incontri in autobus, o nelle loro belle case, con mogli affettuose e domestiche, bambini, ragazzi già grandi, compagne ormai lontane incapaci di reinventare momenti di tenerezza condivisa. La seconda vita è per la loro parte omosessuale. Prepotente, fortissima in alcuni casi, in altri solo esplorativa. Ma impossibile da ammettere apertamente. Capace di mettere a repentaglio troppe cose, troppe equilibri. Sono gli "etero sdoppiati".

Spesso vivono solo piccole storie , fugaci incontri, il problema è quando si innamorano, quando trovano il perfetto partner sessuale, il complice, l’amico. Incontrato in un posto qualsiasi, non importa. In un locale, con un annuncio, in un cinema o in un parcheggio. Allora la doppia vita deve arricchirsi di dettagli, diventa faticosa, complessa, e sempre più necessaria. Ne conosco molti, uno passa ogni settimana serate fatte di tenerezza e di cose forti che accadono nell’oscurità di una dark room o sbiadite dagli schizzi dell’idromassaggio dentro la sauna. Lo lascia e il suo odore gli rimane addosso, come il piacere e la leggerezza. Gli da appuntamento la settimana dopo. Rigoroso. Non ammette sbavature. Metodico, preciso. Lo stesso giorno, la stessa ora. Serate di racconti e passioni. Gli occhi che si incontrano, lui arrossisce come un adolescente nonostante le mani e le bocche che hanno lavorato sui corpi. Sugli abiti di lui, odore di Africa o di Asia, il gusto del mare, dei viaggi. Racconti di traversate di fortuna, di momenti difficili. Un uomo da ascoltare, fra il brillare di luci profumate di talco di un gay bar neanche troppo affollato. Qualche week end rubato agli impegni, montagne di bugie. Una guida di tutti gli alberghi "friendly". Asciugarsi uno con l’altro fra ombra e sole. Persi nei pensieri e nei desideri. Incontri fugaci in un albergo un po’ defilato, un fine settimana in montagna in una piccola baita da ricordare, il biglietto nascosto in una tasca interna della giacca. Lui che chiede di più, che desidera la sua compagnia ma non puoi. Gli etero sdoppiati non possono mai darsi completamente. E se si innamorano davvero di un uomo, se vogliono tenerlo nonostante tutto nella loro vita, devono tirare fuori il meglio del loro repertorio. Sono molto impegnati, non vogliono una storia seria, hanno una mamma vedova e possessiva, molto da fare. Un orlato di cose sparse, e la realtà che si nasconde fra le righe, nelle pieghe. Un numero di telefono, il secondo." Se lo trovi chiuso, lascia un messaggio, ti richiamo io" I suoi sms li leggono ogni mattina appena usciti di casa, tremando. Sono teneri, infantili. Parlano del peluche che gli hanno regalato:" Mi fa compagnia" O di quel ristorante, dove ha mangiato tanto bene . Loro fanno una vita mondana, lui , quel lui che ha portato scompiglio nella loro ordinata schizofrenia, non è abituato, conosceva pizzerie di periferia, paninoteche dalla musica a tutto volume. Durante gli incontri sono felici di farlo stare bene. Aspettano il giorno dell’ incontro, rigorosamente lo stesso, quel del poker, della cena col vicepresidente, della riunione che dura fino a tardi, della birra col compagno di scuola, con ansia e apprensione.

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"Che lavoro fai?"
"Il ricercatore, il professore, l’impiegato"

Non raccontare niente delle proprie giornate, quelle vere. Qualche accenno fugace, quelli non compromettenti. " Ho incontrato due clienti importanti" "Lavoro fuori città" .Lui ha il mare negli occhi e il solo desiderio di incollare ancora il suo sesso contro il ventre di quell’uomo che crede di conoscere, di cui conosce solo un nome e pochi dettagli, di cui ha un numero di cellulare sempre chiuso. Gli etero sdoppiati hanno gli occhi sfigurati dalle bugie, spesso tengono la testa bassa , ma sanno che non possono fare altrimenti. Sono padri modello sempre alle riunioni dei genitori, sempre a prenderli quando gli impegni lo consentono. Fuori dalla scuola, con la macchina sportiva. Gay? Chi lo direbbe mai? Un lavoro da dirigente. Battute da vero macho coi colleghi, pettegolezzi beceri sui "froci". Si prestano, si fanno schifo ma non possono destare alcun dubbio, è la vita numero uno, e la maschera deve aderire perfettamente. Inossidabile. Molti impegni fuori, molti week end da trascorrere in altre città. La moglie tranquilla, nel caldo benessere della sua villa. Quando ci sono, sono i più solleciti, i migliori . Accarezzano i figli con calore pensando a come cresceranno , a cosa faranno, pensando se vivranno anche loro la stessa dannazione… In realtà hanno lui nella testa, il suo corpo, quegli incontri. Pensandolo sentono chiudersi la bocca dello stomaco, sentono che il nome di quell’uomo, magari straniero o inusuale, fa rima con felicità. Quando la moglie non c’è trangugiano whisky direttamente dalla bottiglia, per non provare quella mutilazione, per tenerla a bada. Infilano la seconda sim card, mandano un sms chiusi in bagno e per la prima volta usano la ricevuta di ritorno come fanno i ragazzi. Lui lo legge subito, risponde, ma si può continuare, qualcuno è entrato, i bambini chiamano. Si fa sparire la sim card, si rimette il numero ufficiale, quello della vita "giusta". Ma aspettando il martedì o il giovedì per incontrarlo. Tutto il resto è come sbiadito, avvolto da una polvere bianca e leggera. Gay repressi e pavidi. Gay che possono esserlo solo tagliandosi a metà. A volte addormentandosi sentono le lacrime che colano lungo le guance, pensano ai suoi racconti freschi come le spiagge nelle sere d’estate. Alle sue mani capaci di toccare come mai nessuno era stato capace, con delicatezza e sapienza.

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