Più caldo, meno vestiti

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Col caldo l'abbigliamento si dirada e sembra di assistere a invasioni di bei ragazzi per le strade. In realtà c'erano anche prima che iniziasse il caldo. Ma c'è...

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Oggi e domani si vota per le Europee e io avrei voglia di gridare tutta la mia rabbia per come noi gay siamo stati trattati dalle istituzioni in questi anni. Ma non lo farò. Perché sotto il voto certe cose sono vietate, perché tutto sommato credo sia inutile e pure perché queste istituzioni forse ce le meritiamo. Vorrei sputare tutto il veleno che ho dentro ma poi mi ricordo che per fortuna questa è una rubrica di sesso e allora ne approfitto per rilassarmi e scrivere un pezzo il più disimpegnato possibile. Peraltro, sono quelli che in genere suscitano maggiori reazioni. Chissà perché.

Dunque. Non so se è una mia perversione voler sessualizzare sempre tutto, ma in questo periodo dell’anno ho la sensazione che i bei ragazzi si moltiplichino. Forse semplicemente perché, aumentando le temperature, proporzionalmente diminuisce l’abbigliamento e si possono notare centimetri di pelle generalmente censurati: braccia tornite, polpacci sodi, l’intera linea del collo e delle spalle, tonalità di colore più vivaci e, per i feticisti, caviglie e piedi finalmente visibili dal tallone all’alluce.

Non c’è che dire: tale spiegazione appare assai più ragionevole rispetto all’idea di catenacci sfilati dalle porte e migliaia di bei ragazzotti quindi liberi di invadere le strade. Eppure, qualche sera fa, in una zona caotica di Roma, io e un amico ci chiedevamo se, in coincidenza con quella della Repubblica, si celebrasse anche la festa dei cosiddetti "boni".

Tanti e tanti ci pareva di scorgere da ogni dove che non si poteva credere fosse la stessa città di qualche settimana prima. Sarà stato appunto il caldo o una pura coincidenza, magari l’orario adatto per i nostri gusti in fatto di uomini o forse eravamo così sereni da notare solo ciò che ci piaceva. Ma credo che anche un fatto ormonale non sia del tutto da escludere e sospetto che anche parecchi di voi in questo periodo dell’anno provino sensazioni simili. Anche se non tutti per gli stessi ragazzi.

Troppo facile e troppo banale, infatti, concentrarsi sempre sulle solite tipologie: pubblicità e mezzi di comunicazione impongono modelli reali ma non unici. È pleonastico aggiungere che grazie alla tecnologia (in particolare alla rete) i cultori di altri generi hanno potuto riconoscersi e associarsi, per scambiare opinioni e non sentirsi più delle mosche bianche. Anche se una lista esaustiva temo sia impossibile.

Qualcuno mi suggeriva il tipo intellettuale, un po’ sfigatello, con quell’immagine da "nerd" stile anni Ottanta che però non ha bisogno di emanciparsi e trasformarsi in cignone muscoloso, perché ha capito che c’è pure chi va matto per gli occhiali da vista e l’aria timida più che per le spalle larghe. Oppure il motociclista cinquantenne, in pelle e stivali anche d’estate, col barbone incolto e il sigaro in bocca anche al semaforo. O, ancora, l’uomo maturo, elegante e profumato da sembrare uscito da una foto d’epoca, di una raffinatezza impeccabile che non lascia trasparire eccessi virili ma nemmeno "cadute" da vecchia signora. E che il caldo e la voglia di tintarella convincono al massimo ad allentare la cravatta e tirar su le maniche della camicia.

Cliché, lo ammetto. Forse anche improbabili, anche se garantisco sono stati da me riscontrati personalmente in questo ultimo scorcio di primavera in cui nulla potrà cancellare dalla parte più remota del mio inconscio l’idea che siano stati aperti i cancelli che avevano rinchiuso i "boni". Mi piacerebbe individuare insieme a voi il maggior numero di "tipi" sexy diciamo alternativi, proprio adesso che il caldo gioca a tutto vantaggio della fisicità. E, perché no, magari capire se c’è anche chi è infastidito dall’afa anche a causa di quel velo di affascinante mistero che viene smarrito insieme con gli indumenti.

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di Flavio Mazzini

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