Quanto rende il porno?

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Paghe stratosferiche, benefits, attività parallele. Il porno, negli States, consente agli attori di vivere più che diginitosamente con gli introiti dei film. È la "casta" hard.

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Negli USA il porno gay è considerato una forma di intrattenimento a tutti gli effetti. Anche per questo ci sono giornalisti specializzatinel porno-gossip, news ed eventi che lo riguardano, riviste specializzate e quant’altro. Uno dei maggiori esperti del settore è JC Adams, che dagli anni 90 sa davvero tutto quello che gira attorno al porno gay. Fra le altre cose ha da poco pubblicato un articolo in cui, finalmente, rende noti i compensi che incassano gli attori che si danno al porno business più o meno professionale.

La paga

Ci informa anche che la maggior parte dei performers viene pagata a scena (ovvero per una performance completa di orgasmo finale) e non a film. In questo caso il compenso medio varia da 500 a 1500 dollari. Se però i modelli hanno firmato un contratto in esclusiva per uno studio il compenso può arrivare a 2000 o 3000 dollari per ogni scena. Ovviamente le star più popolari hanno un vero e proprio cachet, che varia a seconda delle prestazioni e che prevede compensi mediamente più alti di quelli che ottiene un performer poco conosciuto. Alcuni arrivano a compensi che si aggirano attorno ai 5000 dollari per ogni scena. Briciole al confronto delle cifre stratosferiche che guadagnavano gli attori che furoreggiavano a cavallo degli anni 80 e 90 (come Jeff Stryker, Ken Riker e Rian Idol), ma erano altri tempi e all’epoca la concorrenza era molto limitata.

I benefits

Basti pensare che il muro di Berlino era appena crollato e non c’era ancora stata la massiccia invasione dei ragazzi est europei, senza contare che internet era pura fantascienza, mentre oggi sta diventando una vera e propria alternativa alla pornografia tradizionale. A riprova di questo c’è da dire che anche i maggiori siti gay per adulti possono arrivare ad offrire compensi molto simili a quelli dell’adult entertainment più affermato. Tuttavia, per i siti, bisogna considerare una grande quantità di variabili e il fatto che non tutti hanno le stesse possibilita di quelli più popolari, che sono diventati vere e proprie aziende e che considerano i performers alla stregua di veri e propri impiegati.

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