LE AMICIZIE PROFANE

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Rapporti che nascono nell'infanzia o nell'adolescenza, tra affetti e sopite sensualità.

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Un’amicizia profana è un rapporto eletto fra due uomini. Una complicità incarnata nella somiglianza, un luccichio di promesse e poi il nudo predominio del mondo emozionale, reazioni falliche inaspettate e risate e scoperte senza la paura omicida del mondo attorno, con le sue regole e le sue sfilacciature. "E mi fece uno dei suoi sorrisi privi di allegria ma generosi ed eleganti.

Una persona forte, uno che sorride così. Questi erano i veri presupposti di un’amicizia profana"

Nasce nell’infanzia, nel periodo della scuola, e spesso dura una vita. La sperimentano quasi tutti, compresi gli eterosessuali. E’ un privilegio, un rapporto speciale, e spesso sono proprio i ricordi dell’infanzia, velati di sottili allusioni e di latenze sessuali, a suscitare la più grande emozione. "Dov’è il tuo amico? – mi chiedeva la gente quando mi vedeva – Com’è che sei solo? La tazza senza il piattino?"

Si sta sempre insieme con un senso di onnipotenza ostinata, con la percezione di un potere assoluto che rende autonomi dalla realtà. Il tempo presente si vive come stratificato, sovrapposto, ricchissimo di sensazioni desiderabili. Come nell’antica Grecia, come fra sodali. Con l’amico, sparisce il senso di solitudine e di isolamento che a volte accompagna i momenti della crescita e poi i passi ulteriori nella vita. In alcuni casi si fanno conquiste insieme, ma il rapporto resta esclusivo.

"Posso ancora resuscitare i sentimenti di allora, l’interesse disperato, o felice, o inebriante: e poi, l’indifferenza, o un attaccamento minore."

Passioni sportive o musicali condivise, pericoli e paure affrontate guardandosi e aspettandosi tutto, il mondo regalato, offerto in un palmo di mano.

Si spiano i reciproci mutamenti nel corpo, nello sguardo, nel viso. E i mutamenti provocano desideri, che spesso non si riconoscono, non si lasciano affiorare.

"Che io sapessi non lo sognavo, né lo desideravo. Ma se fosse stato possibile scorticarlo, scuoiarlo, e sostituirgli le ossa del cranio con una fronte di vetro in modo che potessi vedere le sue propensioni sessuali, conoscere i suoi veri ricordi rivelati … che mi avrebbero fatto capire qual era il suo mondo, e che cos’era il mondo, visto che lui ci era invischiato molto più di me, ebbene avrei visto realizzato uno dei miei più grandi desideri"

L’amicizia profana è una delle possibili sfumature dell’amore. Aspramente reale (capita di fare a botte, di strusciarsi addosso, e anche spesso) eppure quasi onirica.

"Che storpiatura è un momento d’amore… il passo zoppicante, quasi ridicolo, che uno ha con un’erezione, la romantica andatura dinoccolata, mascherata come a carnevale…. E qui nell’ombra c’è la nudità tutta tesa a far mostra di sé… finché dura questo sentimento è amore, non è vero?"

A volte il desiderio affiora violentemente, impossibile da frenare e l’amicizia profana si trasforma in una relazione. Altre volte la si colloca in un posto preciso e importante della propria vita, relegandola in una gabbia imposta dalla realtà. Ma l’amore è sempre in gioco, anche se non viene nominato.

Come sempre la sessualità è un fatto di scelte.

"Calò sopra di me, credo. Fece qualcosa di sessuale, o neanche tanto, con il cazzo. Non mi preoccupai. Sembrava una faccenda amichevole e modesta. E lui era lì"

Le citazioni sono tratte da un libro bellissimo e struggente di uno scrittore americano non molto conosciuto in Italia, Harold Brodkey, che si intitola appunto Amicizie Profane.

Racconta un rapporto di amicizia, speciale, morboso, perverso, che nasce fra due bambini americani, a Venezia, e dura tutta la vita. Nella splendida e macabra cornice veneziana, due ragazzini si conoscono e si scelgono, per sperimentare insieme quanto può essere dolorosa e fondamentale, la ricerca della vera natura dell’amore.

di Francesca Mazzucato

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